J!' Ii3n.fi
PRE'
DELLA
SOCIETÀ ITALIANA
[)I SOIMNZM NATURALI
E DEL
DI STORTA NATURALE
IN MILANO
— <=}«=. —
VOLU3IE LXXII
Fascicolo III-IV
(con due tavole)
MILANO
Dicembre 1933 (XII)
CONSIGLIO DIRETTIVO PEL 1933.
Presidente: De Marchi Dofcfc. Coirmi. Marco, Via Borgonuovo 23
(1932-33).
Vice-Presidenti: ) (1933 34).
/ Mariani Prof. Coirmi. Ernesto, Via Jadi-
\ no 41 (1932-33).
Segretario: Moltoni Dott. Edgardo, Museo Civico di Storia Nat.
(1932-33).
Vice-Segretario : De.sio Prof. Cav. Ardito, Via privata Livorno 3
(1933-34).
Archivista: Mauro Ing. Gr. Uff. Ori. Francesco, Piazza S. Am¬
brogio 14 (1932 33).
Airaghi Prof. Carlo, Via Podgora 7,
Micheli Dott. Lucio, Via Cardo Goldoni^ 32.
Parisi Dott. Bruno, Museo Civico di Storia
Naturale.
Pugliese Prof. Angelo, Via Enrico Besana 18
Supino Prof. Cav. Pei, ice, Via Ariosto 20
Turati Conte Gr. Uff. Emilio, Piazza S. Ales¬
sandro 6. I
Cassiere: Dott. Ing. Federico Bazzi, Via Borghetto 5 (1933).
Bibliotecario : Dora Setti.
ELENCO DELLE MEMOB.IE DELLA SOCIETÀ
Voi.
I.
Fase.
J-JO;
anno
1865.
n
II.
ìì
1-JO;
a
1865-67.
il
III.
il
1-5 :
a
1867-73.
n
IV.
a
1-3-5;
anno
1868-71.
a
V.
a
1 ;
anno
1895 (Volarne
completo).
n
VI.
a
1-3;
a
1897-1910.
ìi
VII.
a
1;
a
1910 (Volume
completo).
?i
vili.
a
1-3;
a
1915-1917.
n
IX.
a
1-3;
a
1918-1927.
n
X.
a
1;
a
1929.
PAVIA
PREMIATA TIPOaRAFIA SUCCESSORI FRATELLI FUSI
Via L. Spallanzani, 11.
Consiglieri :
A. Schatzmayr
(Museo « Pietro Rossi » Duino)
EISULTATI SCIENTIFICI DELLE SPEDIZIONI ENTOMO¬
LOGICHE DI S. A. S. IL PRINCIPE ALESSANDRO
DELLA TORRE E TASSO NELL’AFRICA SETTEN¬
TRIONALE E IN SICILIA.
IV. Apioninae.
Dei paesi qui trattati, e cioè Sicilia, Algeria, Tunisia, Tripo-
litania e Cirenaica (regione mediterranea centrale) è finora noto
circa un centinaio di Apion. Della Tripolitania veramente non
era nota finora nessuna specie ; della Cirenaica il dott. Gri-
delli ne cita otto (Col. Giarabub 392-393).
Gli endemiti di questi paesi sono circa 25, dei quali
diversi descritti da Desbrochers sopra un singolo esemplare e
fino ora non più ritrovati ; 43 circa sono le forme diffuse nei
paesi mediterranei e la maggior parte anche in Europa ; dei
paesi del Mediterraneo occidentale (Spagna, Marocco, Algeria,
Tunisia e Sicilia) ne conosco 13, e 17 le forme sparse anche
nella maggior parte della regione paleartica.
Ecco l’elenco delle specie catturate da Sua Altezza e da me:
Apion tamariscì Gyll. Tunisi (Djedejda) 14-10-29 su Tainarix
11 esemplari. Francia meridionale, Sicilia, Sardegna, Africa
settentrionale.
Apion Poupilìieri Wenck. Algeria (Oumache) . 2-2-29 (3 es.' ;
(Biskra) 30-1 - 1-2-29 (12 es.) ; Tougurt 6 e 7-2-29 (6 es.)
sempre sul Tainarix . Secondo il dott. Gridelli, il signor
Gonfalonieri catturò questa specie in numero rilevante sulle
infiorescenze delle palme (1. c. 392). Un’altra pianta segna¬
lata poi per due Onycìiapion fKirsclii e DuinontiJ dal signor
12
170
A. SCHATZMAYR
dure) 6 e 7-10-29 (2 es.). Diffuso nei Paesi mediterranei e
secondo la letteratura anche nelle Canarie. In queste isole io
catturai in grande quantità solamente la specie affine sagit-
tiferiim AVoll. Vive su Mercuriaìis.
Apio/i rufiiìum Wenck. Messina (Contesse) 3-2-26, diversi esem¬
plari ; Siracusa, presso Villa Politi 25-2-26 (1 es.). La specie
è stata descritta di Saint Paphael (Francia meridionale) ed
è diffusa, con le sue razze, in tutti i paesi del bacino medi-
terraneo.
rufulum Rolphi Wagn. Tunisi (Cartagine) 17-1-29 (2 es.) ;
(Sidi bu Said) 26-2-29 (4 es.) ; (Belvedere) 16-1-29 (4 es.) e
30-9-29 (Q es.).
Apion rufescens Gyll. Palermo (M. Pellegrino) 9-2-26 : Siracusa
(Villa Politi, nelle « Prigioni di Dionisio ») 25-2-26, frequente
sulla Parietaria. In Europa meridionale comune.
Apion ìeucopliaetiim Wenck. Algeria (Laverdure) 7 e 9-10-29
(2 9 9)- (Frejus) loc. class. Diffuso nella Francia meri¬
dionale, Spagna, Italia, Carniola.
Apion curiuìuììi Desbr. Algeria (Laverdure) 7-10-29 (1 es.).
Diffuso in Italia media e meridionale. E segnalato però anche
di Inghilterra e Francia meridionale.
Apion stolidiiin Grenn. Un esemplare U falciato a Suani ben
Aden (Tripoli) il 15-3-26 ; Tripoli (verso Gargaresc) 31-3-26
un cT errante sulla sabbia ; Garian 24 e 27-3-26 (2 es.).
Differiscono dai nostri giuliani solamente per il rostro un po
più lungo, e la testa, fra gli occhi, fortemente j)unteggiata.
Xessuna differenza nel j^ene. Specie diffusa in Europa e in
Algeria.
Apion detritnni Bey. Sicilia (Ficuzza) 15-2-26 (1 es.). Europa
orientale. Paesi mediterranei, Caucaso.
Apion nitens Schilsky. Algeria (Laverdure) 7 e 9-10-29 (2 9 9)?
(Biskra) 10-2-29 (1 es.). Secondo Schilsky sarebbe noto anche
di Tunisia. Il nitens si identifica forse con lo stolidiim siih-
sqìtanìiferuni Desbr.
Apion cardiioruin Kirby. Sicilia iLentini) 6-4-26 diversi esem¬
plari; Tunisi (Belvedere) 19-2-29 (4 es.) ; (Le Bardo) 8-12-28
(1 es.). Forma larga, elitre verde oscure, pubescenti, pronoto
senza peli. Vive su Cardus e Onopordon. Europa, special-
mente Paesi mediterranei.
Apion carduoruni gaìactilis ÙVenck. Tunisi (Belvedere) 25 e 30-
9-29 e poi 3-10-29 diversi esemplari; (Ariana) 3-10-29 fre-
RISULTATI SCIENTIFICI DELLE SPEDIZIONI ECC. 171
quente. Osservasi che le due forme vivono nella stessa loca-
lità, ma in epoche diverse. E forse una razza biologica del
carduorum.
AiJÌori Damryi Desbr. Messina ( M. Peloritani) 5-2-26 (1 es.) ;
Tunisi (Chott Sedjoumij 23-2-29 (1 es.) Vive sui carciofi
( Cynara scolymusj ed è descritta della Corsica. Trieste è la
località più settentrionale della sua diffusione.
Apion lancirostre Chevr. Tunisi (Arianna) 3-10-29, sbattuti due
esemplari da un albero fruttifero. E diffuso nell’ Africa set¬
tentrionale, ma è ovunque raro.
Apion inacro rrìiynclius Ejopelsh. Tripoli (Suani ben Aden) 15-3-26
falciato un solo esemplare. Descritto di Nikaria (Isola del-
1’ Egeo), fu in seguito segnalato anche di Algeria, Tunisia,
Siria e Caucaso.
Apion Sicardi Desbr. Sicilia (Eicuzza) 15-2-26 (1 es.). Wagner
(Cat. Winkler, 1395) identifica questa forma con la var.
falìax Wenck. Wencker però descrive anche il j^, sesso
non ancora noto nella forma ritenuta dagli autori per Sicardi
Desbr. Per questa ragione non ritengo uguali queste due
forme. Il Sicardi è descritto di Tebursuk (Tunisia), il faìlax
d’ Algeri. Regione mediterranea occidentale.
Apion Heìenae 9 sp. Insetto di un azzurro nero lucente, a pube-
scenza rada. Rostro un po’ meno che equilungo, curvato,
glabro, a punteggiatura rada e fina ; antenne interamente^
nere, inserire dietro la metà del rostro, articolo basale lungo
quanto è largo il rostro all’inserzione delle antenne, articoli
mediani quasi globosi, clava robusta, appuntita; testa un po’
conica, occhi piani, fronte punteggiato ; pronoto subconico,
pure con riflessi azzurri, a punti piuttosto fini, ma profondi
e sparsi ; elitre alquanto allungate, all’ indietro dilatate, con
strie fine e bene incise. Zampe nere con tarsi brevi e larghi.
Nella forma del corpo ricorda molto il Sicardi^ ne differisce
per gli occhi più piani, per la regione interoculare fortemente
punteggiata anziché striolata e per le strie delle elitre molto
più fine.
In un primo tempo ritenni questo Apion per il del
Sicardi di cui non si conoscono che 9 9 ? punteggiatura
della testa però è un carattere troppo importante per consi¬
derarlo solamente sessuale. Lungh. 2,6 min. compreso il rostro.
Catturato da Sua Altezza Serenissima a Le Bardo (Tunisi)
1’ 8-12-28.
172
A. SCHATZMAYR
A Sua Altezza Serenissima la Principessa Elena della
Torre e Tasso, Duchessa di Castel Duino, in segno di grati¬
tudine.
Apion tenue Kirby. Sicilia (Dentini) 6-4-26 (1 es.) : (Ficuzza)
15-2-26 (1 es.). Ovunque in Europa frequente sul Trifolium
e Medica go.
Apion tenue sbsp. E una razza biologica o una specie a se.
In media più robusto del tenue^ a pubescenza molto rada
e fina, occhi un po' più sporgenti, rostro evidentemente più
lungo, di lunghezza alquanto oscillante, elitre lunghe all* in¬
dietro fortemente dilatate.
Algeria (Biskra) 27-1-29 e 10-2-29, comune sul Trifolium.
Xon siamo riusciti a catturare il percui credo che il
modus vivendi di questo sia differente da quello del tenue
. che, come si sà, è frequente al pari delle O 9 ,
Apion Kraatzi Wencker. Messina (M. Peloritani) 6-2-26, due
esemplari sbattuti dalla Caly cotome infesta: Algeria (Laver-
dure) 6-10-29 (1 es.). Paesi mediterranei occidentali; è de¬
scritto della Francia meridionale (Var).
Apion ftavofemoratum Herbst. Sicilia fEicuzza) 15-2-26 ; (Mes¬
sina, 31. Peloritani) 4 e 6-2-26 comune sulla Caly cotome
infesta: Algeria (Laverdure) 6 e 7-10-29 (2 es.). Europa,
Paesi mediterranei, Asia occidentale, centrale, settentrionale.
Apion aethiops Herbst. Messina (31. Peloritani) 8-2-26 (5 es.).
Europa, Paesi mediterranei, Asia.
Apion gracilicolle Dyll. 3Iessina (31. Peloritani) 6-2-26 (1 es.).
Europa meridionale.
Apion vorax Herbst. Sicilia (Ficuzza) 15-2-26, comune; (Lentini)
24-2-26 (1 Q^’); (31. Pellegrino) 9-2-26 (1 o); (31. Peloritani)
8-2-26 (2 O); Algeria (Laverdure) 5 e 7-10-29 (2 es.) ;
(Haminam 3Ieskoutine) 4-3-30 (19)5 Tunisi (Chott Sedjoumi)
19 e 23-2-29 (2 es.). Europa, specialmente media e meridio¬
nale, Paesi mediterranei, Siberia.
Apion ononis Kirby. Algeria (Laverdure) 5-10-29 (1 es.). Europa.
Paesi mediterranei.
Ap ion pomonae F. Sicilia (Ficuzza) 15-2-26 (1 es.). Diffuso in
Europa, Caucaso e Siberia.
Apion rirens Herbst. Algeria (Laverdure) 7-10-29 (1 es.). In
Europa una delle specie più comuni ; è conosciuto anche
della Siberia. Vive su Trifolium .
RISULTATI SCIENTIFICI DELLE SPEDIZIONI ECC. 173
Apion astragali Sicilia (Ficuzza) 15-2-26, comune; (Bauso
presso Messina) 7-2-26 (1 es.) ; (M. Peloritani) 5-2-26, abba¬
stanza frequente ; Algeria (Laverdurej 5-10-29 (1 es.). Xel-
r esemplare algerino è visibile un piccolo dente gulare.
Europa, Paesi mediterranei.
Apion nigritarse Kirby. Sicilia (Eicuzza) 15-2-26, frequente ;
Algeria (Laverdure) 5 e 7-10-29, comune. Specie molto dif¬
fusa e comune in Europa. Trovasi anche in Siria e nel
Caucaso.
Apion aestivum Germ. Sicilia (Lentini) 6-4-26, comune. Specie
cumunissima in Europa, specialmente sul Trifolhim.
Apion interjectiun Desbr. Malta 4-4-26 (1 es.) ; Messina (M.
Peloritani) 6-2-26 (1 es.) ; Algeria (Laverdure) 7-10-29 (1 es.).
E ritenuto da Wagner come razza diAV aestivum ] da noi in
Italia le due forme sono sempre bene distinte, vivono assieme
senza formare passaggi evidenti.
Apion ìaevicoììe Kirby. Sicilia (Eicuzza) 15-2-26 (4 es.). Inghil¬
terra, Paesi mediterranei.
Apion assimile Kirby. Sicilia (Lentini) 6-4-26, un solo esemplare
falciando. Specie diffusa in Europa, Siria e Algeria. Vive
su Trifolium.
Apion dentipes Gerst. Palermo (Monreale) 10-2-26 (1 es.). Il
tipo è descritto della Sicilia, V armifernm Wenck. di Scu-
tari d’ Albania e il tuhicen di Spagna, Sicilia e Pirenei.
Specie molto diffusa in Italia inedia e meridionale, ma non
comune.
ISTITUTO DI ZOOLOGIA DELLA R, UNIVERSITÀ DI PAVIA
DIRETTO DAL PROF. CESARE ARTOM.
Dott. F. Cavallini
MOLLUSCHI ACQUATICI DEL PAVESE
Ad un conoscitore dei dintorni di Pavia non può passare
inosservata l’ottima posizione della nostra città per coloro cLe si
vogliono interessare di fauna d’ acqua dolce. Dal grande fiume al
piccolo ruscello, dal canale d’ irrigazione alla risaia, qui sono
rappre’sentati tutti gli ambienti più diversi in tutte le condizioni
di variazione. Nel Ticino troviamo cosi la corrente rapida come
la lentissima, il fondo ghiaioso, sabbioso, melmoso, la mancanza
di vegetali e l’ abbondanza di alghe e piante acquatiche. Le
lanche, i bracci morti e le gore, tutti numerosissimi e delle più
diverse estensioni, ci danno l’ambiente ad acqua lentamente
rinnovantesi o completamente ristagnata, con pochi vegetali o con
tale abbondanza di piante acquatiche (quali : ninfee, ranuncoli,
lemma, ecc.) da formare col loro fusto un feltro intricatissimo,
che bene spesso intralcia e talora perfino impedisce il passaggio '
anche alla barca più leggera. Dal Naviglio, al Navigliaccio ed al
Carena si passa a corsi d’ acqua meno importanti e di diversa
portata, quali la Vernavola, la Eolia e il Gravellone Vecchio, tino
al piccolo ruscello senza nome per la sua esiguità. Vi sono grandi
canali di recente costruzione per lo scolo delle acque e la bonifica
di terreni, quali il Gravellone Nuovo, accanto ad una rete ben
costruita di canali d’irrigazione, quali il Cavour, Bidelli, Cavone,
Orlandi, ecc.. Aggiungendo a tutto questo le numerose risaie e
marcite, che si possono trovare anche a pochi chilometri dalla
città, dobbiamo concludere che, anche con un semplice e superfi¬
ciale sguardo ai dintorni di Pavia, si ha l’ impressione non solo
dell’ ambiente ricchissimo di acqua, ma, quello che più ci interessa,
di tutta la serie e la ricca graduazione degli ambienti più sva¬
riati. Il famoso epiteto di « Città della nebbia », dato a Pavia
trova la diretta spiegazione nella ricchezza idrica dei suoi dintorni.
MOLLUSCHI ACQUATICI DEL PAVESE
1 <5
e se queste condizioni possono in riguardo al clima, essere sfavo¬
revoli, per uno studio di fauna acquatica ci danno invece un quadro
veramente imponente per la gamma difficilmente raggiungibile
altrove, delle variazioni di condizioni ambientali. '
La prima constatazione dello studioso della fauna malacologica
pavese in relazione alle sue condizioni ambientali è quella della
grande riccbezza, ricchezza che ha la sua importanza non tanto
per il numero degli individui quanto per le loro specie e varietà.
Se osserviamo la lanca del Rottone, il letto del Ticino presso
la foce di questa lanca, ed il letto del Ticino pure presso la
sponda opposta a tale foce, nel territorio della IMenabrea o Poli¬
gono, possiamo aver subito T idea dell’ enorme abbondanza di mate¬
riale. Devo qui osservare che, mentre i molluschi nelle lanche e
dove la corrente non è forte vivono vagando e sono visibili ad
un primo superficiale sguardo, quelli invece che stanno nel letto
del fiume richiedono al ricercatore un’ attenta e perspicace iilve-
stigazione. Se si considerano i lamellib ranchi, rappresentati dalle
varie specie di Lffiio, dalla Pseudanodonta e dall’ Anodonta, essi
stanno infossati nel terreno e non sono riconoscibili se non da
una piccola fessura allungata che si ha nella superficie terrosa e
che comunemente sfugge al jirofano. Se si ricercano le Xeritine
e gli Ancylus, questi sono sempre difficilmente visibili, sia per
la loro piccolezza, sia perchè stanno aderenti alla facciata infe¬
riore dei sassi ove questi volgono al terreno, ragione per cui
difficile ne riesce il ritrovamento.
Xon pochi sono stati coloro che si interessarono dei nostri
molluschi : il Villa, lo Stabile, il Crivelli, ecc. e, fra questi, due
in particolare, il Rezia e lo Strobel, si interessarono della mala-
cologia pavese ; il primo con il lavoro : « Gasteropodi terrestri e
fluviali dei dintorni di Pavia », il secondo con le : « Lumache ed
ostriche pavesi ». L’uno e l’altro studio sono il risultato di dili¬
gente ed accurato esame, ma appartengono ad una letteratura
ormai troppo passata ; risalgono infatti il primo al 1848, ed il se¬
condo al 1856. Essendomi occorso di considerarli per classificare
qualcuno dei molluschi nostri più comuni, la Bytliinici tentacu-
lata^ ad esempio, ho avuto appunto occasione di vedere come essa
sia anche nello Strobel ancora classificata come Paludina tenta-
culata L., impura Lamarck ; inoltre avendo ricercato e non tro¬
vato nell’ elenco la Physa aciita^ dovetti persuadermi di quanto
era necessità di fare : aggiornare la classificazione dei molluschi
176
F. CAVALLINI
pavesi, osservando le modificazioni avvenute in questi 77 ultimi
anni nel nostro territorio.
Mi diedi quindi alla raccolta del materiale e quando mi parve
di averla completata, mi posi come base il modernissimo ed uni¬
versalmente encomiato trattato del Germain : « Mollusques terre-
stres et fiuviatiles » 1931 ed ho quindi proceduto alla classifi¬
cazione.
In questo elenco di molluschi pavesi ho considerato i carat¬
teri degli animali per ciò che riguarda le caratteristiche delle
famiglie, e per le singole specie ho fatto seguire alla descrizione
della conchiglia l’ indicazione del luogo ove le varie specie si
trovano, indicandone la maggiore o minore frequenza.
Gasteropodi Polmonati Basommatofori (M.
Fani. Limnaeidae*
Animale allungato ovoide con mantello più o meno sviluppato.
Testa munita di due tentacoli triangolari piatti e corti con occhi
sessili alla loro base interna. Piede grande e ovalare. Tutti gli
orifici, il respiratorio ed i sessuali sono a destra.
Conchiglia destrogira di forma variabile più o meno allun¬
gata. Ombelico nullo o ridottissimo, xùpertura ovoide. Guscio uni¬
colore di color corneo più o meno intenso.
Le limnee vivono di preferenza nelle acque stagnanti, a fondo
melmoso, ricche di vegetali : qui strisciano sul fondo ; si arram-
jiicano sugli steli e camminano sul pelo dell’ acqua con il corpo
rivolto in basso. Le limnee vivono anche in acque correnti, solo
che, mentre nelle paludi si possono trovare tutte le specie, nelle
correnti le forme allungate di grandi dimensioni non si riscontrano
più, e solo qui quindi, la L. atiricolaria non è accompagnata
dalla L. stagnaììs.
Si possono trovare limnee viventi anche fuori dell’ acqua ed
infatti le forme a peristoma piccolo quali la L. Iruncatiiìa. L.
turricolata e la L. paìustris^ passano spesso sugli steli erbosi
periodi più o meno lunghi della loro vita: d’estate, se lo stagno
si dissecca, le limnee, come quasi tutti i molluschi acquatici, si
(1) Con asterisco sono conti-assegnate le specie e varietà che non erano state
riscontrate dai precedenti autori.
MOLLUSCHI ACQUATICI DEL PAVESE
177
sprofondano nel fango, chiudono con nn epifragma la loro apertura
e superano cosi in vita latente i periodi a loro sfavorevoli. Come
la maggior parte dei molluschi sono erbivore. Per quanto riguarda
la riproduzione le limnee sono ermafrodite. Il nidamento nel quale
sono poste le uova è dato da una massa gelatinosa allungata e
cilindrica che viene fissata alle piante acquatiche.
La famiglia delle limnee è una delle famiglie di molluschi
più ricca non solo per il numero degli individui, ma anche per
l’abbondanza di specie e varietà. In base allo sviluppo del man¬
tello il Germain ha suddivisa la famiglia delle limnee in due
generi.
Il solo genere Limnaea de Lamarck 1779, caratterizzato dallo
svilupjoo ridotto del mantello, è qui rappresentato e viene suddi¬
viso in base a caratteri della radula, dell’ apparato genitale e
della conchiglia, in varii sottogeneri.
S. G. Limnaea sensu stricto.
Nel pavese esiste una sola specie, la
L. stagnai is Limi. (lung. 35-60 mm. diam. 16-27 inm.).
Conchiglia grande, allungata, ed acuminata, costituita di 6 o
7 giri- di spira l’ultimo dei quali, formante i due terzi della con¬
chiglia, ovoide e ventricoso con apertura ovalare allungata, legger¬
mente angolosa in alto. Ombelico nullo. Guscio sottile, relativa¬
mente solido, sub trasparente, di color giallo- corneo sempre piut¬
tosto chiaro segnato da sottili e fitte strie longitudinali attraver¬
sate da altre rare, trasversali.
Specie caratteristicamente polimorfa, considerata dal Rezia in
tutte le sue varietà pavesi (var. reticolata, striata, fragile, rosa
ecc.) non dallo Strobel il quale già probabilmente aveva intuito
che le grandi diversità che si possono osservare anche nelle forme
pavesi, non costituiscono varietà in quanto, come osserva il Ger¬
main (p. 485) : « Toutes ces formes passent insensibilmentde l’une
à l’autre et ne sauraient étre distinguees mème cornine variétés.
D’autre part L. Vignai (1911 p. 157-178) a pu obtenir, par éle-
vage en aquarium, en partant d’une mème ponte, la plupart de
ces formes abusivament élevées au rang d’ especes ». Nonostante
quindi la grande diversità di forma che si osserva nelle Limnee
stagnali col Germain sono convinta che non si debba parlare
di varietà, ma il massimo di forme in quanto anche qui nel pa¬
vese accanto alla Limnaea stagnaìis Limi, forma turgida Menke,
178
F. CAVALLIXI
si trova la forma Locarcli Cout. ; ma fra i due estremi esiste
una serie ininterrotta di graduazioni intermedie.
La Limnea stagjiaìis è comunissima nel pavese nei fossi a
lento cambiamento d’ acqua e nelle paludi ove si ha ricchezza di
vegetazione. Ambiente favorevolissimo sono pure tutte le lanche
del Ticino.
Al S. G, Radix Denys De Monfort appartengono le specie :
L. (Radix) auricularia Linn. (lung. 15-35 mm. diam. 14-28mm.).
Conchiglia grande, ovoide, bulliforme. Apice acuminato : spira
di tre e mezzo o quattro giri di cui solo l’ultimo enormemente
sviluppato. Apertura subrotouda, grande circa i cinque sesti del-
l’ altezza. Ombelico in grande parte ricoperto. Guscio sottile, sub¬
trasparente, di color giallo-corneo più o meno chiaro, segnato da
sottili strie longitudinali.
Questa limnea, a differenza della L. stagnalis. è poco poli¬
morfa, ma presenta una grande variazione, non considerata dal
Germain, in riguardo alla consistenza del guscio. Già lo Strobel
ed il Rezia avevano elencata accanto alla L. auricolaria. la va¬
rietà suhconieus Ziegler Rossm., ma potendo anche in questo
caso constatare che detta varietà può essere collegata alla specie
attraverso gradi intermedi di consistenza del guscio, sono propensa
a considerare questa come una forma e non una varietà.
La Limnea^ auricularia è abbastanza comune nel pavese,
meno però della L. stagnalis.
Vive nelle acque stagnanti e nelle lanche del Ticino anche
dove per la leggera corrente non troviamo più la Limnea stagnalis.
La forma subcorneus Z., tipica per la trasparenza del suo
guscio, è molto rara, mi è stato possibile riscontrarla solo nel
Xaviglio di Milano : le forme di collegamento sono mescolate
alla specie.
L. (Radix) limosa Linn. (lung. 15-33 mm. diam. 10-22 mm.).
Conchiglia ovoide sub-allungata, formata da -1 giri di spira
di cui l’ultimo molto rigonlio. Apertura ovalare. Ombelico a fes¬
sura piccolissima. Guscio piuttosto fragile di color giallo-corneo
più 0 meno intenso.
Vive fra le erbe e sul fondo degli stagni ad acqua comple¬
tamente ferma o con leggero ricambio : si trova insieme alla L.
auricolaria : è abbastanza comune, ma non comunissima.
Questa specie caratterizzata da intensissimo polimorfismo ba¬
dato luogo a numerose varietà quali la :
MOLLUSCHI ACQUATICI DEL PAVESE
179
Var. ampia Hartmann.
Conchiglia globulare molto rigonfia di dimensioni piuttosto
ridotte, colore giallo-corneo chiaro ; si osserva qui che V apice è
più 0 meno prominente venendo a determinare due forme :
la forma Hartmanni (lung. lo, diain. 11 min.) con T apice
che non sporge dagli altri giri, di color corneo tendente al rosa
e la forma ampia dell’uguale aspetto generale, ma con dimensioni
ridotte, con apice sporgente e color corneo tendente al giallo.
Queste due forme vivono in ambiente diverso l’una dall’altra;
la prima in acque leggermente mosse insieme alla L. auricolaì ia^
ed è piuttosto rara, la seconda alla foce del Xaviglio, cioè in
acqua corrente : sta aderente ai sassi insieme agli Ancyliis ed è
abbastanza comune.
Yar. Patula da Costa (lung. 10-20 mm. diam. 18-12 min.).
Conchiglia bulliforme ovoide, spira formata di tre o quattro
giri di cui 1’ ultimo abbastanza rigonfio e leggermente prolungan-
tesi verso il basso. Guscio sub trasparente, corneo, giallo-bruno.
Abbastanza comune nelle acque di palude leggermente rinnovan-
tesi e ricche di vegetazione.
Var. vulgaris C. Pleiff. (lung. 11-13 mm. diam. 7-9 mm).
Conchiglia piuttosto piccola, ovoide con 4 giri di spira di cui
l’ ultimo abbastanza rigonfio e molto sviluppato verso il basso.
Apertura ovalare. Ombelico a fessura piccolissima. Guscio sottile
subtrasparente corneo giallo-chiaro. Abbastanza comune sia nei
ruscelli ricchi di vegetazione sia nelle insenature della sponda
del Ticino.
L. (Radix) peregra Muli. (lung. 10-16 mm. diam. 7-12 mm.).
Conchiglia allungata, spira di quattro - cinque giri legger¬
mente rigonfi di cui l’ultimo anfratto raggiunge i quattro quinti
della lunghezza generale. Apertura ovalare allungata. Ombelico
quasi completamente ricoperto. Guscio mediocremente solido di
color bruno-chiaro tendente al giallo-rossastro, ornato di leggere
striature. Molto comune nei fossi ad acqua corrente e ricchi di
vegetazione, meno comune nelle paludi a lento cambiamento
d’ acqua.
S. G. Stagnicela Leach. (1819) 1831. comprende le specie:
L. (Stagnicela) palustris Muli. (lung. 19-33 mm. diam. 11-
13 mm.).
Conchiglia fusiforme ad apice acuminato, spira di 6 o 7
giri l’ ultimo dei quali raggiunge i due terzi della lunghezza ge-
180
F. CAVALLINI
nerale. Apertura ovalare allungata. Ombelico a fessura strettissima
0 completamente chiuso. Guscio solido, subopaco, raramente corneo,
di colore più o meno giallo, bruno e violaceo, rigato da leggere
striature longitudinali. Dimensioni molto varie.
Vive negli stagni e nei ruscelli, negli stagni con la L. sta-
gìialis si trovano le forme a maggiori dimensioni, nei ruscelli ad
acqua corrente e ricchi di vegetali le forme più piccole, distinte
dallo Strobel come specie e varietà : L. ohsciirus Porreyss : L.
fuscus Z. aut eìongatus Drp. {var. fFIeìixJ corvits Gmelin) :
specie e varietà passanti gradualmente 1’ una nell’ altra e che per
le grandi variazioni di dimensioni e forma erano state erronea¬
mente considerate.
Ancora allo stesso sottogenere appartiene la :
^ L. (Stagnicela) turriculata Held. (lung. 13-18 mm. diam.
6-9 mm.).
Conchiglia fusiforme allungata, spira di 6 giri distinti da
suture profonde. L’ultimo giro allungato con apertura piccola e
subovolare. Ombelico a fessura quasi completamente ricoperto.
Guscio corneo chiaro o bruno-nerastro. Questa specie differisce
dalla precedente per le sue dimensioni più piccole e la sua forma
più strettamemte allungata.
Vive ed è abbastanza comune nei ruscelli con molta vegeta¬
zione.
All’altro S. G. Galba Schrank, 1803 appartiene la specie : -
L. (Galba) truncatuia Muli. (lung. 6-:8 mm. diam. 3-4 mm.).
Conchiglia ovoide allungata leggermente ventricosa. Spire
formate da 5 o 6 giri, l’ultimo ben sviluppato, quasi 2/3 della
lunghezza generale : suture ben visibili. Apertura ovalare. Ombe¬
lico quasi nullo. Guscio abbastanza solido di color corneo e corneo -
bruno.
Vive nei piccoli ruscelli ricchi di vegetali ; è abbastanza
comune, non comunissimo.
^ L. (Galba) Doublieri (Lequien) Moquin Tandon. (Lung. 11
mm. diam. 4 min.).
Conchiglia allungata e slanciata con 6 giri di spira ; dimen¬
sioni un poco maggiori della L. truncatuia. Guscio corneo, giallo,
subtrasparente.
Vive con la L. truìicatula di cui è un poco più allungata,
un poco più slanciata e molto meno comune.
MOLLUSCHI ACQUATICI DEL PAVESE
181
Fam. Physidae.
Animale simile alle Limnee, ma con torsione sinistrorsa.
Testa munita di due tentacoli filiformi. Mantello semplice o lo¬
bato che si rovescia sulla conchiglia ricoprendola in parte. Piede
ovalare allungato, anteriormente arrotondato, posteriormente appun¬
tito. Tutti gli orifici, il respiratorio ed i sessuali, sboccano a
sinistra.
Conchiglia sinistrorsa ovalare più o meno allungata. Apertura
ovalare. Ombelico nullo. Guscio sottile e trasparente, sempre lucido.
Le Ph37-sa vivono generalmente nelle acque limpide e pure,
sempre ricche di vegetali : nuotano agilmente rovesciate come le
Limnee e camminano rapidamente sul fondo e sulle piante acqua¬
tiche. Sono tutte erbivore ma a volte si vedono attaccare anche
piccoli animaletti.
Le Physa sono ermafrodite, le uova, circondate da una so¬
stanza gelatinosa ed incolore e riunite in una membrana ialina in
piccole masserelle arrotondate od ovoidi, sono attaccate ai corpi
sommersi.
Il genere Physa Draparnaud 1801 è rappresentato dai due
sottogeneri ;
S. G. Physa sensu stricto: caratterizzato dall’ aver l’ animale
il mantello digitato. Comprende i generi :
P. fontinalis Limi. (Lung. 6-8 mm. diam. 4-5 min.).
Conchiglia ovoide, enfiata, con 3 o 4 giri di spira di cui
l’ultimo costituisce i 3/4 della lunghezza generale. Ombelico
chiuso. Apertura ovalare. Guscio molto sottile, fragile e traspa¬
rente, ben lucido, di color corneo tendente al giallo-rosso.
Vive comunissima nei ruscelli ricchi di vegetali con acqua
sempre corrente e limpida. Meno comune nelle acque lentamente
rinnovantesi.
* P. taslei Bourguignat (Lung. 8-10 mm. diam. 4-6 mm.).
Conchiglia ovoide non molto rigonfia di 4 o 5 giri di spira
abbastanza allungati di cui 1’ ultimo costituisce 2 3 della lunghezza
generale. Suture ben marcate. Apertura ovalare. Ombelico chiuso.
Guscio corneo piuttosto resistente, subtrasparente, leggermente
rigato di colore corneo tendente la giallo.
Vive nelle acque fangose ed intermittenti sprofondandosi nella
melma nei periodi di mancanza di acqua. Mi è stato possibile
182
F. CAVALLINI
trovare in abbondanza questa sjiecie nel canale di irrigazione
Cavour.
* P. acuta Draparnaud. (Lung. 8-12 min. diam. 4-6 mm.).
Conchiglia ovoide allungata, spira formata da 4 o 5 giri
meno allungati di quelli della specie precedente, suture poco
inarcate. Apertura ovalare. Ombelico nullo. Guscio solido ed opaco
color corneo tendente al giallo-chiaro; lucente, leggermente striata.
Vive strisciando sul fondo, sulle pareti e sui vegetali nei
ruscelli ad acqua corrente e pura. E specie abbastanza comune.
Di questa specie esistono due varietà :
^ Var. gibbosa Moquin Tandon (Lung. 6-9 mm. diam. 11-16
mm.).
Conchiglia j^er forma uguale alla sjiecie, ma un poco più
grande. Guscio solido ed 023aco di colore grigio tendente al bruno
meno lucente della specie ma con le striature longitudinali più
intense che vengono ad intersecare fini striature spirali.
Vive come la specie e come questa è abbastanza comune.
^ Var. subopaca De Lamarck. (Lung. 7 mm. diam. 4 mm.).
Conchiglia ovalare notevolmente allungata. Spira di 4 o 5
giri di cui l’ultimo poco ventricoso e piuttosto allungato. Apertura
ovalare allungata. Ombelico chiuso. Guscio solido ed opaco di
color giallo -chiaro, lucente.
Vive insieme alla P. Taslei nelle acque fangose e intermit¬
tenti. Varietà molto rara che ho potuto trovare nel canale Cavour.
S. G. Aplexa Fleming 1820: caratterizzato dall’ aver l’ ani¬
male il mantello intero. Comprende la specie :
P- (Aplexa) hjpnorum Linn. (Lung. 10 mm. diam. 4 mm.)
Conchiglia fusiforme allungata, con 5 o 6 giri di spira di
cui 1’ ultimo sviluppato in lunghezza più della metà della conchi¬
glia e poco rigonfio. Apertura strettamente ovalare. Ombelico
ricoperto. Guscio sottile, fragile, trasparente ben lucido e di
color giallo corneo.
Vive insieme alla P. fontinaìis nei ruscelli e nelle acque
limpide in mezzo alle piante acquatiche. Specie piuttosto rara.
Per quanto riguarda la famiglia della Physa, nel pavese si
riscontrano tutte le specie e le varietà che il Germain ha^potuto
trovare in Francia : questo in contrasto invece con lo Strobel ed
il Rezia che avevano riscontrato solo la Ph. fontinaìis L. e la
Pii. Iti/pnonini L.
MOLLUSCHI ACQUATICI DEL PAVESE
183
Fani. Planorbidae.
Animale con cor2io gracile, avvolto in un piano. Testa con
due tentacoli cilindrici e lunghi, simili a quelli della Physa, con
occhi alla loro base interna. Piede stretto e lungo. Orifici sessuali
ed orificio respiratorio con sbocco a sinistra.
Conchiglia discoide, sjiira depresse, ad avvolgimento variabile
destrogiro o sinistrogiro : ultimo anfratto carenato o no alla peri¬
feria. Ajiertura rotondeggiante od ovalare. Guscio corneo unicolore
j)iù 0 meno striato.
I Planorbis vivono nelle acque stagnanti ricche di vegetali ;
nei periodi nei quali le paludi ed i fossi si disseccano, si
sprofondano nel fango e le ]3Ìccole specie chiudono il loro guscio
con un epifragma, come i gasteropodi terrestri : ciò permette loro
di soiqDassare i j^eriodi sfavorevoli. Tutti i Planorbis si nutrono
di vegetali. Sono molluschi ermafroditi ; le uova, ialine e traspa¬
renti, riunite in j^F-cole capsule orbicolari mucoso-cornee, sono
fissate alle pietre ed alle piante sommerse.
La famiglia dei Planorbis comprende i due generi : Planorbis
e Seomentina.
Al genere Planorbis (Guettard 1756). Geoffroy, 1767 carat¬
terizzato dall'avere la conchiglia senza lamelle interne, apparten¬
gono varii sottogeneri, suddivisi in base ai caratteri dell’apparato
genitale, dell’apparato digerente e della conchiglia.
S. G. CoretUS Adanson 1757, con la specie.
P. (Coretus) corneus Linn. (Lung. 8-15 mm. diam. 17-35 mm).
Conchiglia discoide un ]do’ rigonfia, largamente ombelicata
su^^eriormente, e piana inferiormente ; sjiira di 5 o 6 giri con
suture ben marcate. Ajiertura arrotondata, obliqua, subangolosa e
leggermente sopra avanzate in alto. Guscio corneo, solido, di color
bruno, bruno-giallo bruno-verdastro, ornato di striature longitudi¬
nali ben marcate, intersecantesi con altre spirali più fini. E il più
grande dei Planorbis. Sj)ecie polimorfa che ha portato alla crea¬
zione di molte varietà tutte legate alla forma tij^o da stadi! inter¬
medi!, quali (PI. mericlionalis Charp., Pi. similis Muli., PI. efru-
scus Poss. ecc.).
Vive nelle lanche del Ticino, nelle acque stagnanti con vege-
fazione ed in tutte le acque ^^oco correnti. E molto comune ed
abbondante.
13
184
F. CAVALLINI
Air altro S. G. Bathyomphalus (Agassiz) De Charpentier.
1837. Appartiene :
* P. (Bathyomphalus) contortus Linn. (Limg. 1-1^/., mm. diam.
3-4 min.).
Conchiglia appiattita superiormente, largamente ombelicata
inferiormente. Spira di 7-9 giri strettamente serrati, di cui l' ul¬
timo legermente rigonfio. Suture molto evidenti ; apertura a
mezzaluna con lato superiore leggermente avanzato. Guscio piccolo,
solido, di color corneo, rossastro e brunastro.
Vive aderente ai vegetali, nei ruscelli ad acqua corrente, e
nei corsi d’ acqua lentamente rinnovantesi. E specie abbastanza
comune.
S. G. Planorbis sensu stricto, a cui appartengono le specie :
P. Planorbis Linn. iLung. 2-4 mm. diam. 7-17 mm.).
Conchiglia schiacciata, subconcava superiormente, quasi piana
inferiormente. Spira di 6 giri lentamente crescenti con carena
inferiore munita di un piccolo cordone ; suture ben marcate.
Apertura un po’ obliqua. Guscio corneo più o meno solido di
color giallo-corneo e giallo-bruno finemente striato.
Vive nelle acque stagnanti, nelle lanche, nelle risaie e nelle
acque rinnovantesi con corrente non molto forte ; sempre fra i
vegetali. E comunissimo.
Questa specie, dotata di forte polimorfismo, dà luogo a diverse .
forme : la forma suhmarginaliis C. e Jan. (considerata dallo
Strobel come varietà) è caratterizzata dall’ avere la carena sub-
marginale più 0 meno ottusa ; la forma ecarinata Westerlund è
senza carena. Queste due forme vivono insieme alla specie e sono
piuttosto rare.
P. carinatus Muli. (Lung. 2-3 mm. diam. 10-15 min.).
Conchiglia molto schiacciata. Spira di 5 o 6 giri un poco con¬
cavi superiormente con una carena mediana munita di un piccolo
cordone. Suture ben marcate. Apertura ovalare trasversa. Guscio
piuttosto sottile, corneo, color corneo-giallastro finemente striato.
Vive col precedente, ma è molto più raro.
Le specie del S. G. Spiralina (Hartmann 1840) Martens 1899
si suddividono in due sezioni.
<i) Sezione Spiralina sensu stricto (diplodisiCHs Dall.! carat¬
terizzata dalla conchiglia molto compressa e dall’ ultimo giro di
spira ben carenato, comprende le specie:
MOLLUSCHI ACQUATICI DEI. PAVESE
185
P. (Spiralina) vortex Limi. (Lung. 1 mm. diam. 6 mm.).
Conchiglia molto compressa. Spira di 5 o 7 giri leggermente
convessi superiormente e piani inferiormente. L’ultimo giro è ca¬
renato. Guscio sottile e fragile di color corneo chiaro.
Vive nelle lanche del Ticino e nelle acque leggermente rin-
novantesi sempre ricche di piante acquatiche. E specie rara.
*P. (Sp iralina) vorticulus Troschel (Lung. 0,5 mm. diam, 4-5).
Conchiglia piccola, molto depressa. Spira di 5 o 6 giri, mu¬
nita di carena ottusa ; suture ben marcate. Apertura ovalare
obliqua. Guscio sottile, trasparente, corneo, giallo e giallo-bruno.
Vive con la precedente. Von è comune.
(Il Kennard ed il Wodvard considerano il P. vortex Drap,
sinonimo del P. vorticulus Troschel. Il Germain non ammette
questa assimilazione).
/?) Sezione Paras'pira Dall 1905 caratterizzata dalla conchi¬
glia depressa e dall’ ultimo giro arrotondato o compresso, ma non
carenato. Comprende le specie :
P. (Sp iralina) spirorbis Linn. (Lung. 1 mm. diam. 5-6 min.).
Conchiglia leggermente rigonfia e quasi piana inferiormente.
Spira di 4 0 5 giri non carenati ; suture bene marcate. Apertura
suhrotonda, obliqua. Guscio sottile, fragile, trasparente, di color
corneo tendente al verdastro, al giallo-dorato ed al grigio, ornato
di leggerissime stilature, a superficie lucida.
Vive nei fossi ad acqua viva, nelle risaie e nelle lanche,
sempre fra i vegetali. E generalmente comune ; in alcuni casi
nelle risaie se ne rinvengono in colonie numerosissime.
S. G. Gyraulus (Agassiz) de Charj^entier 1837.
P. (Gyraulus) albus Miill. (Lung. l-l'/^mm. diam. 3-6 mm.).
Conchiglia appena convessa superiormente, ben concava e
largamente ombelicata inferiormente. Spira di 3 o 4 giri, l’ ultimo
molto dilatato all’ estremità e non carenato ; suture abbastanza
marcate. Apertura obliqua ovalare a bordo superiore avanzato.
Guscio sottile, corneo, molto pallido o verdastro, subtrasparente.
Vive nelle acque stagnanti e lentamente rinnovali tesi di anse
del Ticino, in mezzo ai vegetali. Non è molto comune.
S. G. Hippeutis (Agassiz) De Charpentier 1837.
P. (Hippeutis) complanatus Linn. (Lung. 0,4 mm. diam. 2-
4-5 mm.).
186
F. CAVALLINI
Conchiglia lenticolare compressa, abbastanza convessa supe¬
riormente, quasi piana inferiormente e strettamente ombelicata.
Spire di 3 0 4 giri, P ultimo dei quali molto grande, formante
inferiormente quasi tutta la conchiglia e munito di forte carena ;
suture poco marcate. Aj^ertura obliqua. Gruscio sottile, fragile,
trasparente, di color corneo tendente al grigio o al giallastro :
lucente.
Vive nei ruscelli ad acqua limpida e corrente e ricchi di
vegetali. Non è nè molto comune nè abbondante.
Al genere Segmentìna Nleming. 1817 caratrerizzato dall’avere
la conchiglia munita di lamelle interne, appartiene una sola specie la:
S. nitida Miill. (Lung. 1-15 min. diam. 4-6 min.).
Conchiglia convessa superiormente, subconcava e leggermente
ombelicata inferiormente. Spira di 4 giri abbracciantesi e di cui
l’ ultimo molto grande : suture mediocri. Apertura angolosa in
alto ed in basso con tre lamine interne. Guscio sottile, fragile,
subtrasparente, color corneo-chiaro e lucente.
Vive nei ruscelli ad acqua pura in mezzo a piante acquatiche.
E ’ specie rara.
Fani. Ancylidae*
Animale ovoide, non spiralato. Testa con due tentacoli corti;
occhi alla base interna dei tentacoli. Piede grande, ovalare poco
più corto del corpo. Orifici sessuali a volte a sinistra a volte a
destra. Negli Ancylidi non esiste tasca polmonare ; la respirazione
si effettua attraverso la cute ed attraverso una pseudobranchia, o
lobo auriforme, esistente nella cavità palleale.
Conchiglia patelliforine con apice nella metà posteriore o
0 meno inclinato a destra o a sinistra. Guscio sottile e trasparente
Gli Ancylidi vivono aderenti alle pietre nelle acque pure e
correnti del baine ed aderenti alle pareti ed alle piante acquatiche
nelle lanche e nelle vasche ad acqua leggermente rinnovantesi :
si spostano lentamente strisciando, non mai nuotando. Sono erbi¬
vori. Gli Ancylidi sono ermafroditi; l’accoppiamento è alternato.
La uova, raccolte in piccole capsule, sono attaccate ai vegetali.
La famiglia degli Ancylidi comprende 2 generi :
Genere Ancylastrum (Moquin Tandon) Bourguignat 1853.
caratterizzato dall’ avere l’ animale gli orifìci, anale e genitale e la
MOLLUSCHI ACQUATICI DEL PAVESE 187
pseudobranchia a sinistra, e l’ apice della conchiglia a destra.
Comprende qui la sola specie.
A. fluviatile Muli. (Lung. 2-4 min. diam. 4-7 mm.).
Conchiglia conica che imita la forma delle spine di rosa,
brevi ed a larga base. Apertura ovalare-arrotondata. Guscio sottile,
fragile, subtrasparente di color corneo-biancastro ornato di legge¬
rissime striature.
Vive nel Ticino, insieme alle Nerittine, strettamente aderente
ai sassi nei luoghi di forte corrente. E comune ed abbondante
nel ghiaieto di S. Mauro ed alla foce del Naviglio.
Genere Ancylus (Geoffroi) Miill. 1774 caratterizzato dalTaver
r animale gli orifici anale e genitale e la pseudobranchia a destra
e l’apice della conchiglia a sinistra. Comprende la sola spècie:
A. lacustris Linn. (Lung. 2 mm. diam. 5 mm.).
Conchiglia simile alla precedente, ma piu depressa e molto
più allungata.
Vive nelle acque stagnanti e non molto correnti sempre fra i
vegetali. Comune ma meno abbondante della precedente.
Gasteropodi Prosobranchi.
Monotocardi
Fani. Viviparidae*
Animale piuttosto grande Testa con due tentacoli uguali nella
femmina, diversi nel maschio : occhi portati da brevi tentacoli.
Piede grande e troncato. Orefici sessuali a destra. Respirazione
branchiale. Conchiglia a turbine spesso adorna di fascio colorate.
Apertura ovalare o arrotondata chiusa da un opercolo corneo a
nucleo subcentrale. Questi molluschi sono erbivori e ovovivipari.
Vivono nei canali, nelle lanche e negli stagni ed è molto
comune nelle acque non molto correnti : spesso si trova in colonie
numerosissime.
Il solo genere di questa famiglia è il :
Genere Vivipara Eenys de Monfort, 1810.
Comprende le specie :
V. vivipara Linn. (Lungh. 20-30 mm. diam. 18-25 mm.). ’
188
F. CAVALLINI
Conchiglia globulosa, conoide, turbinata. Spire di 5 giri.
Apertura subarrotondata. Ombelico piccolo. Guscio solido risvestito
da un epidermide cornea. Color bruno e bruno-verdastro con tre
fascio bruno scuro non sempre ben visibili. Opercolo corneo a
strie concentriche ed a nucleo eccentrico.
Vive nei ruscelli, nelle lanche e nei canali, sul fondo e fra
i vegetali. E specie comunissima ed abbondantissima.
V. fasciata Muli.
Conchiglia molto simile alla precedente, più grande e più
slanciata. Spira di 6 o 7 giri. Guscio di color bruno-giallastro o
verdastro nel quale sono sempre evidentissime tre fascie brune
che rigano trasversalmente le diverse spire della conchiglia.
Vive insieme alla precedente ed è, come essa, comunissima
ed abbondantissima.
Fa m. B y t h I n e n i d a e ♦
Animale con molti caratteri di somiglianza con le paludine ;
molto più piccolo. Testa con due lunghi tentacoli affilati : uguali
fra loro. Occhi sessili. Piede ovalare. Animale a respirazione
branchiale : unisessuato, oviparo, erbivoro.
La conchiglia è simile a quella della paladina con dimensioni
ridotte .
Vivono in tutte le nostre acque dolci ove non vi sia troppa
corrente.
Genere Bythinia Leach. 1818 caratterizzato dai caratteri
della conchiglia e dalla presenza dell’ opercolo calcareo a nucleo
subcentrale. Unica specie di questo genere è la :
B. tentaculata Limi. (Lung. 8-12 inni, diani. d-? min.).
Conchiglia globosa turbinata. Spira di 5-7 giri con suture
poco profonde. Apertura subovalare, ombelico nullo. Guscio rela¬
tivamente sottile, subopaco, corneo, color corneo jiiù o meno
giallo. Opercolo calcareo a nucleo subcentrale ed a strie concen-
triche. E un mollusco comune ed abbondante.
Fani. Valvatidae*
Animale con muso allungato e con due tentacoli lunghi e
sottili con occhi alla base. Piede largo anteriormente, ottuso po¬
steriormente. Orifici sessuali a destra. Respirazione branchiale :
MOLLUSCHI ACQUATICI DEL PAVESE
189
la branchia a penna è caratteristicamente estroflessa verso sinistra
e portata uso bandiera. Altra caratteristica delle Valvata è l’ap¬
pendice filiforme che si osserva a destra, conosciuta col nome di
« filo branchiale ». Le Valvata sono ermafrodite : le loro uova in
capsule tondeggianti od allungate sono poste sulle piante acqua¬
tiche ed i sassi. Si nutrono di vegetali.
La conchiglia è turbinata-subdiscoidale, ombelicata ed oper-
colata. Le Valvata vivono insieme alle Bythinia.
L’ unico genere Valvata Miilh, 1774 comprende le specie :
V. piscinalis Muli. (Lung. 4-5 min. diam. 5-6 min.ì.
Conchiglia trochiforme un po’ globosa. Spira di 4 o 5 giri,
con suture ben marcate. Apertura circolare. Ombelico pure circo¬
lare e ben evidente. Griiscio solido corneo color giallo chiaro.
Opercolo corneo, circolare, solcato da stirature numerose.
Vive in tutte le nostre acque non molto correnti, anche nelle
stagnanti, ma specialmente in quelle rinnovantesi di ruscello o di
canale, sul fondo e sui vegetali. E sempre molto comune.
V. cristata Milli. (Lung. 1 mm. diam. 3 mm.).
Conchiglia discoidale simile a quella dei planorbis. Spira di
3 e 0 4 giri con suture ben evidenti. Apertura circolare.
Ombelico molto largo. Ouscio non molto solido, subopaco, di color
corneo-chiaro, leggermente giallo o bruno. Opercolo corneo, circo¬
lare a striature concentriche e numerose.
Vive nelle acque limpide e rinnovantesi, ricche di vegetali.
Generalmente poco comune e molto raro : ove trova condizioni
ambientali favorevoli, quali nel ruscello dietro il Castello di Pavia,
è abbondante.
Dio to c a r di.
Fani. IMeritidae.
Animale a testa larga ; con due tentacoli lunghi e sottili ed
occhi alla base esterna dei tentacoli. Piede ovalare allungato.
Orifici a destra. Cuore a due orecchiette e un ventricolo, attra-
• versato dal retto. Animale unissessuato.
Conchiglia globulosa più o meno allungata. Spira all’ inizio
molto ridotta ; l’ ultimo anfratto, svilupjiatissimo, costituisce quasi
completamente la conchiglia. Apertura semilunare. Ombelico nullo,
190
F. CAVALLINI - MOLLUSCHI ACQUATICI DEL PAVESE
Opercolo calcareo munito di una piccola apofisi. Questi molluschi
sono erbivori, le loro uova, in capsule munite di guscio rotondo,
sono poste sopra la conchiglia. Vivono nelle acque pure e correnti.
Comjirende il genere Teodoxia Denys de Monfort 1810 ca¬
ratterizzato dagli occhi peduncolati e dalla conchiglia globulosa
allungata con columella appiattita a bordo liscio.
Nonostante attive ed attente ricerche non mi è stato possi¬
bile riscontrare qui la specie Teodoxia piiviatilis Linn. (Neri-
Una fhiviatilis L.) dello Stròbel da lui osservata, benché non
comunemente, nelle acque del Ticino. Ho potuto trovare invece
abbondantissima la Neritina ticinensis Villa, dai precedenti au¬
tori, Villa, Rezia, Strobel, elevata al grado di specie, mentre io
sarei propensa a considerarla come una varietà locale e precisa-
mente la considererei come una :
var. ticinensis Villa. (Lung. 3-6 min. diam. 4-9 mm.).
Sarei propensa a considerarla cosi perchè, data la variabilità
da tempo conosciuta di detta specie (« Suivant les localités et
surtout suivant les eaux, les Nerites varient par la taille, par la
forme et par la couleur . » Moquin-Tandon pag. 525 Voi. 2) e
dato che si trova solo in forte corrente, sono convinta che tale
variazione sia dovuta appunto alle condizioni ambientali di forte
corrente.
Conchiglia globulosa, allungata, appiattita inferiormente. Spira
di 2 0 3 giri di cui i primi molto ridotti, l’ ultimo, sviluppatis¬
simo, costituisce quasi l’ intera conchiglia. I primi anfratti nelle
forme adulte sono generalmente corrosi. Apertura seinilunare ;
linea columellare liscia. Ombelico nullo. Guscio solido, opaco e
lucido, con colorazione diversissima rosea, gialla, biTina ; raramente
di un solo colore, e generalmente ornato di una caratteristica
niacchiettatura. Questa macchiettatura diversifica per colore, e per
forma, e questo ornamento di macchie, righe e fascie dà l’ impres¬
sione di trattarsi di specie o varietà diverse. Opercolo semilunare
calcareo. Vive nelle acque limjiide e correnti, aderente ai sassi,
non a luce diretta, ma spesso in penombra con gli Ancylus. E
abbondantissima nei mesi caldi, aderente ai sassi, alla foce del
Naviglio e nel ghiaieto di S. Mauro.
( Continua).
Grand’ Uff. Conte Emilio Turati
LEPIDOTTERI
DELLA SPEDIZIONE DI S. A. R. IL DUCA DI SPOLETO
AL CARACORUM NEL 1929
Lo studio della parte lepidotterologica delle collezioni fatte
dalla spedizione di S. A. R. il Duca di Spoleto al Caracorum
era stato da me preparato per incarico della Società Geografica
Italiana, che si proponeva di raccogliere in una sola pubblica¬
zione tutto il materiale scientifico riportato dall’ Imalaia.
Io fui pronto col mio compito, reso alquanto difficile dalla
necessità di preparazione di individui per lo più guasti o mal¬
conci, fino dal principio del 1932.
Vedendo però che la pubblicazione andava per le lunghe, ed
avendo trovato alcune interessanti novità, per non lasciar perdere
a queste la priorità, chiesi ed ottenni direttamente da S. A. R. il
Principe Aimone di poter fare uno stralcio della roba ancora ine¬
dita e di darlo subito alle stampe. Il che io feci nei miei « Spiz¬
zichi di Lepidotterologia IV » affidati alla Società Entomologica
Italiana, e che furono stampati nel Bollettino del 31 Gennaio
1933 - XI, Voi. 65, fase. 1”.
L’ elenco completo sarebbe venuto più tardi. Senonchè il
Prof, xùrdito Desio, che tiene la cattedra di geologia alla R. Uni¬
versità di Milano, e prese parte ' alla Spedizione, fece avvertire
recentemente i collaboratori a nome di S. A. R. il Duca di Spo¬
leto, che erano autorizzati a pubblicare le loro memorie, relative
ai materiali raccolti durante la spedizione, dove meglio avessero
creduto.
Nel comunicarmi la cosa il Prof. Lodovico di Caporiacco del
Museo di Eirenze, che pure faceva parte della spedizione ed era
192
E. TUFFATI
stato incaricato di raccogliere poi tutti gli studi e mandarli alla
Società Geografica, che li doveva ijubblicare in gruppo, giusta¬
mente si è risentito col Comitato finanziatore della Spedizione,
che « dopo di aver scomodato un mucchio di studiosi, dopo averli
« obbligati a rimandare alle caleiiue greche la pubblicazione del
« materiale raccolto, solo ora dà il permesso di renderlo pubblico.
« Poiché le spedizioni inglesi ed olandesi hanno iniziato la pub-
« blicazione di memorie su raccolte del Caracorum, urgerebbe di
« pubblicare ai piu presto non perdere la priorità ».
Ed io mi affretto ad affidare alla Società Italiana di Scienze
Maturali il lavoro completo, che ora segue, onde venga pubblicato
ai pia presto, joer quell’ interesse che può ancora avere nella par¬
tita, lieto di aver potuto stralciare in tempo i risultati già acqui¬
siti nel campo della lepidotterologia, e mettere al sicuro per la
priorità tutte le specie e forme nuove che potei riscontrare fra il
materiale raccolto.
Le figure delle diverse novità sono già state pubblicate nel
1° fascicolo del Voi. 65 (31 gennaio 1933 - XI) del Bollettino
della Società Entomologica Italiana : mi esimo quindi dal ripre¬
sentarle qui ora.
Xel frattempo inviai al Prof. Dr. Max Draudt di Darmstadt,
che sta ora completando la grande opera del Seitz nel Supple¬
mento ai Lepidotteri paleartici, sezione Xoctuidi, le diverse novità
da. me pubblicate, per mostrargliele e potersene eventualmente
servire nell’ opera sua. Con l’ immenso materiale che egli ha sotto
gli occhi per il suo immane lavoro, egli richiamò la mia atten¬
zione su due specie della Spedizione, che io avevo descritte come
nuove, e cioè la Poiia> (Mamestra) che io chiamai praecontigua
e che egli vorrebbe ritenere come sinonimo di Poiia monotona
A. B-H. ; e la Iladena pjennigera Trti, che egli riterrebbe essere
invece Iladena xgiinoides A. B-H. — Malgrado il mio tipo di
quest’ ultima specie sia stato visto dal figlio del suo autore An¬
dreas Bang-Haas, signor Ottone, che l’aveva giudicata nuova, io
accetto la rettificazione del competentissimo Prof. Max Draudt, e
passo anche questa specie a sinonimo di Iladena xgiinoides A. B-H.
Gli esemplari qui studiati, ad eccezione dei tipi devoluti alla mia
collezione, sono stati destinati al Civico Museo di Storia Xaturale
di Milano.
LEPIDOTTERI DELLA SPEDIZIONE ECO.
193
Rhopalocera
Papilio polyctor Bsd.
1 e 2 9 9; 20-24 marzo a Garbi (Val Jeblum) m. 1200 —
Giardino del Bungalow.
Parnassius epaphus sabaudus Trti, forma nuova.
4 cf cT ® ^ 9 9 ? luglio ad Urdukas (Baltoro) m. 3950 — Morena
ad est del campo, fra erbe e cesjDugli.
1 (J' ed 1 9 ; 23 luglio al Obrystal Peak (Baltoro) m . 4450.
1 9 ) 24 luglio al Lopsaug Brausa (Baltoro - Ghiacciaio Mustagh)
m. 4500 — a centinaia volava sulla morena.
1 1^' ed 1 9 ? fO agosto, Shinmang e bassa Valle Chising (V. Pun-
mah) m. 4500.
3 cT cT 1 9 ) 31 luglio, Tramgo Bramsa (Baltoro) m. 4500.
Ho descritto questa forma nuova dell’ e'paphus Oberth. nel
Bollettino della Società Entomologica italiana iST. 9 anno 63, 1931,
onde non perdere la priorità, mentre stavo studiando il resto del
materiale decifrabile della Spedizione.
L’ ho dedicata ai Principi di Casa Savoia, che per due volte
hanno dato la scalata al Karacorum, il non mai abbastanza rim¬
pianto Principe Luigi di Savoia- Aosta, duca degli Abruzzi nel 1909,
ed il Principe Aimone, duca di Spoleto, suo nipote, nel 1929, la
di cui spedizione ci ha fornito i presenti materiali.
In questa razza à^W epaphus Oberth., il quale ha un’ area di
espansione larghissima in tutto l’Imalaia, e presenta più di una
dozzina di sottospecie a seconda delle vallate da esso abitate, noi
troviamo il di un colore bianchissimo (fig. 7, 8 e 9 tav. I del
Boll. Soc. Ent. Ital. Voi. 65) con disegni minuti, macchie rosse
di mediocre grandezza, con una statura piuttosto piccola in con¬
fronto alle altre razze, mentre invece la femmina (fig. 3 id. ibid.)
ha un colorito del fondo più giallognolo e più fumoso, con fascio
e disegni più lunghi e diffusi. Vedansi i dettagli della descrizione
originaria nel Bollettino suddetto H. 9 Anno 63, 1931, e per la
tavola in tipofotografia quello già citato del Voi. 65, 1933.
194
E. TURATI
Mancipium brassìcae nepalensis Dbld. (trans.)
- cT cT 1 9? 20 marzo e 27 aprile a Garbi (Val Jelum) m. 1200
— nel giardino del Bungalow ed a. Kusbumul (V. Scbigar)
m. 2300, nell’oasi.
La cavolaia ha qui una facies che sta di mezzo fra la forma
comune e la nepalensis Dhd.
Pertanto gli esemplari della generazione primaverile sola¬
mente, raccolti dalla spedizione, non sono cosi carichi di verde
nel disotto delle ali posteriori come da noi, ed è perciò che in¬
clino a ritenerli rappresentanti della prima generazione della razza
chiamata nepalensis da Douhleday.
Pieris canidia Sparrm.
1 $ , 24 marzo a Garbi (Valle Jelum) m. 1200 — nel giardino
del Bungalow.
Pieris rapae L. (aherr. piccola)
1 9 ? 28 agosto, Skardu (Valle dell’ Indo) m. 1200 — zone sab¬
biose sull’ Indo.
Leucochloé daplidice raphani Esp.
2 ed 1 9 7 agosto, Shinitzà (Punmah) m. 3200 — « oasi a
prato umido ».
1 9 7 20 agosto, Shigar, m. 2200 — « alberato e frutteto ».
1 9 (^t). piccola) 28 agosto, Skardu (Valle dell’Indo) m. 2200
— c. s.
Synchloé callidice Esp.
1 27 luglio, Koberzechen (Baltoro) m. 3800 — sul fianco del
ghiacciaio.
1 ed 1 9 ? gi^^gii07 Urdukas (Baltoro) m. 4200 — Vallone
umido.
Baltia butleri Moore
1 e 2 9 9 7 IS giugno. Ghiacciaio Gasherbrum, m. 4300 —
Morena di sinistra.
LEPIDOTTERI DELLA SPEDIZIONE ECO.
195
Colias eogene Feld.
2 cfcT; Inglio, Urdiikas (Baltoro) m. 4000.
1 ed 1 Q, 31 luglio, Tramgo Bramsa (Baltoro) m. 4590 —
prato sul fianco del ghiacciaio,
2 gT'cT? -2 luglio, Chagaràn (Baltoro) m. 4400 — Morena del
Mustag.
Colias fieldi Mén.
1 29 marzo, Khunamuh (Cashmir) m. 1900.
Col ias croceus Bourcr.
1 O j 2é marzo, Garbi (Val Jelum) m. 1200 — giardino del Bun¬
galow.
Colias hyale L.
1 27 aprile, Kushumul (V. Shigar) m. 2300 — oasi.
1 (j^, 16 agosto, Chockpiong (Valle Braldo) m. 2600 — oasi in
pendio.
2 rf ed 1 Q , 28 agosto, Skardu (V. dell’ Indo) m. 2200 — zona
sabbiosa sul fiume.
Chrysophanus phiaeas L.
1 (f', 24 luglio, Lopsang Brausa (Baltoro) m. 4500 — Morena
del Mustag.
Chrysophanus soiskyi fulmineus Trti. £ n.
2 $0, 18 giugno, ghiacciaio Gasherbrum, m. 4300 — Morena
di sinistra.
1 (f‘, 18 agosto, fra Lamiduka e Punmala, m. 3900.
Questi tre esemplari raccolti dal Prof. Desio rappresentano
una forma del Clirhojòlianus soiskyi Ersch., che sta vicina alla
fulminans (Seitz. Palearch. Voi. I pag, 283, tav. 76. e.)
Le Q o variano più che il ^ dalla forma nominale e dalla
fulminans : sono molto più chiare della figura indicata, con le
194
E. TURATI
Mancipium brassicae nepalensis Dbld. (trans.)
- ^ ed 1 O, 20 marzo e 27 aprile a Garbi (Val Jelum) m. 1200
— nel giardino del Bungalow ed a. Kushumul (V. Schigar)
in. 2300, nell’oasi.
La cavolaja ha qui una facies che sta di mezzo fra la forma
comune e la ne'palensis Dhd.
Pertanto gli esemplari della generazione primaverile sola¬
mente, raccolti dalla spedizione, non sono cosi carichi di verde
nel disotto delle ali posteriori come da noi, ed è perciò che in¬
clino a ritenerli rappresentanti della jirima generazione della razza
chiamata nepalensis da Doubleday.
Pieris canidia Sparrm.
1 $ , 24 marzo a Garbi (Valle Jelum) m. 1200 — nel giardino
del Bungalow.
Pieris rapae L. (aberr. piccola)
1 9 7 28 agosto, Skardu (Valle dell’Indo) m. 1200 — zone sab¬
biose sull’ Indo.
Leucochloé daplidice raphani Esp.
2 cf ed 1 9 5 4 agosto, Shinitzà (Punihah) m. 3200 — « oasi a
prato umido ».
1 9 ; 20 agosto, Shigar, m. 2200 — « alberato e frutteto ».
1 9 piccola) 28 agosto, Skardu (Valle dell’Indo) m. 2200
— • c. s.
Synchloé callidice Esp.
1 27 luglio, Koberzechen (Baltoro) m. 3800 — sul fianco del
ghiacciaio.
1 rf ed 1 9j Urdukas (Baltoro) m. 4200 — Vallone
umido.
Baltia butteri Moore
1 cf e 2 9 9 ? IS giugno. Ghiacciaio Gasherbrum, m. 4300 —
Morena di sinistra.
LEPIDOTTERI DELLA SPEDIZIONE ECO.
195
Colias eogene Felci.
2 cf cfj Urdiikas (Baltoro) m. 4000.
1 ed 1 9 , 31 luglio, Traingo Bramsa (Baltoro) m. 4590 —
prato sul fianco del ghiacciaio.
2 cf cT? 22 luglio, Chagaràn (Baltoro) m. 4400 — Morena del
Mustag.
Colias fieldi Mén.
1 29 marzo, Khunamuh (Cashmir) in. 1900.
Col ias croceus Fourcr.
1 9j 24 marzo, Garbi (Val Jelum) m. 1200 — giardino del Bun¬
galow.
Colias hyale L.
1 27 aprile, Kushumul (V. Shigar) ni. 2300 — oasi.
1 16 agosto, Chockpiong (Valle Braldo) m. 2600 — oasi in
pendio.
2 ^ ed 1 ^ , 28 agosto, Skardu (V. dell’ Indo) m. 2200 — zona
sabbiosa sul fiume.
Chrysophanus phiaeas L,
1 (f, 24 luglio, Lopsang Brausa (Baltoro) m. 4500 — Morena
del Mustag.
Chrysophanus soiskyi fulmineus Trti. f. n.
2 9 9? ghiacciaio Gasberbrum, m. 4300 — Morena
di sinistra.
1 (jf*, 18 agosto, fra Lamiduka e Punmala, m. 3900.
Questi tre esemplari raccolti dal Prof. Desio rappresentano
una forma del Cliriso'phanus soiskyi Erscb., che sta vicina alla
ftibninans (Seitz. Palearcb. Voi. I pag. 283, tav. 76. e.)
Le 9 9 variano più che il dalla forma nominale e dalla
fulminans : sono molto più chiare della figura indicata, con le
bO LO
196
E. TURATI
maccllie intercostali della riga mediana alquanto più allungate e
sviluppute. Nel disotto delle posteriori sono cariche di squamale
biancastre e vi risaltano tutte le coste. Vedasi la completa descri¬
zione in « Spizzichi IV ».
Lycaena polysperchon Bergstr.
1 9 7 28 agosto, Skardu (Valle dell’ Indo) m. 2200 — « oasi ampia
circondata da ampie zone sabbiose ».
Lycaena pheretes lanigera Biley.
3 cT cf 6 3 9 9 ? 22 luglio, Chagaran (Baltoro) — morena del
Mustagh, m. 4400.
1 24 luglio, Lopsang Brausa (Baltoro) — morena del Mustagh,
m. 4500.
1 (f, 27 luglio, Koberzechen (Baltoro) — fianco del ghiacciaio,
m. 3800.
Lycaena omphisa chitralensis Tytler.
gTcTj luglio, Urdukas (Baltoro) — morena a cespugli, m. 3950.
(f(f, 22 luglio, Chagaran (Baltoro) • — morena later. del Mustagh,
m. 4400.
1 9? 27 luglio, Koberzechen (Baltoro) • — fianco del ghiacciaio,
m. 3800.
Cyaniris argiolus ccelestina Koll.
1 29 marzo, Khunamuh (Cashmir) — Campi alberati, m. 1900.
IO? 16 agosto, Chokpiong (Valle Braldo) — oasi in pendio,
m. 2600.
Pyrameis cardui L.
1 cT? 8 giugno, passo del ghiac. Mustagh (Baltoro) — sulla neve,
m. 5200.
1 cTj 16 giugno, fra Cima Conoide rossa e Gasherbrum in fondo
alla valle del fiume Shaksgam, m. 4000.
1 31 luglio, Tramgo Brausa (Baltoro) prato a fianco del ghiac¬
ciaio, m. 4590.
LEPIDOTTERI DELLA SPEDIZIONE ECO.
197
Pyrameis cardui (trans, ad) japonica Stpli.
1 9 5 senza altre indicazioni.
Nella lista dei lepidotteri raccolti dalla spedizione rilevo una
nota elle merita un breve cemento. Un esemplare di Pijraìneis
cardili L. è stato preso nel gruppo del Baltoro sulla neve sotto
al jiasso del ghiacciaio Mustagh a ben 5200 metri !
L’ esemplare è di statura media, abbastanza bene conservato
e colorito, e non presenta alcuna differenza col tipo comune della
specie, diffusa in quasi tutto il mondo. È forse però la più grande
altezza che sia stata finora segnalata per una farfalla.
Si conosce l’ abito migratorio della specie, e si può com¬
prendere come V esemplare sperduto tra i ghiacci a quell’ altezza
stesse compiendo.... una gita di piacere ! Ciò nondimeno una si¬
mile 'performance merita di essere segnalata come un record^
anche in questi tempi di Olimpiadi.
Invece un altro esemplare della specie, riportato dalla spedi¬
zione senza alcuna precisa indicazione è molto più grande del
solito, con i disegni molto spaziati fra di loro ed i punti più rari
sulle ali posteriori. E un transito alla forma japonica Stph., e
dovrebbe esser stato preso in basso nella Valle dello Jelum, a
1200 m. vicino al bungalow, dove la spedizione si è preparata
alla partenza.
Argynnis aglaja vitatha Moore
19; agosto, gh. Choktò (Punmah) — morena destra m. 4200.
Danais chrysippus L.
1 (^f, 24 marzo. Garbi (Valle Jelum) — giardino del bungalow,
m. 1200.
Satyrus parisatis shiva Le Cerf
1 cT? 21 luglio, Skardu (V. Indo) — « zona sabbiosa », m. 2200.
1 cT', 28 agosto, Skardu id. id.
Satyrus svaha gilgitica Tytl.
1 cf j 13 agosto, Thla Brok (Valle Braldo) — « roseto sotto al
paese », m. 3950.
1 9, 13 agosto, Monjong (V. Braldo) — « oasi a prati », m. 3000.
198
E. TURATI
Satyrus heydenreichi Ld,
2 cf 15 agosto, Jula di Hoto (V. Braldo) — « zona a cespugli »,
m. 2900-3000.
Satyrus mniszeckii clarissima Seitz.
2 rj' ed 1 9, luglio, Askole (V. Braldo) — « oasi », m. 3100.
Pararge maera shakra Koll.
1 O, 20 agosto, Sliigar — «campi alberati e frutteti », m. 2200,
Arctiidae
Lithosia eburneola Trti n. sp.
7 esemplari e O O raccolti :
1“ aprile a Sonamarg (Valle del Sind) m. 2650 ;
dal 4 al 15 agosto e fino al 4 settembre a :
Jula del Punmab — « zona arida con cespugli », m. 3100 ;
Shimtza (Punmab) — « bella oasi con salici, ginejiri ed una sor¬
gente con prato umido », m. 3200.
Koropbon (V. del Biafo) — « zona arida con cespugli e ginepri
a monte dello sbocco del ghiacciaio Biafo », m. 3100.
Zidilgatva (Punmab) — « zona ricchissima di artemisie e pochi
tamerici », m. 3200.
Bardwan (Valle del Kishanganga) — « prato con bosco misto so¬
prastante », m. 2100.
Jula di Hoto (Valle del Braldo) — in una « zona con cespugli
spinosi e canne in terreno sabbioso », m. 2900.
Specie che differisce assai poco dalla camola L., se non perchè
jiiù bianca, senza alcuna traccia di giallo. Vedasi la descrizione
completa in « Spizzichi IV ».
Carcinopyga lichenigera
1 9; 15 agosto, Jula di Hoto (V. Braldo) — «terreno sabbioso
a cespugli », m. 2900.
LEPIDOTTERI DELLA SPEDIZIONE ECO.
199
Lymantriidae
Stiipnotia salicis L.
1 ^ , 8 agosto, Shimtzà (Punniah) 3200 m. — « bella oasi con
salici, ginepri, sorgenti e prato umido ».
Noctuìdae
Metachrostis (Bryophila) maeonis Ld.
1 9, "7 agosto, Zidilgatva (Punmab) — « zona ricchissima d’ ar¬
temisia e poche tamerici », 3200 m.
Metachrostis (Bryophila) sordida Stgr.
16 agosto, Chokpiong (V. Braldo) — « oasi ampia in pendio »,
2600 m.
Euxoa aimonis Trti n. sp.
1 (d^, 31 luglio, Tramgo Brausa (Baltoro) m. 4590 — « prato sul
fianco del ghiacciaio Tramgo » (prof. Desio leg.).
Vedi la figura in « Spizzichi IV ».
Questa piccola ma ben distinta specie è stata anche veduta
e collaudata dal povero Dr, Arnoldo Corti di Zurigo lo specialista
per le Agrotidi, che possedeva la collezione di questa Pamiglia
la più vasta e completa che si conosca. n
Dedicai questa specie al capo della Spedizione italiana S. A. R.
il Principe Aimone di Savoia- Aosta.
Espansione delle ali mm. 32 da apice ad apice.
Colore del fondo delle ali anteriori uniforme bistro terroso.
Bighe trasverse nere a puntini allungati e staccati fra di
loro : macchie cellulari non apparenti ma sostituite da due punti
allungati, o.striette, neri. Linea predistale formata da brevi cunei
neri staccati. Linea distale a triangoletti neri. Frange bistro ter¬
rose profilate di nero. Ali posteriori pellucide unicolori grigie,
con mezzaluna adombrata in chiusura di cellula.
14
200
E. TURATI
Feltia (Agrotis) arnoldi Trti n. sp.
13 esemplari q 9 ma tutti in cattivo stato, sufficienti tuttavia,
uno completando 1’ altro, a riconoscere la specie, die anche
a giudizio del Dott. A. Corti è inedita. Alla sua memoria
pertanto credo doveroso di dedicarla.
Tedi 2 figure in « Spizzichi TV ».
Ecco le località dove furono raccolti gli esemplari in quistione :
1 9 (Typ.), 6 aprile, Valle Sind, m. 2000 — « terrazze coltivate ».
1 cT, 19 aprile. Tolti (Valle dell’Indo), m. 2400.
3 rf e 9, 27 luglio, Koberzechen (Baltoro), 3800 m.
1 Q, 28 luglio, Thla Brook (Valle Braldo), 3100 m.
2 e 9, 3 agosto, Dumultar (V. Punmah), 3900 m.
1 — , 7 agosto, Zidilgatrà (V. Punmah), 3200 m.
1 9, 10 agosto, Skinmang (V. Punmah), 4400 m.
1 9; agosto, Pula di Boto (V. Braldo), 2900 m.
1 16 agosto, Chockpiong (V. Braldo), 2600 m.
1 9 ; 18 agosto, Valle fra Lamidukha e Punmah, 3900 m.
Espansione delle ali min. 20-35.
Le ali ant. sono bruno chiare afflate di squamule grisescenti-
cremose. Le macchie entrambe centrate leggermente di grigio.
La cellula oscura, quasi nera fra le due macchie.
Ricorda nei disegni il gruppo oceUina, alpestris.
Ha due generazioni : la prima in aprile (6 e 13) 1’ altra in
fine di luglio ed in agosto. Sale dalle valli del Sind (2000 m.) e
dell’ Indo (2400 m.) fin su alla valle del Punmah a 4400 m.
Rhyacia ypsilon Rott
3 cfcfj 1 aprile, Sonamarg (Valle del Sind), 2650 m.
Assolutamente eguali al tipo che incontriamo sul continente
europeo.
Rhyacia junonia Str.
1 9j giugno, Urdukas (Baltoro), 4250 m. — «vallone umido, er¬
boso, percorso da un filo d'acqua, sopra il campo».
LEPIDOTTERI DELLA SPEDIZIONE ECO.
•201
Dichagyris hymaiayensis Trti n. sp.
19: 3 agosto, Jnla del Puiimah, 3100 m. — « zona arida con
cespugli ».
Espansione delle ali 44 min. circa.
Ali piuttosto slanciate, strette, unicolori grigio -giallognolo.
Macchie cellulari non apparenti. Righe trasverse ondulate nera¬
stre formate da una serie di lunule sottili molto arcuate e con¬
giunte P una con V altra. Xel triangolo fra le due righe dalla
costa alla cellula una breve riga nera angolata a metà. Un ac¬
cenno ad una riga basale formato da un altro punto oscuro sulla
costa. Margine distale segnato da un filo oscuro. Frangie del co¬
lore del fondo.
Ali posteriori più chiare, senza segni. Filo distale oscuro.
Vedi figura in « Spizzichi lY ».
Isochlora vìridis Stgr.
1 9, luglio, Urdukas (Baltoro), 4000 ni. — « prato sul fianco del
ghiacciaio ».
Cteipolia acrophila Hmps.
(secondo anche il parere di 0. Bang-Haas)
1 9 j 10 luglio, Chang Tock (Bacino del Tarim), m. 4930 —
« prati umidi sul fianco del ghiacciaio Sarpo Laggo ».
Polia (praecontigua Trti) monotona A. B-H.
1(3^, 28 luglio, Paju (Valle Biaho), 3500 m. — « grande oasi
erbosa con salici e tamerici sul letto del Biaho ; a 2 km.
dalla fronte del Baltoro ».
Espansione delle ali min. 44.
A tutta prima parrebbe una Mamestra '^PoìiaJ contigua
Schiff. con le ali anteriori cenerognolo-glaucescenti spolverate di
bruno. Xe differisce però assai per la forma e la disposizione
delle macchie vascolare, reniforme ed obeliscata; quest’ ultima ap¬
pena accennata in nero con accanto una larga rischiaratura grigio-
cenere obliquante verso il torno. Riga distale indeterminata fuori
della chiusura di cellula : riga submarginale arcuata a lunulette
E. TURATI
oscure segnata da una riga biancastra che precede il margine
esterno formato da lunulette nere rivestite internamente di bian¬
castro : altre lunulette nere alla base delle frangie bruniccie.
Ali posteriori bruno grigiastre con venatura ed area distale
2)iù oscure.
Vedasi figura in « Spizzichi IV », pag. 18.
Polia confusa Trti n. sp.
3 $ 9 ? Id giugno fra C. Confluenza e C. Dolomiti in valle OjDrang
(Bacino del Tarim) 3900 m. — « fondo ghiaioso della valle
del fiume Oj^rang ».
1 9 ) 18 giugno C. Dolomiti e C. Conoide rossa in valle Shak-
sgam (Bacino del Tarim) 3900 m. « fondo ghiaioso della valle
del fiume Shaksgam ».
1 7 luglio, Valle del K 2 (Bacino del Tarim), 4000 m.
1 2 settembre, Cheta Deosai, 3800 m. — « valle verde, umida
erbosa ».
I sei esemjDlari sono in j^essimo stato, ma col colore e la squa¬
matura cosi scialba uguale in tutti ; inoltre il fatto di 2)oterne
fare l’ esame l’ uno com^Dletando 1’ altro ricomponendoli in j)arte
con i pezzi mancanti fra di loro, mi ha jDermesso di concludere
per una specie ancora inedita che io pongo jDrovvisoriamente fra
le Polia (Mamestra).
Espansione delle ali min. 36-44.
Le ali anteriori a segni e disegni quasi confusi nel colore
grigio cenere molto slavato del fondo, con squamatura sottile,
fanno si che gli esemplari dovrebbero essere quasi indistinguibili
IDOsati sulla roccia o fra i licheni.
Ali 250steriori grigiastre jfiù chiare alla base con leggera
ombreggiatura semicircolare mediana.
Figura in « Sjiizzichi IV », jiag. 20).
Spudea sucrinita Trti n. sp.
1 9j IC) maggio, campo fra il Baltoro ed il Mustag, 4000 m. —
« sulla morena mascherante apjiena il ghiacciaio,».
II solo esem^^lare ben conservato, ricorda assai per colorito e
disegni, nonché ^Der il taglio dell’ ala, la Sptidea icitzenmanni
che il Warren nel Seitz vorrebbe porre nel genere Blepliaroa
Hainps., genere, che però non è definitivamente accolto nel Seitz.
LEPIDOTTERI DELLA SPEDIZIONE ECO. 203
La mollezza lanosa dei lunghi villi del torace e dell’ addome,
nonché la squamatura soffice la dimostrano una specie del freddo.
Colore delle anteriori grigio sorcino. Macchie e segni pecu¬
liari come si possono ben distinguere dalla figura a pag. 21 degli
« Spizzichi IV ».
Ali posteriori grigie più oscure nella parte distale.
L’ ho collocata provvisoriamente in questo genere, finché un
maggior numero di esemplari, e lo studio dei dettagli che ho dato
sul « Bollettino » potranno permettere di stabilirne definitivamente
il genere.
Sideridis unipuncta Hw.
2 cfcT, 22 marzo, Shrinagar, 1700 m. — « Città ».
l'C^, 6 agosto, Dumultar (Valle Punmah), 3900 m. — « prato alla
confiuenza del ghiacciaio omonimo col ghiacciaio Punmah ».
Cucullia umbristriga Alph.
1 Idr giugno, fra C. Confluenza e C. Dolomiti in valle Oprang
(Bacino del Tarim), 3900 m. — « fondo ghiaioso del fiume
Oprang ».
Dasythernum thibetanum Stgr.
1 0 , 10 luglio, campo Concordia (Baltoro) 4700 m. — « sul ghiac¬
ciaio ».
Bryomina chamaeleon Alph.
1 2, 7 agosto, Zidilgatva (Punmah), 3200 m. — « zona ricchis¬
sima di artemisie e poche tamerici ».
Un solo esemplare O che credo di poter attribuire a questa
specie.
Bryomina transversa Moore
2 U'cT, luglio, Urdukas (Baltoro), 4000 m. — « prato folto sul
fianco del Baltoro ».
1 , 2 settembre. Cheta Deosai, 3850 m. — « valle verde, umida,
erbosa ».
204
E. TURATI
Hadena (pennigera Trti) xylinoldes A. BH.
1 cT, 17 marzo, Shrinagar 1700 m. « Fra le foglie secche del
Parco Munchi Bag. ».
1 (^,28 luglio, Paju (Valle Biaho) 3500 m. « Grande Oasi con
erba, salici, tamerici nel letto del Biaho a 2 km. dalla fronte
del Balte ro ».
I due esemplari, identici fra di loro, mancano sgraziatamente
dell’addome entrambi, essi indubbiamente appartengono alla fa¬
miglia delle Hadenine. Diedi alla specie il nome di pennigera
che ora si rileverebbe come sinonimo di xglinoides A. BH., per
due segni chiari attraversati dalle vene 3 e 4, e 6 e 7, rispettiva¬
mente riuniti alla loro base e terminanti in punta divaric^ati a
guisa di penne remigie di uccello.
Espansione delle ali mm. 45-47.
Colore del fondo delle anteriori bruno oscuro, con segni e
disegni lutescenti spruzzati di atomi bruni. Vedasi la lunga de¬
scrizione sul « Bollettino » con la figura a pag. 22.
Athetis perspicua Warr.
1 (^, 20 agosto, Yuno (Valle Shigar) 2300 m. « Oasi del gruppo
di Shigar separata dalle altre da grandi conoidi aride ».
A questa specie descritta da Warren (1914) nel Seitz a
pag. 211 del 3^ Voi. della Fauna Paleàrtica, e figurata a tav. 45 c
credo di poter ascrivere l’ esemplare raccolto dalla s23edizione.
I ti}DÌ di Warren provengono da Kizil-Arvat in Turcomenia.
L’ esemjDlare, che mi sta davanti, al posto della macchia va¬
scolare (di un circoletto nero jiallido) ha un jiiccolo tratto longi¬
tudinale nero. Per tutto il resto corrisjionde alla figura succitata
del Seitz.
Leucanitis cailino obscura Stgr.
1 (V, 27 marzo, Takht-i-Sulaiman (Cashmir) 2000 in. « Collina
» rocciosa, arida, subito ad Est di Shrinagar ».
Calophisia hochenwarti alaica Galvagni.
2 luglio, Urdukas (Baltoro) 4000 m. « Prati folti sul fianco
del Baltoro ».
LEPIDOTTERI DELLA SPEDIZIONE ECO.
205
Phytometra orichalcea F.
1 c/’, 22 marzo, Slirinagar 1700 m. « Città ».
1 cT, 24 marzo, Garbi (^Valle Jelum) 1200 m. « Giardino del
Bungalow ».
Geometridae
Triphosa incertata Stgr.
2 24 marzo. Garbi (V. Jelum) 1200 m. « Giard. del Bun¬
galow ».
Photoscotosia achrolopha Piing.
1 9 5 27 luglio, Koberzecben (Baltoro) 3800 m. — « Pendio ad
artemisia sul fianco del gbiacciaio ».
L’ esemplare raccolto corrisponde esattamente alla figura data
dal Seitz a tav. 5 k. Voi. IV dei Paleartici, sotto il nome di
Ohertliuri (senza indicaz. d’Autorefi ma rettificata nel testo di
Prout a pag. 203 sotto il nome di achrolopha Piing.
Cidaria fulvata distinctata Stgr. [clisii net aria).
1 c/', 5 agosto, Tsok (Punmab) 3490 m. — « Bella ampia oasi
con molti ginepri, salici, prati e ruscelli ».
Gonodontis aurata Prout.
1 es., 15 agosto, Jula di Hoto (V. Braldo) 2900 m. — « Zona a
cespugli spinosi, e canne su terreno sabbioso (Oasi naturale) ».
Corrisponde alla figura del Seitz di questa specie descritta
dal Giappone. Non si può riferirla ad arida Butl., poiché questa
ultima ba la riga trasversa distale diversamente curva, ed ba il
margine distale dentato sulla 1^ radiale,
L’ esemplare dell’ Imalaia per quanto assai sfregato lascia in¬
travedere una riga prossimale, ebe non ba la arida Butl., ma la
porta invece eguale la figura di aurata Prout. Anche per il colore
e per lo sviluppo e direzione della predistale corrisponde alla figura
di aurata Prout. (Seitz Paleart. Voi IV Geom. tav. 16 f,).
206
E. TURATI
»
Boarmia punctulata Schiff. {'[mnctularia Hb.)
1 9? -0 aprile, Skardu (Valle dell’ Indo) 2200 m. — « Oasi ampia
sulle terrazze dell’Indo, circondata da ampie zone sabbiose»
(Sig. Ponti legit).
Esemplare un po’ più oscuro nel colore del fondo delle ali :
potrebbe forse essere ascritto alla forma ignobilis Enti.
Ctenognophos eolaria Guén.
1 ^ 22 Settembre 1928, Balta! (Valle Sind) 2900 m. — « Ter¬
razza a prato ». (Gap. Cugia legit'.
Gnophos rufitinctaria Hps.
1 es., 27 marzo, Takt-i-Sulaiman (Cashmir) 2000 m. — « Collina
rocciosa, nuda, subito ad Est di Shrinagar ».
L’esemplare è un po’ meno bruno, che non la figura del,
Seitz a tav. 22 e. (Voi. IV Geom. Paleart.), ma è più carico di
colore ardesia, e potrebbe essere di una forma particolare. In¬
dubbiamente esso appartiene al Gruppo vastaria Stgr. glaiici-
naria Hb.
Pyralidae
Crambus perlellus warringtonellus Stt.
2 es., luglio, XJrdukas (Baltoro) 4000 m. — « Prati folti sul fianco
del Baltoro ».
Staudingeria validella Chr.
1 es., 19 aprile. Tolti 2400 m. — « Ampia Oasi comunicante
con altre ».
1 es., 16 agosto, Chokpiong 2600 m. — « Ampia Oasi in
pendio ».
LEPIDOTTERI DELLA SPEDIZIONE ECO,
207
Scoparona centuriella Schiff.
1 es., 24 luglio, Lopsang Brausa (Bai toro) 4500 m. — « Prati su
morena laterale abbandonata dal ghiacciaio Mustagh ».
1 es., luglio, Urdukas (Baltoro) 4000 m. — «Prati folti sul fianco
del Baltoro ».
Titanio phrygialis Hb.
1 es., 23 luglio, Lopsang Brausa (Baltoro) 4750 m. — « Sponde
erbose e sabbiose di un laghetto su morena morta late-
. rale » .
L’esemplare detrito è molto oscuro, e potrebbe avvicinarsi
piuttosto alla forma sericealis Hb.
Py Fausta cespi tal is Schiff.
1 $, 24 marzo. Garbi (Valle Jelum) 1200 m. — « Pendi! aridi ».
Pyrausta cespitalis intermedialis Hup.
1 9: settembre, Bardwan (Valle Kishinganga) 2100 m. —
« Prati con bosco misto sovrastante ».
Tortricidae
Pelatea festivana Hb.
1 es., 24 marzo. Garbi (Val Jelum) 1200 m. — « Pendi! aridi ».
Tineidae
Tineola bisselliella Hummel.
Potrebbe essere anch’ essa di queste regioni, perchè ho tro
vato in due tubetti di vetro, contenenti farfalle secche, sfriate
della spedizione, i bozzoletti e la polverina che lasciano le larve
della T. bisselliella Hummel; ed in un altro tubetto anche una
208 E. TURATI - LEPIDOTTERI DELLA SPEDIZIONE ECO.
imago della hisselìiella stessa, accanto alle malefatte della propria
larva.
Potrebbe essere di là che essa proviene, perchè i tubetti di
vetro erano ben chiusi con cotone e tappo di sughero intatto, che
non avrebbero potuto lasciar passare nemmeno le piccolissime
giovani larve della Tineola. Probabilmente è sul posto che i tu¬
betti ancora aperti hanno ricevuto dalle farfalline volanti nel-
r ambiente le uova, prima che i tubetti fossero tappati. Per questa
ragione registro qui anche questa specie.
I tubetti che contenevano spoglie di Tineola hisselìiella
Hummel erano i N. 39 e 83 della Lista, e cioè rispettivamente
di Shigar 2200 m. e di Paju (Y. Biaho) 3500 m.
❖
In questo elenco le indicazioni sulle località, segnate fra vir¬
golette, sono trascritte identiche dalle liste originali di cattura.
Dott. Edgardo Moltonì
ELENCO DEGLI UCCELLI RACCOLTI DALLA SPEDI¬
ZIONE ITALIANA AL KARAKORAM 1929 (VII) CO¬
MANDATA DA S. A. R. IL DUCA DI SPOLETO.
La Spedizione al Karakoram del 1929 comandata da S. A. R.
Aimone di Savoia Aosta, Duca di Spoleto, ka riportati in patria
e donati al Museo Civico di Storia Naturale di Milano 50 uccelli
appartenenti a famiglie ed a ben 32 specie diverse. Essi ad
eccezione di 4 individui furono raccolti e messi in pelle dal
prof. Lodovico di Caporiaco, 1’ addetto alle raccolte zoologiche e
botaniche della spedizione, che cercò di catturare almeno un esem¬
plare per ogni forma incontrata durante la sua permanenza nella
regione esplorata.
Purtroppo le spoglie degli uccelli, per ragioni varie, non sono
giunte in ottime condizioni di conservazione, ma ciò nonostante
potei accertare a quale specie o sottospecie appartengano.
Questa piccola collezione, nella quale non ho riscontrato no¬
vità scientifiche, è buon materiale di studio non solo per le località
da cui provengono gli esemplari, ma anche perchè alcune forme
peculiari della regione del Karakoram non erano ancora rappre¬
sentate nel Civico Museo di Storia Naturale di Milano. Il prof. L. di
Caporiaco lodevolmente annotò per ogni singola forma alcune os¬
servazioni biologiche che riporto integralmente tra virgolette, os¬
servazioni che ci permettono di sapere quanto fu rilevato per
ciascuna specie.
Le catture avvennero tra il 31 marzo 1929 ed il 26 agosto
dello stesso anno.
Le località dalle quali provengono gli esemplari sono : Sri-
nagar (m. 1586), Bandai (zona dell’altipiano del Dras), SlinnsJia-
(Valle del Dras), Apis (Valle del Dras), Bras^ Oìthingtliang
(Valle del Suru), Oasi di Gol (Valle dell’ Indo), Shigar, Basso,
210
ED. MOLTONI
Askole. Shimtsci (Val Dumordo). Tsoh (Val Panmah), Pcinmah
(Ghiacciaio), Paju^ Uìxlukas (Baltoro), Baltoro (Ghiacciaio).
Per gli esemplari non raccolti dal Di Caporiaco viene citato
nel testo il nome del raccoglitore.
Gli uccelli elencati nel presente lavoro sono stati da me
classificati coll’aiuto ^di opere generali, come ad esempio, Har-
TERT Die Vògel der ^paUiarkthclien Fauna^ Stuart Baker The
Fauna of British India (seconda edizione) ecc. e di alcune
note apparse su periodici o separatamente: tra esse cito Helmayr.
Birds of thè James, Simpson-Rooseveìts Asiatic Ex'pedition in
Peild Mnsenm Xat. Hist, Puhhlication 263, 1929, Meinertzhagex
Systematic Results of Birds coUected at high altitudes in LadaJ
and Sikkin in Ibis 1927, Osmaston The Birds of Ladakh in
Ibis 1925, Douglas Dewar Himaìayan and Kashrniri Birds
1923 London, Parrot Bericht iìher eine von Dr. E. Zugmayer
in Chinesisch-Turkestan, Westtihet- und Kaschniir znsamrnen-
gehrachte Vogelsammlung in Verhandl. Ornith. Gesellschaft in
Bayern 1908, Band IX, Bichmond Catalogue of a Collection of
Birds rnaxle hy Doctor TP. L. Ahhot in KasJnnir, Baltistan and
LadaJ ecc. in Proceedings of thè U . S. X. Vnsenm voi. 18, 1895.
Il presente elenco pronto già fin dal 1931 è dato soltanto
oggi alle stampe poiché i patrocinatori della Spedizione avevano
avuto fino ad oggi la speranza di poter riunire in una serie di
volumi speciali i risultati scientifici della Spedizione.
Xel licenziare questo scritto mi è 'grato ringraziare la B.
Società GeoD'rafica Italiana che mi ha afìidato in istudio il mate-
O
riale ornitologico raccolto.
Famiglia Corvidae
Pica pica bactriana^ Bonaparte
a') 6 maggio 1929, Oasi di Askole, m. 3100.
« La gazza è frequentissima attorno ai paesi in tutto il Bal¬
tistan ; nidifica in aprile-maggio ; spesso nei campi si vede pasco¬
lare in piccoli gruppi di 4-5, ben separate da piccioni e da gracchi».
Pyrrhocorax pyrrhocorax himalayanus (Gould)
a) 8 maggio 1929, Oasi di Askole, m. 3100.
« E specie comunissima, spesso a stormi di migliaia ».
Questa forma di gracchio corallino è ben poco dissimile dalla
forma tipica che abita anche le nostre Alpi.
ELEXCO DEGLI UCCELLI RACCOLTI ECC.
•211
Famiglia Fringillidae
Seriniis 'piisillus (Pallas)
a) 15. aprile 1929, Danclal, m. 3000.
Questo individuo fu catturato sotto l’ oasi di Dandal, subito
sotto l’ altipiano di Dras (zona arida) in un boschetto di betulle.
Si tratta di un individuo in abito da giovane.
Pyrrhospiza imnicea Sharpe
a) 10 luglio 1929, Sperone coperto di prati Baltoro-Mundu,
in. 4300.
« E specie comune anche a Urdukas ».
Leiicosticte nemoricola altaica (Eversmann)
a) 15 aprile 1929, Dandal, m. 3000.
5) 15 aprile 1929, Dandal, m. 3000.
Catturati in un « boschetto di betulle sotto V oasi, subito sotto
r altipiano di Dras: zona arida ».
c) 4 maggio 1929, Askole, m. 3100 « comune in questa
località ».
d) 25 giugno 1929, Ùrdukas, m. 4000.
e) 25 giugno 1929, IJrdukas, m. 4000.
f) 25 giugno 1929, Ùrdukas, m. 4000.
Passer domesticus yarkini^ Whistler
a) 14 aprile 1929, Dras oltre lo spartiacque dell’ Imalaia.
h) idem. idem.
c) idem. idem.
«A m. 3100 in altipiano abbastanza ricco di acque sulla neve».
Si tratta di individui in abito da femmina; uno solo presenta
una colorazione un po’ più cenerina sul capo.
Emheriza eia straclieyi., Moore
ad) 15 aprile 1929, Dandal, m. 3000 « in un boschetto di
betulle sotto l’oasi, subito sotto l’altipiano di Dras: zona arida».
h) 11 maggio 1929, Oasi di Askole, m. 3000.
212
ED. MOLTONI
Ci 11 maggio 1929, Oasi di Askole. m. 3000.
d) 11 maggio 1929, Oasi di Askole, m. 3000.
L’ individuo preso a Dandal è in abito di maschio, di quelli
presi ad Askole due sono in abito di femmina (c e d) ed uno (b)
è in abito di maschio.
Tamiglia Motacillidae
Motacilla alba aìboides^ Hodgson
(= d/. a. hodgsoni)
a) 14 aprile 1929, Dras, m. 3100.
« Presa oltre lo spartiacque dell’Imalaia in altipiano abba¬
stanza ricco di acque, sulla neve ».
Famiglia Sylvidae
Phi/ììoscopiis afflnis (Tickell)
a) 4 giugno 1929 Ùrdukas, sul fianco del ghiacciaio Baltoro.
Famiglia Turdidae
Monticola solitaria pandoo (Sykes)
a) 8 maggio 1929, Oasi di Askole m. 3100.
« Raro, sembra giunto in questi giorni ».
b) 9 agosto 1929, Oasi di Askole m. 3100.
Quest’ultimo individuo è in abito di giovane ed ha il becco
molto più chiaro del primo che è in abito di maschio adulto.
Mi/ioplioneiis temmincìni temmincMi^ Vigors
a) 15 aprile 1929, Shimshakarbu, Valle del Dras, m. 2800.
« Vallone con alberi in zona arida. Unico individuo visto ».
Idioeniciirus ocìiriirus phoenicuroides (Moore)
a') 16 aprile 1929, Apis, m. 2800 in una terrazza rocciosa
con pochi cespugli in valle Dras.
ELENCO DEGLI UCCELLI RACCOLTI ECC.
213
b) 17-18 giugno 1929, Urdukas sul fianco del ghiacciaio
B altero.
L’ individuo di Apis è in abito di maschio.
Pltoeniciiriis erytìirogaster graiidis (Gould)
a) 27 giugno 1929, Urdukas sul fianco del ghiacciaio
Baltoro.
h) 3 luglio 1929, idem idem.
« Specie comune ».
L’individuo catturato il 27 giugno 1929 è in abito di maschio
mentre quello catturato in luglio è in abito di femmina.
Callio'pe 'pectoralis pectoralis, Gould
a) 17-18 giugno 1929, Urdukas, sul fianco del ghiacciaio
Baltoro.
Si tratta di un individuo in abito di maschio.
Prunella rubeculoides (Moore)
a) 4 giugno 1929, Urdukas sul fianco del ghiacciaio Baltoro.
b) 17-18 giugno 1929, Urdukas sul fianco del ghiacciaio
Baltoro. « iride color marrone ».
Considero questi due individui come Prunella rubeculoides
(Moore) senza indicare la sottospecie poiché non ho materiale suf¬
ficiente per poter asserire se appartengano alla forma tipica od
alla [brunella rubeculoides muraria.^ Meinertz.
Famiglia Hirundinidae
Riparia rupestris (Scojioli)
a) 21 giugno 1929, Urdukas.
b) 2 luglio 1929, Ùrdukas.
« Fino ad Urdukas queste rondini sono frequenti; più in alto
non ne ho viste più ».
Famiglia Upupidae
Upupa epops epops^ L.
a) 4 agosto 1929, Tsoh, m. 3490, grande oasi in Val Panmah.
« L’Upupa, comune in Cachemir, arriva tardi in Baltistan e
non supera il margine dei ghiacciai ».
214
ED. MOLTONI
Tamiglia Picidae
Picus squamatus f aviroslris (Menzb.)
a) 13 aprile 1929, Gol, m. *2300 in Val dell’Indo.
« Oasi in mezzo a zone sabbiose e rocciose. Raccolto da Ba¬
lestrieri ».
Si tratta di un individuo in abito di maschio. Confrontato
con esemplari della specie tipica Picus squamatus squamatus
Vigors della Collezione Malherbe appare molto più chiaro e col
becco più giallo.
Questa forma di Picus squamatus è jdoco rappresentata nelle
collezioni poiché sembra rara : iDure nella Collezione del Museo di
Milano, nella quale è inclusa la ricca Raccolta Malherbe, non era
rappresentata.
Famiglia Cuculidae
Cucuìus canorus telephonus, Heine
a) 13 agosto 1929, Casi di Askole m. 3100.
b) 4 agosto 1929, Shimtsà m. 3200: bella oasi in Val
Panmah.
Sembrano due individui in livrea di giovane a fascie rossicce.
Famiglia Aegypiidae
Aegypius monachus (L.)
a) 13 agosto 1929, Alto ghiacciaio Panmah m. 4800.
Fu conservata solo la testa.
Venne raccolto il giorno 13 agosto nell’Alto ghiacciaio Xo-
bande Sobande affluente di destra del Panmah a circa 4800 m.
s. 1. m.. Esso giaceva morto sopra un piedestallo di ghiaccio for¬
matosi allo stesso modo delle tavole dei ghiacciai (Fig. !)• L’in¬
dividuo come si vede dalla fotografìa era in parte scarnifìcato da
altri animali (Gracchi?); ne fu staccata soltanto la testa per le
difficoltà di trasporto.
ELENCO DEGLI UCCELLI RACCOLTI ECC.
215
Le notizie riferentisi a questo avvoltoio nero mi fnron gen¬
tilmente comunicate di persona dall’amico Prof. Cav. A. Desio
che fu il raccoglitore ed il fotografo.
Fig. 1. — AegypiUS mOìiacJlUS (Avvoltoio nero) rinvenuto morto nel-
l’alto Xobande Sobande a circa 4800 m. s. 1. m.. Si noti il pie¬
destallo di ghiaccio formatosi allo stesso modo delle tavole dei
ghiacciai. (Fot. Desio).
Si tratta di un indhùduo molto vecchio poiché la peluria
delle parti superiori della testa è assai chiara.
Famiglia Falconidae
Cerchneis tinnunculiis tinnuncuìus (L.)
a) 8. maggio 1929, Oasi di Askole, m. 3100.
h) 11 maggio 1929, idem idem.
« Questo falco è • frequentissimo : nello stomaco rinvenni
insetti ».
L’individuo catturato 1’ 11 maggio è in abito di maschio
mentre quello catturato 1’ 8 è in abito di femmina.
Miìvus ìineatiis (J. E. Gray)
a) 31 marzo 1929, Srinagar, m. 1700 « comune ».
h) 26 agosto 1929, Grande Oasi di Shigar, m. 2200 « fre¬
quente ».
15
216
ED. MOLTONI
L’individuo raccolto a Srinogar clie è in abito di adulto mori
sofibcato da una zampa di pollo ; l’ individuo preso nella grande
Oasi di Shigar è un giovane.
Accipiter nisiis melanosclnstus, Hume
a) 27 luglio 1929, Pajù, m. 3500, Oasi a 2 Km. dalla fronte
del ghiacciaio Baltoro : venne raccolto da Chiardola.
« Questo falconide è comunissimo nelle valli ».
Si tratta di un individuo giovane,
Pamiglia Columbidae
Cohimha ìeiiconota ìeuconota^ Vigors
a 6 luglio 1929, Ùrdukas, sul fianco del ghiacciaio Baltoro.
« Il piccione è comune in piccoli branchi ; non si abbassa oltre
la fronte dei ghiacciai ».
Cohimha ìivia negìecta^ Hume
a) 18 aprile 1929, Olthingthang, m. 2600.
« Oasi irrigua in mezzo a zona rocciosa aridissima, in Valle
«
del Suru. E comunissimo in branchi di centinaia in tutto il
Baltistan, ma non supera mai la fronte dei ghiacciai dov’ è sosti¬
tuito da un altro piccione [U. 48) ». .
Il piccione distinto dal prof. Di Caporiaco col numero U. 84
è un esemplare della specie precedente, cioè Cohimha ìeiiconota
leiiconota^ Vigors.
Streptopeìia orientalìs meena (Sykes)
«) 17 agosto 1929, Basso, m. 2400.
« Oasi abbastanza isolata fra zone aride, allo sbocco della
Valle Braldo. Frequentissima qui a Shardu, a Shigar: la tortora
si sente pure frequente nel Cachemir ».
Famiglia Phasianidae
Tetraogalhis liunalagensis himalagensis^ Gray
a) 13 giugno 1929, Urdukas, sul fianco del ghiacciaio Bal¬
toro m. 4000.
ELENCO DEGLI UCCELLI RACCOLTI ECC. 217
Si tratta di un individuo maschio con gli speroni bene svi¬
luppati.
« Il Ramcicor sembra vivere in piccoli gruppi di 3-4 indi¬
vidui ; di giorno sta in alto tra neve e rocce, all’ alba scende a
pascolare. Vola rapidissimo. Sembra che uno vegli; al suo grido
gli altri, di altri branchi, rispondono. E specie comune ».
Alectoris graeca pallesce?ts (Hume)
ft) 8 agosto 1929, Oasi di Askole, m. 3100.
« E specie comunissima in tutto il Cachemir e Baltistan fino
alla fronte del Baltoro ; alla fine di luglio ha i piccoli con le piume
formate che si aiutano a correre con le ali ; in maggio sembra in
amore. Stupidissima ».
Si tratta di un individuo con speroni e ^^erciò maschio.
Famiglia Raliidae
Crex crex (L.)
a) 20 maggio 1929, IJrdukas sul fianco del ghiacciaio Bal¬
toro nei prati, m. 4000.
« Unico visto ».
Famiglia Scolopacidae
Tringa nehularia (Gen.)
a) 14 agosto 1929, Palude isolata presso Shigar posta tra
il fiume e la roccia, m. 2200.
« Frequente ovunque anche presso la fronte glaciale (Panmah)
sulle Deosai sembra più raro ».
Trmga ocJiropus, L.
a) 14 agosto 1929, presso Shigar in una palude isolata tra
il fiume e la roccia, m. 2200.
« Frequente ovunque anche presso la fronte glaciale (Panmah)
sulle Deosai sembra più raro ».
218 ED. MOLTOXI - ELENCO DEGLI UCCELLI RACCOLTI ECC.
Pamiglia Anatidae
Aoia^ acuta acuta ^ L.
a) 23 luglio 1929, Campo medio Baltoro, m. 4300.
Si tratta di un individuo maschio in abito estivo che presenta
le parti inferiori tinte fortemente di color ruggine. Esso fu rin¬
venuto morto sul ghiacciaio Baltoro (campo medio) dal Prof. A.
Desio che potè, trasportandolo nel suo sacco insieme a campioni
di rocce, consegnarlo ancora in ottimo stato di conservazione al
Prof. Di Caporiaco per la preparazione.
Il Prof. Desio da me espressamente interrogato, mi disse
anche che fu rinvenuto adagiato mollemente sul ghiacciaio tanto
che fu raccolto con somma facilità.
Milano^ Museo Civico di Storia Nalarcde, ìioveoibre i933-X.ll.
SuntOc — Vengono elencati, riportando anche alcune osservazioni
1)iologiche, 50 uccelli appartenenti a 16 famiglie ed a ben 32 specie
diverse raccolti dallo zoologo della Spedizione Italiana al Karakoram
1929 (VII), comandata da S. A. E. Aimone di Savoia Aosta, Duca di
Spoleto.
ISTITUTO DI ZOOLOGIA DELLA R. UNIVERSITÀ DI MILANO
DIRETTO DAL EROE. F. SUPINO
Dott. Tosca Raucci
RICERCHE SULLA STRUTTURA
DEI MUSCOLI ADDUTTORI DEI BIVALVI
■ Sommario. — lutroduzione. — Cenni storici. — Materiale di studio
e tecnica. — Cenni morfologici e fisiologici. — Istologia della fibra
muscolare nell’ adduttore del Pecten. — Molluschi che presentano le
lamino -fibrille elicoidali. — Istologia della fibra dei muscoli adduttori
nella maggior parte dei bivalvi. — Riassunto e conclusioni. — Biblio¬
grafia.
Introduzione.
Il muscolo adduttore dei lamellibranchi ha, come è noto, il
compito di avvicinare le valve Cuna all’altra in maniera più o
meno rapida : nei bivalvi che vivono attaccati col bisso agli scogli
0 afiondati nella melma, la chiusura delle valve avviene in ma¬
niera piuttosto lenta e sembra abbia solo lo scopo di difesa e
cattura dell’ alimento, in altri invece la chiusura delle valve La
anche l’effetto del moto.
Il Pecte}ì^ ad esempio, si muove liberamente nell’acqua, e
ciò può fare grazie alla rapidità di chiusura ed apertura delle
valve. La rapida chiusura manda fuori l’ acqua compressa nel
guscio e cosi il mollusco va avanti.
Lo studio istologico fatto dagli autori su questo argomento
mi è sembrato di particolare interesse, e ho voluto riprendere la
questione, per vedere se fosse possibile, in un esame comparativo
più ampio, chiarire qualche particolare.
Mi è grato esprimere il mio grazie di viva riconoscenza al
Chiarissimo Prof. Supino, che con tanta gentilezza mi ha assi¬
stito durante il lavoro, largheggiando di consigli e di aiuto.
220
T. RAUCCI
Cenni storici.
Fin dal 1850 Lebert si era occupato della struttura della
fibra muscolare nell’ adduttore delle valve degli acefali, e aveva
concluso che essa è priva di striature trasversali, tranne che nel
Pecten maximum. Nel 1860 Marco osservò nell’ adduttore del-
V Anodonta che certe fibre presentavano una striatura obliqua,
dovuta, secondo l’ autore, alla particolare disposizione di granuli
birifrangenti, in una sostanza omogenea. Nel 1863 "Wagener
constatò nelle fibre del Lima la stessa striatura, ma doppia¬
mente obliqua. Schwalbe nel 1869 intravide invece un anda¬
mento elicoidale delle fibrille, ma poi ritornò alla spiegazione di
Marco. Coutance e Jhéring, nel 1878, fanno le stesse osserva¬
zioni : notano nell’ adduttore dei lamellibranchi che una parte
delle fibre si presenta traslucida, un’altra madreperlacea, e sono
differenti anche dal punto di vista istologico e fisiologico. Nel
1880 Blanchard trovò che nel Pecten i . due tipi di fibre erano
separati da connettivo, e uno di essi era rapjoresentato da fibre
veramente striate.
Exgelmaxn nel 1881 dette una spiegazione alquanto esatta
sulla natura della doppia striatura obliqua, dovuta, secondo lui,
a fibrille omogenee fortemente rifrangenti, decorrenti ad eliche
equidistanti ed o23poste attorno all’asse longitudinale della fibra.
Anche Fol e Roule si occupano di que'sti studi nel 1888. Se¬
condo costoro la striatura obliqua sarebbe determinata da tutto
un fascio di fibrille che insieme hanno subita la torsione nello
stesso senso. AVackvitz (1891) e Eimer (1892) hanno studiato
l’adduttore àeW A nodonta e il primo conferma che solo al¬
cune fibre son provviste di una vera striatura, benché non molto
evidente, il secondo invece nota che alcune fibre presentano un
inizio di striatura nella parte mediana, altre presentano una stria-
tura trasversale netta, formata da bande chiare e scure alterna¬
tivamente. Jobert (1902) trova che n&W Anemia ephrppium una
delle due parti dell’adduttore presenta fibre veramente striate.
Uno studio più completo sul muscolo adduttore degli acefali, è
stato fatto uel 1909 da Marceau. Secondo l’autore le fibre pre¬
sentano struttura diversa via via che si passa da una specie a
un’ altra : o possono essere costituite da fibrille lisce leggermente
intrecciate, o da sistemi di fibrille omogenee avvolti ad eliche
RICERCHE SULLA STRUTTURA ECC. 221
due à due in senso inverso, o possono presentare fibrille vera¬
mente striate, come i vertebrati e gl’insetti. Prenant (1911-1912)
stabilisce una serie isto-fisiologica tra la struttura e la funzione
del muscolo adduttore. Uexkull (1912) si è occupato nel Pecten
del problema meccanico del « colpo di guscio » in rapporto alla
struttura del muscolo adduttore. Plenk nel 1925 conferma che
V A noci onta presenta fibre nell’adduttore simili a quelle del mu¬
scolo columellare delle lumache, si tratterebbe insomma di fibre
veramente striate. Bayliss-Boyland-Pitchie (1930) si sono oc¬
cupati del problema fisiologico dell’adduttore del Pecten. In fine
Bruno (1931) dice che la doppia striatura obliqua, caratteristica
delle fibre muscolari dei Molluschi, è dovuta alla visione simul¬
tanea dei tratti superficiali e profondi di fibrille o di lamelle
fibrillari decorrenti in senso elicoidale, disposte in seno al sar-
coplasma in un solo strato alla periferia della fibra, o alla visione
simultanea di diversi strati sovrapposti di fibrille appartenenti
a sistemi differenti decorrenti in senso opposto.
Materiale di studio e tecnica.
Ho fatto le mie ricerche sulle seguenti specie :
Monomìari.
Pecten iacohens Lam.
Chìamys varia L.
Ostrea edndis L.
Dìmìarìi.
Anodonia cygnea Pfeiff.
Arca noeae L.
Cardinm edule L.
Cardium tuhercuìatum L.
Alytihis edulis L.
Pectuncuìiis hnnacuìatns Wkff.
Solen siliciua L.
Tellina piilcliella Lam.
Unio pictorum Lam.
Venus gallina Lam.
Venus verrucosa L.
Tecnica. — Per lo studio delle fibre dell’ adduttore delle
valve, basta dissociare il materiale in alcool al terzo, poi tenerlo
per qualche minuto in acqua distillata, la quale rigonfia le fibre
riuscendo cosi a mostrare chiaramente l’ andamento delle fibrille.
Come fissativo è bene adoperare il sublimato in soluzione con¬
centrata. Le sezioni vanno fatte di pochi n e colorate con ema-
tossilina Heidenhain.
222
T. RAUCCI
Cenni morfologici e fisiologici.
Il problema che prima mi si è presentato nello, studio del-
r adduttore dei Bivalvi è stato quello di stabilire se esso fosse
un muscolo unico differenziato in due parti di diversa struttura
e di diversa funzione, oppure se esso risultasse dall’ avvicinamento
di due muscoli che, in alcune specie, sembrano costituire un’unica
massa.
In certe specie l’ aspetto macroscopico ci dice senz’ altro che
ogni muscolo adduttore risulta costituito da due, il che ho j)otuto
Fig-. 1. — Valva di Arca noeae L.
G. 11. Si notano le impronte muscolari.
notare chiaramente nel Pecten iacoheus^ nell’ Arca noeae e in
altre. Infatti quando si tenta in esse di isolare il detto muscolo,
sia pure procedendo con molta precauzione, le due parti si stac¬
cano l’ima dall’altra. Cosi che riesce difhcoltoso fare una pre¬
parazione, specie di muscolo di Arca^ in cui siano visibili con¬
temporaneamente le due parti, poiché capita di solito che nel
maneggio esse si stacchino.
In un secondo esame si può notare come sia l’ima che l’altra
parte del muscolo adduttore sia rivestita da un proprio perimisio
esterno. E notevole il fatto nella famiglia degli Arcidi, almeno
joer quelle specie che ho osservate, che alle due parti dell’ ad¬
duttore corrispondono due impronte perfettamente distinte. Nella
Arca noeae uno solo dei due muscoli mi risulta formato da due
parti di diverso aspetto, mentre l’ altro è formato da un unico
tipo di fibre.
RICERCHE SULLA STRUTTURA ECC.
223
Siccome ad ognuna delle diverse parti corrisponde una im¬
pronta, ne abbiamo complessivamente tre, come se si avesse a
che fare con un gruppo non più dimiario ma trimiario, il che si
può notare dalla figura 1.
Nel 'pectiuicuìus si ha la stessa cosa, ma le impronte sono
un po’ meno evidenti che nell’ Arca, dove esse erano persino di
diversa colorazione ben marcata.
In alcune specie : Venus^ Cardhim ecc. le due parti di cui
sono costituiti ognuno dei due muscoli sono bene evidenti, ma
legate insieme più intimamente. In questo caso alle due parti
corrisponde una sola impronta.
Generalmente dunque nei lamellibranchi ognuno dei muscoli
adduttori risulta costituito da due altri, a tipi di fibre diverse
che, all’ aspetto macroscopico si presentano le une giallastre, le
altre bianco madreperlacee. Alla diversa struttura corrisponde
indubbiamente una diversa funzione, poiché quei Molluschi che
hanno l’ adduttore costituito unicamente da fibre bianco-madreper¬
lacee praticano una lenta chiusura delle valve, mentre quegli
altri che lo hanno costituito anche dalle fibre giallastre praticano
una chiusura rapida delle valve.
E da notare inoltre che non in tutte le specie la parte gialla
dell’adduttore corrisponde ad una identica struttura, ma si passa
da un tipo di fibre con fibrille omogenee con particolare dispo¬
sizione ad un altro tipo di fibre veramente striate, che troviamo
nei Pecten. Si potrebbe dire che le prime costituiscano, per il
lato funzionale, un vero e proprio passaggio alla muscolatura
striata. Difatti esse hanno l’ ufficio di chiudere rapidamente le
valve, ma non così rapidamente come praticano quelle della parte
gialla del Pecten dove, come dianzi ho detto, sono veramente
striate. Si potrebbe pensare che le fibre dell’ adduttore, tutte
identiche in un primo momento, si siano poi differenziate j^er la
diversa funzione, e la trasformazione sia avvenuta più o meno
intensa a secondo dell’uso, onde abbiamo, giusto come aveva os¬
servato Prenant, che il Mytihis^ che pratica solo una lenta aper¬
tura delle valve, ha il muscolo costituito da fibre a fibrille ret-
tilinee, leggermente intrecciate ; le venus^ ostree ecc. che prati¬
cano una chiusura alquanto rapida delle valve, hanno le fibre
gialle costituite da fibrille omogenee avvolte ad elica ; per i
Pecten, che hanno rapidissime aperture e chiusure delle valve,
un muscolo con fibre a fibrille omogenee avvolte ad elica non
224
T. RAUCO l
potrebbe bastare, onde si sarebbero differenziate più profonda¬
mente sino a dare fibre nettamente striate.
Per quanto fio potuto notare, non mi risulta che V Anodonta
offra alcuni passaggi da una muscolatura liscia ad una striata.
Solo uno studio sullo sviluppo dei Bivalvi potrebbe convincerci
se le fibre dell' adduttore passino per altri stadi, prima di arrivare
ad un tipo di fibre veramente striate.
Bayliss, Boyland e altri autori hanno messo in evidenza il
diverso comportamento delle due parti dell’ adduttore, isolando
una volta quella gialla, una volta quella bianca. Eccitando le
fibre giallastre ottennero una rapida chiusura delle valve, il cui
effetto era di corta durata, mentre eccitando le fibre biancastre
la chiusura era lenta, ma duratura.
Istologia della fibra muscolare nell’adduttore del Pecten.
Le fibre della parte bianca dell’adduttore del Pecten^ con
le fibrille omogenee e un po’ intrecciate, sono riunite in fascetti.
Esse sono separate da quelle della parte gialla da una larga fascia
di connettivo. Le fibre della parte gialla, veramente striate, pre¬
sentano quella caratteristica striatura a dischi sfasati, descritta
per la prima volta nei vertebrati da Heidenhain nel 1911, col
nome « disposizione a periodi a noni » : si ha cioè che in una
sezione longitudinale della fibra, gli inocommi della metà destra
non si corrispondono con la metà sinistra, ma si presentano
sfasati.
Queste immagini le ho potute notare per i Pecten su fibre
diverse.
Heidenhain non dette un significato generale ai « Noniuspe-
riode », ma li considerò una formazione occasionale. Ne distinse
due tipi : uno dovuto ad uua disposizione- a vite « schraubige
Noniusperiode », l’altro dovuto ad un diverso numero di inocommi
nelle due metà della fibra « reine Noniusperiode ».
Il D’Ancona (1930) ha trovato nelle fibre muscolari striate
dei vertebrati e degli insetti, la particolare disposizione a periodi
a noni, già descritta da Heidenhain. Ammette che sia un fatto
generale e non occasionale, dovuta precisamente agli « schraubige
Noniusperiode ». Si tratta di una particolare disposizione deter¬
minata dalla stria Z, non più elemento fibrillare ma fibrale ; essa
sarebbe una membrana avvolta ad elica, che interseca cosi le
RICERCHE SULLA STRUTTURA ECC.
225
fibrille ed il sarcoplasma. Sicché in una sezione longitudinale
mediana, si vede che la metà destra degli inocommi non corri¬
sponde con la metà sinistra, e se invece la sezione è superficiale
0 profonda, i dischi si presentano obliqui.
La ricostruzione grafica fatta dal D’ Ancona in base a questi
fatti, lo ha portato a definire il complesso degli inocommi di una
fibra, quali i periodi di un’ unica membrana elicoidale, percorrente
la fibra per tutta la sua lunghezza. Il D’Ancona ammette che
questa disposizione possa ve¬
nire estesa a tutti gli altri
elementi della striatura, senza
però poter documentare questi
casi.-
Nelle osservazioni fatte
sul corso del presente lavoro,
mi è stato possibile estendere
le ricerche che il D’ Ancona
ed altri autori avevano fatte
sulle fibre muscolari dei ver¬
tebrati e degli insetti, anche
su quelle del muscolo addut¬
tore del Pecten. Infatti nella
figura 2 si nota in a) l’ aspetto
ad inocommi alternati, in b)
la fibra mostra in basso gli
inocommi alternati e, proce¬
dendo verso l’alto, si passa
all’ aspetto di inocommi che si
corrispondono per le due metà
della fibra, disposizione dovuta appunto al taglio non parallelo
all’ asse della fibra. Ciò permette di vedere contemporamente in
posizioni diverse dalla fibra, ciò che altrimenti si percepisce solo
coJ focheggiamento. Si riescono dunque a costatare tutti i fatti
che ha visto il D’Ancona per i vertebrati e gli'insetti e in base
ai quali ha potuto ricostruire la 'particolare disposizione elicoi¬
dale della stria d’ Amici.
Una osservazione che mi sembra di particolare interesse a
proposito, ho potuta farla sul muscolo del Pecten^ specie in quei
preparati in cui appare chiara la stria di Hensen invece della
Z. Qui pure ò possibile la ricostruzione grafica di una forma eli-
, JllP
,,(f (li|| ^
• II fi II
Fig, 2. — Fibre muscolari striate
di Pecten iacoì)eus Lam. - Ob. 1/15
Ap. Kor. oc. c. 8.
226
T. RAUCCI
coidale perfettamente identica a quella che in altri punti del pre¬
parato si ottiene con la stria d’ Amici, e ciò in base alla dispo¬
sizione reciproca che presentano le strie di Hensen nella metà
destra e sinistra di una fibra in sezione* longitudinale mediana
della stessa. Va però notato che mentre per il caso della stria Z
si tratta effettivamente di una membrana elicoidale, non credo,
per il momento, di poter affermare la stessa cosa per la stria
media, ciò per il fatto che mentre la stria Z è effettivamente
qualcosa che si vede estendere in posizione inter-fihrillare, la
stria di Hensen ci appare solo come qualcosa di non colorato in
seno alla sola fibrilla e non nel sarcoplasma. In questo caso quindi
si tratta forse più che di un elemento fibrate a disposizione par¬
ticolare (come la stria d’ Amici), di sole strutture fibrillari che
si presentano nel complesso della fibra a disposizione elicoidale
solo perchè seguono passivamente, come i dischi Q, l’elicoide
d’ Amici.
Nei preparati di Pecten non ho potuto identificare la stria
media, che, come lo stesso D’ Ancona ammette, è quella che do¬
vrebbe comportarsi a sua volta come una vera elicoide, perchè
elemento appartenente alla fibra tutta e non alle singole fibrille.
Velia maggior parte dei Molluschi si riscontra un altro tipo
di fibre, descritte col nome di fibre doppiamente striate trasverse :
nome che ci potrebbe far pensare a dei muscoli striati, mentre
in verità siamo davanti a delle vere e proprie fibre lisce, con
particolare disposizione delle fibrille. Io credo si possano dare tre
casi : a) joresentano le fibre delle lamino-fibrille elicoidali disposte
in un solo sistema, alla periferia (Soìe7i, Caì'diuìn) ; b) possono
jDresentare più sistemi di fibrille cilindriche, avvolti ad elica
dello stesso passo [Veniis, Ostrea, Anodonta ecc.) ; c) possono
ancora presentare fibre a fibrille lisce fra loro intrecciate (Mytilus).
Molluschi che presentano le lamino-fibrille elicoidali.
Le fibre degli adduttori del Soleu siliqua presentano, in
sezione longitudinale quegli ammattonati losangici determinati
dalla particotare disposizione delle fibrille e che, osservati su
altre specie, sono stati variamente interpretati dagli autori. Nella
figura 3 sono rappresentate delle fibre di Solen siliqua in sezione
RICERCHE SULLA STRUTTURA ECC. 227
longitudinale. La fibra A presenta sullo stesso piano focale in a)
r andamento delle fibrille da destra a sinistra, in ìj) da sinistra
a destra. Il fatto di vedere
sullo stesso piano focale le fi¬
brille superficiali e profonde,
è dovuto al caso speciale che
per l’appunto il preparato è
fatto in modo che la fibra è
inclinata, sicché presenta il
punto hj più in alto, il punto a)
più in basso. Si riesce cosi a
vedere sullo stesso piano, ciò
che, altrimenti si potrebbe ve¬
dere solo col focheggiamento.
Con ciò rimarrebbe asso¬
dato che le eliche girino nello
stesso senso, ma tanto più ci
si può convincere guardando
delle sezioni trasverse delle
stesse fibre.
E in queste sezioni che
le fibrille appaiono laminari,
disposte alla periferia della fi¬
bra. Se la sezione è alquanto
spessa, almeno di 6 focheggiando si vedono spostare, con rota¬
zione in senso orario, le posizioni delle singole lamelle, nella se¬
zione ottica della fibra (fig. 4).
Sicché é chiaro che le figure a
losanga nelle sezioni longitudi¬
nali, siano date dalla sovrappo¬
sizione ottica del ramo anteriore
e posteriore di una serie unica di
più eliche, formate da piani eli¬
coidali disposti alla periferia della
fibra. La posizione del nucleo é
essenzialmente in seno alla fibra.
Queste lamino -fibrille elicoidali
sono omogenee per tutta la loro
lunghezza, quindi non hanno nulla
a che vedere con la muscolatura
striata. C’é però qualche cosa in queste fibre che, teoricamente,
potrebbe ricordare la muscolatura striata : basterebbe pensare che
Fig. 4. — Fibre muscolari di Solen
siliQìia L. Sez. trasverse. Fuo-
cbeggiando si vedono spostare in
senso orario le posizioni delle sin¬
gole, lamelle, nella sezione ottica
della fibra. - Disegno semisch.,
ob. 1/15 s. Ap. Kor. oc. c. 8.
Fig. 3. — Fibre muscolari di Solen
Siliqua L. Sezione longitudinale. La
fibra A presenta sullo stesso piano
focale in a) andamento delle fibrille
da destra a sinistra ; in b) da sinis¬
tra a destra. - Cam. chiara - ob. 1/15 s.
Ap. Kor. oc. c. 8.
228
T. RAUCCl
la struttura della membrana d’ Amici, in base alle recenti ve-
1
dute, è perfettamente identica a quella delle lamino-fìbrille elicoi¬
dali. Anche il D’Ancona del resto aveva ammesso, ma solo in teoria,
la possibilità di esistenza nella muscolatura striata non di una
sola membrana ad elica, quale la stria Z, ma di più membrane
che non si congiungano al centro della fibra e ne intersecano la
superficie, cosa che presentano in questo caso le lamine fibrillari.
D’ altra parte poi, secondo le recenti vedute, sarebbe la Z con la
sua particolare disposizione quella che determina la contrazione
della fibra muscolare, e nel caso dei molluschi è essenzialmente
questa particolare disposizione delle fibrille quella che ne deter¬
mina la contrazione rapida.
Il Cardhim tubercuìaiiim ed il Cardium edule presentano
la stessa struttura delle fibre ora descritte nella parte gialla del¬
l’adduttore delle valve.
Istologia della fibra dei muscoli adduttori nella maggior
parte dei bivalvi.
Un altro tipo di fibre molto analoghe a quelle già descritte,
con la particolare disposizione ad elica delle fibrille, lo riscon¬
triamo nella maggior parte degli altri lamellibranchi, con la dif¬
ferenza che le fibrille, invece di essere laminari, sono cilindriche.
Anche in questo caso dunque si ha che le fibrille sono omogenee
per tutta la loro lunghezza, ma invece di essere distribuite solo
alla periferia della fibra, come per i Solen e Cardium, ne occu¬
pano tutto il volume. Si tratta di tutto un fascio di fibrille che
hanno subita la torsione nello stesso senso, sicché, in sezione lon¬
gitudinale, la sovrapposizione ottica dei rami anteriori e posteriori
di esse, dà luogo a delle figure a losanga.
Gli Autori non sono d’ accordo se si tratti di sistemi di fi¬
brille che hanno subita la torsione nello stesso senso, o due a
due in senso inverso. In certe fibre di Osi rea eduìis, dissociate
in alcool al terzo, mi è stato possibile seguire delle fibrille nel
loro andamento e vedere come esse, procedendo dall’ alto in basso,
piegano da destra a sinistra, dopo di che si vedono procedere da
sinistra a destra nel piano inferiore, determinando le figure a lo¬
sanga.
RICERCHE SULLA STRUTTURA ECC.
229
;5: -ì:
Quei bivalvi che non presentano nelle fibre dell’ adduttore nè
una vera e propria striatura, nè le fibrille con la particolare di¬
sposizione ad elica, hanno tutte fibre omogenee più o meno intrec¬
ciate. In questo caso 1’ adduttore non si presenta differenziato in
una parte giallastra e una bianco madreperlacea, il che si può
notare nel Mi/UIus editUs.
Riassunto e Conclusioni.
La ricerca intrapresa con lo scopo di chiarire alcuni partico¬
lari di anatomia e di struttura dei muscoli adduttori dei bivalvi,
e condotta su 14 specie mi ha portato ad alcuni risultati che qui
riassumo brevemente.
Per ciò che riguarda il carattere anatomico del muscolo ad¬
duttore, gli autori precedenti parlano di un « muscolo misto » di
fibre lisce e libre striate. Da quanto mi è stato dato di osser¬
vare personalmente, esiste sempre, più o meno sviluppato, un setto
connettivale fra la cosidetta parte gialla e la parte bianca del
muscolo, di modo che credo non si possa affatto parlare di mu¬
scolo misto, ma di due distinte masse muscolari a carattere strut¬
turale differente. Questa separazione fa si che in certe specie
(Arca) anche le impronte lasciate dai due muscoli sulla conchi¬
glia siano perfettamente distinte in maniera che la specie, consi-
derata come « dimiaria » appare al contrario « triiniaria ». E questo
un fatto che approfondito per mezzo di una revisione sistematica
più ampia, potrebbe forse portare a conseguenze inaspettate ed
interessanti anche dal lato puramente tassonomico. Quanto al ca¬
rattere strutturale della fibra muscolare striata, va fatta una netta
distinzione fra quelle che sono « fibre striate trasversali » intese
in senso classico, da una falsa striatura che appare per una de¬
terminata disposizione di fibrille lisce.
Nei pettinidi si ha che il muscolo giallo presenta fibre e fi¬
brille veramente « striate » e dimostranti quasi tutti gli elementi
costitutivi tipici della fibrilla striata dei vertebrati e degli insetti.
In esse ho potuto confermare, sulla base delle disposizioni reci¬
proche presentate dagli inocommi delle due metà della fibra e a
230
T. RAUCCI
piani focali differenti, la costituzione elicoidale continua della
« Z » e degli elementi che V accoinj^agnano quale è stata posta
recentemente in evidenza dal D' Ancona, per gli insetti e i ver¬
tebrati.
Xella maggior parte delle altre specie (Venus, Ostrea, Tel¬
lina ecc.) il cosi detto « muscolo a fibre obliquamente striate o
doppiamente striate trasverse » non è affatto costituito da fibre
«striate». Si tratta di «fibre lisce» con «disposizione elicoi¬
dale » delle fibrille, la cui immagine complessiva si mostra iù-
crociata, e perciò, in certe condizioni, simulante una striatura
doppia trasversale e obliqua. In questo gruppo, io distinguerei
due condizioni diverse di costituzione : quella delle l'enus, Ostrea
ecc. a fibrille cilindriche, quella dei Solen e Cardium a fibrille
laminari. Ho chiamato quest’ ultimo tipo di fibrille col nome di
« lamino-fibrille elicoidali » e mi sembra particolarmente interes¬
sante forse anche dal punto di vista funzionale, l’ analogia che
questi piani elicoidali hanno con la « membrana elicoidale Z » delle
fibre striate classiche. In quanto alla posizione del nucleo, in
queste fibre, gli autori discutono se sia periferico o disposto cen¬
tralmente, si deve però notare che a seconda della specie si ]duò
trovare 1’ una o 1’ altra condizione.
❖ ❖
Precedenti ricerche di fisiologia -avevano posto in evidenza la
parte che spetta ai due muscoli nel cosidetto « colpo di chiusura »,
con la dimostrazione che la parte gialla determina la « rapidità »
dell’ atto, mentre alla parte bianca spettava solo il mantenimento
del « tono » normale di chiusura. E notevole il fatto che il ca¬
rattere « rapidità » sia ottenuto in questo sistema sia con le fibre
striate tipiche dei pettinidi, sia con le fibre lisce elicoidali.
Xel « complesso anatomico » del muscolo adduttore si hanno
quindi ; fibre striate vere oppure fibre lisce elicoi¬
dali e a questi due tipi di fibre si deve il « colpo di chiu¬
sura » delle valve. Si trovano inoltre fibre lisce comuni,
che determinano il tono durante i periodi lunghi di chiusura.
Xei casi in cui i muscoli siano costituiti da sole fibre lisci e
comuni (Mytilus) anche 1’ atto di chiusura delle valve si effettua
con un movimento lento anzicchè rapido. Questa struttura elicoi¬
dale appare pertanto come quella alla quale si debba il carattere
RICERCHE SULLA STRUTTURA ECC.
231
funzionale di rapidità in fibre e fibrille lisce, alle quali cioè
spetta nei comuni sistemi, un carattere eminentemente tonico, e
ciò mi pare non privo di un certo valore, in relazione ad alcune
recenti vedute sull’ importanza che la disposizione elicoidale di
alcuni deg'li elementi costitutivi della fibra striata dei vertebrati
e degli insetti avrebbe circa il carattere funzionale delle stesse.
Dicembre 19S3 - XII.
BIBLIOGRAFIA
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Uexkùll. — Zeit Biol. Voi. 58 p. 305, 1912.
Wackwitz. — Citato da Marceau.
Wagener. - — Citato da Marceau.
16
Dr, A. Kutassy
SU ALCUNI MEGALODUS
DEL MONTE CAMPO DEI EIORI (Varese)
Nella composizione geologica della regione del Monte Campo
dei Eiori sono compresi i sedimenti del Trias superiore, parti¬
colarmente quelli della Dolomia Principiale e del Retico. In questo
ultimo terreno venne già raccolto dallo Stoppani (1) il Concliodus
infraìiasicus Stopop.
Nel 1904 il Prof. Mariani ricorda nei depiositi della Dolomia
Principiale il Megalochis Guemheli Stopip. e recentemente anche
il Leuzinger (8), che ha eseguito il rilievo geologico della re¬
gione, menziona questa specie che si trova in gran copia nella
Dolomia Principiale.
Per la cortesia del Prof. Ardito Desio, direttore dell’ Istituto
di Geologia della R. Università di Milano, ho piotuto avere in
esame numerosi esempilari di Megalodontr apipiartenenti alle colle¬
zioni del Museo Civico di Storia Naturale di Milano e raccolti in
questi ultimi anni nella regione del Campio dei Eiori anche dal
Sig. Lodovico Brunella e dal Dott. Cesare Chiesa. Lo studio di
questa raccolta conferma le conoscenze sull’ età dei sedimenti di
questa regione che appiartengono al Trias Superiore ed è molto
importante, pioichè finora erano conosciute solo le due spiecie sopirà
ricordate.
Ho determinato nei sedimenti della Dolomia Principale le
forme seguenti :
Megaìodus compìanatus Guemh. var. segestana Di Stef.
Megaìodus Seccoi Par.
Ambedue le spiecie sono caratteristiche della Dolomia Prin¬
cipale della Sicilia. Il Megaìodus Seccoi è noto anche nelle Alpi
Meridionali e nell’ Ungheria (M. Bakony, M. Vértes). Ho ritrovato
su ALCUNI MEGALODUS ECC. 233
recentemente nella Dolomia Principale del M. Vèrtes il M. coìn-
pìanatus Guemb. var. segestana Di Stef.
Un maggior numero di specie si trovano nei calcari grigi e
chiari che appartengono al Petico. Ho determinato le seguenti
forme :
Megaìochts Desioi nov. sp.
» I)amesi Hoern. var, italica n. f.
» sp. alf. Damesi Hoern.
» Mojsvari Hoern. var. incisa Prech.
» ampezzamis Hoern.
Conclioclus cfr. inf raìiasicns Stopp.
DicerocardÀiini sp.
In questi sedimenti appartenenti al Petico è stato trovato in
gran copia il Conclioclus inf raliasicus ed altre forme interes¬
santi. L’una è la specie Megaloclus Bamesi Hoern. che finora è
conosciuta esclusivamente nel Petico e non è mai stata trovata
in Italia, l’ altra è il Megaloclus Mojsvari Hoern. var. incisa
Prech che finora è stata trovata solo sul Monte Tànnen (Alpi
Settentrionali).
Descrizioni delle specie*
Norico.
Megalodus complanatus Guemb, var. segestana Di Stef.
Tav, XI fig. 4.
1912. Megalodus complcuiatus Guemb. var. segestana Di Stef. :
La Dolomia Principale di Palermo p. 76, T. IX, fig.
13-15, Tav. XII, fig. 4.
1912. Meglodus seccoi Par. Passmuss: Siratig. und Tehtonik
der Alta Brianza p. 18. T. II, fig. 1-2.
1927. Neomegadolus complanatus Guemb. var. segestana Di Stef.
Desio: Faune triassiche ecc. d. Alpi Giulie Occid. p. 43,
tav. II, fig. 2 a, b.
1933. Megalodus complanatus Guemb. var. segestana Di Stef.
Ivutassy: Beitrag. z. Kenntn. d. Fauna d. ohertriad.
Hcmpdoloniit. « Poldtani Kozlony » Bd. LXIII.
234
A. KUTASSY
Un modello interno, raccolto a S. Maria del Monte, rapjDre-
senta questa varietà molto asimmetricamente sviluppata.
Il carattere principale della varietà è il margine posteriore
che ha decorso rettilineo e gli apici asimmetrici. Essi sono un
23o’ incurvati in avanti benché nell’ esemplare originale, l’ apice
della valva sinistra si j^ieghi in avanti e l’ ajoice della valva
destra jdìù 2>iccolo sia quasi diritto. L’area è limitata dall’orlo
facilmente visibile ed è leggermente impressa. E facile ricono¬
scere l’identità se confrontiamo i nostri esemplari con le figure
del Di Stefano e del Desio. Unica differenza è data dal maggiore
sjiessore degli esemjilari della Dolomia Principale di S. Maria del
Monte. Questa differenza è soltanto illusoria poiché fra le due
valve del nostro esemjDlare si trova della roccia estranea.
Ricordo qui la specie del fi/. Seccai Par. descritta dal Rass-
Muss e trovata nell’Alta Brianza. Ho esaminato questo esemplare,
che si conserva nel Museo di Berlino, ed anche dalla tavola del
lavoro non é jiossibile attribuirlo al fi/. Seccai Par., mentre in¬
vece rientra in questa s^iecie.
E incomjDrensibile come jDOSsa accadere un errore cosi grave
nella determinazione.
Anche Mariani (4) e Leuzinger (8) ricordano la sjDecie fi/.
Guemheìi Sto}!}), nella Dolomia Principiale di S. Maria del Monte.
Xon ho veduto questi esempilari . quando nel 1929 ho visitato i
musei italiani, ma credo che siano riferibili alla var. segestana
Di Stef. Arrischio questa affermazione pierché occupandomi da
molti anni di filegalodonti ho piotuto conoscere come alcuni autori
abbiano impiegato largamente il concetto di specie, e pierché, come
mostrano i documenti della mia monografia sui Megalodonti che
pier gravi circostanze non ho jiotuto ancora piubblicare, si possono
scambiare facilmente, con un esame supierficiale, le varietà del fi/e-
gaìadus camplanalii^ e quelle simili del Megaladiis Guemheìi.
Megalodus Seccoi Par.
Tav. XI fig. ò.
Letteratura fino al 1923. Diener Laìneìlihrancliiata triadica
« Fossilium Catalogus » I, piars 19, pag. 210.
Letteratura fino al 1932. Kutassy Lameìlibranchiata tnadica II
« Boss. Cat. » Part. 51, pag. 402,
su ALCUNI MEGALODUS ECO.
235
Due modelli interni della Dolomia Principale del Monte Tre
Croci rappresentano questa specie nota nella Dolomia Principale
delle Alpi Meridionali, degli Appennini, della Sicilia e dell’ Un¬
gheria. Benché gli apici siano molto arrotondati si può vedere
chiaramente la differenza fra P apice piccolo della valva destra e
r apice robusto e ricurvo della valva sinistra.
Si vede l’area molto arrotondata. Una più precisa corrispon¬
denza si osserva nella forma dei denti. In un esemplare il mar¬
gine delle due valve è rotto e si può vedere soltanto l’ impronta
dei denti sulla valva sinistra, e lo sviluppo doppio del dente
principale. Sull’ altro esemplare, conservato solo nella valva destra,
troviamo lo stesso sviluppo dei denti osservato sugli esemplari
originali di Bakony (Ungheria).
Megalodus sp.
Di due altri modelli interni provenienti da S. Maria del Monte
non è possibile stabilire la specie.
L’esemplare più piccolo possiede ambedue le valve e ricorda
il M. coìnplanatus var. serjestana Di Stef. ma lo sviluppo del¬
l’area è differente; nell’altro è conservata una sola valva che ras¬
somiglia a quella del M. tofanae Hoern. Non avendo potuto
isolare gli apici non sono in grado di attribuirlo a questa specie.
In ogni caso questi due esemplari dimostrano che si trovano
altre specie e spero che in base alle future raccolte potrò dare
delle determinazioni più. precise.
Retico.
Megalodus Desici nov. sp.
Tav. XI fig. I, 2, 3.
Questa specie si trova rappresentata da molti esemplari di
diverse dimensioni nei calcari del Monte Boscero e del Monte
Tre Croci.
I suoi, caratteri sono cosi diversi da quelli di ogni specie
sino ad ora conosciuta che senza dubbio dobbiamo ritenerla una
specie nuova. L’orlo posteriore è quasi dritto, e solo sull’apice si
incurva in avanti. L’ orlo inferiore è fortemente allungato e si va
236
A. KUTASSY
elevando a poco a poco nella parte anteriore. Crii apici sono di¬
ritti, appuntiti e non incurvati.
La lunula è molto elevata arrivando' a due terzi dell’ altezza
della conchiglia : è molto compressa, ma verso l’ estremità a poco
a poco si estende sui fianchi cosi da non rimanerne separata.
L’orlo dell’area ha un curioso sviluppo. L’area di ambedue le
valve è uguale, molto bassa e dritta. Xella maggiore parte degli
esemplari è ben visibile il decorso dell’ impronta paileale ; il ca¬
rattere principale si rivela nel suo sviluppo ed in quello del le¬
gamento muscolare che in nessuna altra specie finora conosciuta
è cosi interno e inseparato dai lati. Oltre a ciò si nota un altro
carattere e cioè le traccie del legamento muscolare posteriore cbe
non sono mai state osservate in alcun Megaìodiis eccetto un caso.
Su ciascun modello interno di M. Desiai si trova sul margine
posteriore l’impronta del ligamento muscolare. Questo consiste,
come si vede dalla figura, in fibre robuste correnti parallelamente
che frequentemente giungono sino ai due quinti dell’altezza della
conchiglia. Xella letteratura conosciamo un solo caso simile, nelle
figure e descrizione del M. Guemheli Stopp. del Guembel (2)
Tav. I, fig. 4, 5, 6 e tav. II, fig. 4, 5. Guembel accenna a queste
pieghe concentriche come appartenessero all’ ornamentazione della
conchiglia, mentre per me in base alla loro posizione , e sviluppo,
rappresentano le impronte del ligamento muscolare posteriore.
L'impronta del margine anteriore manca su alcuni esemplari.
Benché la cerniera sia molto sviluppata e conservata sulla maggiore
parte degli esemplari non possiamo vedere niente dei denti.
Dimensioni :
^Morite Tre
Croci
àloute
Boscero
I
1
II
III
Altezza :
6.8
5.8
8.2
cm.
11
cm.
»
7,8
6.8
9.5
»
11
»
»
4
3.1
4.8
»
9.5
»
Osservazioni. -
- Come
mostrano
le dimensioni
sopra date,
l’esemplare del Monte Boscero è molto robusto ed ha i fianchi
molto spessi, al contrario degli esemplari del M. Tre Croci, che
sono relativamente più depressi e più allungati. Ma se osserviamo
la differenza fra le dimensioni e principalmente se collochiamo
gli esemplari originali T uno accanto all’ altro possiamo vedere
come le forme più depresse siano state deformate : esse infatti
su ALCUNI MEGALODUS ECO.
237
dovevano essere in origine molto convesse come nell’esemplare
del Monte Boscero.
Se non conoscessimo queste forme di passaggio, avremmo do¬
vuto considerare l’ esemplare del Monte Boscero come una nuova
varietà.
Megalodus Damesi Hoern. var. italica n. f,
Tav. X fig. 2, 3.
Possiedo un solo esemplare raccolto nella Cava Cottini (Monte
Campo dei Fiori). Il modello interno ha forma allungata, orlo po¬
steriore quasi dritto, e si avvicina alla specie del M. Tofanae
Hoern., ma l’apice straordinariamente piccolo colla lunula molto
bassa, l’orlo anteriore molto alto e l’area stretta mostrano senza
dubbio i caratteri del M. Damesi Hoern.
B. Hoernes (3) nella sua monografìa ricorda che molti esem¬
plari si possono ritenere come forme di passaggio fra le due specie.
Ma su nessun modello il decorso del lato posteriore è cosi
diritto e perciò in base a questo carattere e ad altri come quello
dei fìancbi che sono relativamente più depressi e convessi, ri¬
tengo questa forma una nuova varietà.
Dopo una preparazione laboriosa sono riuscito ad isolare bene
il modello che debbo riferire senza dubbio alla specie del M,
Damesi Hoern.
Dimensioni'.
Altezza
cm. 5.5
Lunghezza
» 6.5
Spessore
» 4.2
Megalodus aff. Damesi Hoern.
Due modelli interni raccolti sul Monte Tre Croci, aventi
apici piccoli e lunula molto bassa, presentano molte afiinità con
questa specie ; la forma del modello interno ricorda la specie
sopra descritta e si differenzia per gli apici molto ricurvi e la
forma allungata.
Poiché gli esemplari sono molto incompleti non sono riuscito
a determinare la specie con sicurezza.
238
A. KL'TASSY
Megalodus Mojsvari Hoern. var. incisa Frech.
Tav. X. fig. 1
1904. Megalodus Mojsvari Hoern. var. incisa Frecli. Sene
Zicischaler Bahonyer. i^ag. 125, fig. 139.
E,. Hoerxes ha descritto il prototipo di questa specie che fu
trovato nelle Aljti Dolomitiche, sul massiccio del Sorapis, ed a
Cortina dXlmpezzo. Questa varietà era nota solo sulla montagna
di Tannen (Alpi Settentrionali). Il carattere principale della va¬
rietà consiste nella forma molto allungata della conchiglia e nella
lunula straordinariamente alta. Un esemplare raccolto nei calcari
del Monte Campo dei Fiori (Cava Cottini) rappresenta questa
varietà. L' altezza della lunula, molto allungata sulla valva sinistra
e r apice, ricostruito, mostrano una forma identica a quella della
figura del Frech. Un altro carattere di questa varietà, è lo spes¬
sore sottile in confronto con quello delle specie alfini : M. Tofanae
e M. anrpezzamus.
Un carattere particolarmente importante si rivela sul cardine
del nostro esemplare. Come si vede nella figura del cardine del
prototipo (Hoernes : Z\Ionogì\ der Gattung Meg. Tav. VII, fig. 3)
r apparato cardinale presenta una forma molto ridotta : su questo
modello esterno e sull’ apparato della valva destra, eh’ è molto
largo, non si trova che una lunga fossetta.
Sul nostro esemplare, eh’ è conservato solo nella valva si¬
nistra, si osserva una larga superficie cardinale, sulla quale si
trova solamente un dente lungo e dritto, che, in virtù della sua
situazione, corrisponde precisamente alla fossetta dentaria della
valva destra. In base a questi caratteri l’esemplare del Campo
dei Fiori è da ritenersi identico alla specie trovata nelle Alpi
Settentrionali.
Megalodus aff. ampezzanus Hoern.
Un solo esemplare rappresenta questa specie. Essa differisce
da quella sopra descritta per la forma più piatta e più larga ; la
sua lunula è molto ]dìù bassa e, comparata all’altezza, anche più
larga che nella forma precedente.
Tutti questi caratteri indicano specialmente il M. ampez¬
zanus. Ricorda questa specie anche per la forma molto incurvata
su ALCUNI MEGALODUS ECO.
239
degli apici ; unica differenza è che l’ apice del nostro esemplare è
piu piccolo e sembra più appuntito. Nella parte anteriore non è
rimasta che la parte superiore del cardine e cosi non si possono
vedere i denti.
Dicerocardium sp.
Unico frammento raccolto sul Monte Tre Croci. Rimane solo
la parte anteriore cordiforme, poco depressa ed appuntita. Questo
frammento assomiglia al Dicerocardium Gemellaroi Di Stef.
della Dolomia Principale di Palermo, (Di Stefano, La Dolomia
principale di Palermo pag. 90, tav. XVI, fig. 4, 5, Tav. XVII,
fig. 4, 5) che ha però le valve più gonfie e la parte anteriore più
depressa del nostro esemplare. La mancaza degli apici rende im¬
possibile la determinazione della specie. Data la forma della parte
anteriore, è probabile che il nostro esamplare rappresenti una
nuova specie. Questo potrà risultare dalla raccolta di nuovo ma¬
teriale.
Conchodus aff. infraliasicus Stopp.
Nel Retico del Monte Tre Croci Stoppani ricorda numerosi
esemplari di questa specie, ma nel materiale da me studiato non
ho trovato un esemplare ben conservato da poter identificare con
sicurezza con questa specie.
E probabile gli esemplari molto deformati della Cava Cottini
rappresentino questa specie colle loro robuste valve e con la
lunula molto bassa, benché lo sviluppo degli apici non sia del
tutto identico.
In base ai giudizi dello Stoppani possiamo ritenere certa la
presenza di questa specie sul Campo dei Fiori, anche se i nostri
esemplari siano di determinazione incerta.
BIBLIOGRAFIA
1) 1860-65 Stoppani: Palèontologie Lombarde IL Geologie et Paléonto-
logie des Couchés à Avicida contorta. Milano.
2) 1862 Guembel C.: Die Dachsteinbivcdve und ihre cdpinen Vertvand-
ten. « Sitzungsber. d. Akademie der Wissensch. » in Wien Bd. XV.
240 A. KUTASSY
8) 1880 Hoernes R. : Materialen zu einer Monogrrjpliie der Gattung
Megalodon. « Denkschrift. d. Akademie der Wissensch. » in
Wien Bd. XLTI,
4) 1904 Mariani E.: Appunti geologici sul secondario della Lomhardia
Occ. « Atti della Soc. Ital. di Se. Nat. » Voi. 40. ^Milano.
5) 1904 Eredi E. : Neue Zwischaler und Braelnopod. a. d. Bakonyer
Trias. « Resultate d. Wissenschaf. Erforsch. d. Balatonees. Pa-
leont. » Anhang. z. I. Teil. d. I. Bd. Budapest.
6) 1912 Di Stefano G. : La Dolomia principale dei dintorni di Palermo
e di Castellamare del Golfo {Trapani). « Paleontograpliia Ita¬
lica » Voi. XA^III. Pisa.
I) 1923 Diener C. : Lamellihrancliiata triadica. « Fossilium catalogus »
1. Animalia, Pars. 19.
8) 1926 Ijeuzinger P. : Geolog ische Beschr. des Aloni e Campo dei Fiori
und. d. Sedimentzone Luganersee Yadeuvia « Eclogae Geologicae
Helvetiae » Voi. XX.
9) 1927 Desio A.: Faune triassiche e giurassiche delle Alpi Giulie
Occid.. « Giornale di Geologia. Annali del Reg. Museo Geolog. di
Bologna » Serie 2, Voi. II.
10) 1931 Kutassy A.: Lamellihranclìiata triadica IL « Fòssilium Ca¬
talogus » 1. Animalia, Pars 51.
II) 1933 Kutassy A.: Beitrdge z. Kenntn. d. Fauna d. Norischen
Hauptdolonìites in TJngarn. « Foldtani Kozlony » Bd. LXIII.
Budapest.
I
\
1*' m
V-'
h ■
4i' à
A. KUTASSY - Su alcuni Megaloclus ecc.
Atti Soc. It. Se. Nat , Voi. LXXII, Tav. XI.
I
]
su ALCUNI MEGALODUS ECC.
241
Spiegazione delle Tavole.
Tav. X.
Fig. 1. Megalodus Mojsvari Hoern. var. incisa Frecli. Modello interno,
lato destro. Monte Campo dei Fiori-Cava Cottini (Varese) pag. 238.
Fig. 2. Mefialodus Damesi Hoern. var. italica. Modello interno, lato
desti*. Cava Cottini-Monte Campo dei Fiori (Varese) pag. 237.
Fig. -3. Megalodus Damesi Hoern. var. italica. Lo stesso modello in¬
terno dalla parte anteriore. Cava Cottini-Monte Campo dei Fiori
(Varese) pag. 237.
Tav. XI.
Fig. 1. Megalodus Desiai n. sp. ^lodello interno, dal lato destro. ÌMonte
Tre Croci (Varese) pag. 23.5.
Fig. 2. Megalodus Desiai n. sp. Lo stesso, dalla parte posteriore. Monte
Tre Croci (Varese) pag. 235.
Fig.- 3. Megalodus Desiai n. sp. Lo stesso, dalla regione cardinale. Monte
Tre Croci (Varese) pag. 235.
Fig. 4. Megalodus complanatus Giiemb. var. segestana Di Stef. Modello
interno dalla parte anteriore. S. Maria del Monte (Varese) pag. 233.
Fig. 5. Megalodus Seccai Par. Modello interno dal lato destro. Monte
Tre Croci (Varese) pag. 234.
Tutti i disegni sono in grandezza naturale.
Tutti gli esemplari studiati si trovano nelle collezioni del Museo
Civico di Storia Xaturale di ^Milano.
Prof. Giuseppe Scortecci
Conservatore al Museo Civico di Storia Naturale
DESCRIZIONE PRELIMINARE DI NUOVE SPECIE
E SOTTOSPECIE DEL GENERE PRISTURUS
DELLA SOMALIA ITALIANA
Pristurus migiurtinicus sp. n.
1 9* Dintorni di Render Cassini (Migiurtinia) G Sett. 1931.
Testa ovale, depressa, muso larghissimo, appiattito, lungo una
volta e tre quarti il diametro dell’orbita; fronte quasi piana, aper¬
tura auricolare ovale, obliqua, assai piccola. Narice compresa fra
la rostrale e tre placchette delle quali la superiore, che è la più
grande, è separata da quella del lato opposto da due granuli.
Gli arti posteriori stesi in avanti giungono pochissimo oltre
la apertura auricolare. Le lameRe sotto il quarto dito del piede
sono venti. Le unghie sono più lunghe delle squame slargate che
ricoprono la estremità delle dita. Le labiali superiori sono sei, le
inferiori cinque. Dietro la sinfisiale vi sono due placchette. Parti
superiori del corpo ricoperte di granuli giustapposti; più grandi
quelli della estremità del muso. Granuli delle parti inferiori più
grandi di quelli dorsali con spiccata tendenza ad embricarsi. La
coda è quasi rotonda in sezione e presenta nella parte superiore
una debolissima denticolazione la quale non si estende sul tronco.
L’esemplare misura min. 59 dei quali 31 spettano alla coda.
Colorazione delle parti superiori grigia verdastra scura, con
una striscia vertebrale rosata formata come da tante macchie ovali
fuse insieme. Ai lati di questa striscia si notano numerose e piccole
macchie nere ovali o tondeggianti talvolta fuse insieme a formare una
striscia. Lati del corpo con numerosissime e piccole macchie nere
irregolari di forma, ed altre di colore roseo. Sulla nuca, sulla
DESCRIZIONE PRELIMINARE DI NUOVE SPECIE ECC. 243
fronte e sul muso vi sono pure numerose macchiette nere e rosate,
disposte con abbastanza regolarità. Una sbarretta nera si parte
dalla estremità del muso, traversa gli occhi indi, volgendosi verso
l’alto e verso l’ interno, va a mettersi in contatto conia serie di
macchie rosate situate ai lati della striscia vertebrale.
Parti inferiori bianche con leggera intonazione azzurrognola
cosparse di macchiette grigio nere le quali sono più abbondanti
nella regione del petto e della gola.
Pristurus percristatus pseudoflavipunctatus sub. sp. n.
26 esemplari di Rocca Littorio, Garoe (Somalia centrale) Gardo,
Carini, Render Cassili (Migiurtinia) Luglio, Agosto, Settembre 1931.
La nuova sotto specie è intermedia fra P. ^percristatus e P.
flavipunctatus. Dalla prima si distingue per le minori proporzioni,
per la forma delle granulazioni delle parti ventrali, che sono co¬
stantemente coniche, per il minore sviluppo della cresta caudale
e dorsale. Della seconda si distingue, fra V altro, per la cresta
dorsale dei maschi che, se pure bassissima, giunge, quasi sempre
sino alla nuca.
Alla nuova sottospecie devono forse essere attribuiti tutti gli
esemplari della Somalia Italiana e Inglese oggi ritenuti come P.
■percristatus tipico.
SfS ^
L’esame dei numerosi Pristurus somali aventi la narice se¬
parata dalla placca rostrale, permette di stabilire quanto segue ;
Essi Pristurus di questo tipo possono essere suddivisi in due
gruppi; l’uno i cui rappresentanti hanno ‘le unghie più lunghe
delle squame slargate poste alla estremità delle dita ; 1’ altro i cui
rappresentanti hanno le unghie o eguali o più corte delle dette
squame.
Al primo gruppo spettano Pristurus crucifer crucifer (Vail.)
e P. crucifer laticephalus sub. sp. n. Al secondo gruppo invece
spetta, a mio parere, una sola specie P. phillipsi somaìicus Bou-
lenger e Parker risultante dalla fusione delle due specie P. pliil-
lipsi, e P. somaìicus.
244 G. SCORTECCI - DESCRIZIONE PRELIMINARE DI NUOVE SPECIE ECC.
Pristurus crucifer crucifer (del quale sono in possesso di
32 esemplari raccolti fra Dusa Mareb e Fer Fer, Rocca Littorio,
Garoe — Somalia centrale — Gardo, Candala, Hafun, Bender
Cassim — Miginrtinia — nel Luglio, Agosto, Settembre 1931)
verrebbe ad essere caratterizzato dalla snellezza ed agilità della
forma ; dalla coda lunga una volta e due terzi o una volta
e tre quarti il tronco e la testa; dalle dita lunghe e sottili; dagli
arti posteriori che stesi in avanti arrivano con la estremità delle
dita al bordo posteriore dell’ occhio o fra F occhio e il timpano ;
dalla testa stretta e allungata, larga al massimo quanto la distanza
che corre fra la narice ed un punto ideale situato medialmente fra
il foro auricolare e il bordo posteriore dell’occhio; dalle lamelle
sotto il quarto dito che sono da 18 a 24; dalla coda quasi rotonda
(in sezione) nelle femmine e ovale nei maschi e munita in questi
ultimi di una piccolissima cresta nella parte superiore e di una
dentellatura nella inferiore ; dalla colorazione (della quale verrà
detto nel lavoro di insieme sui PrlsturiLS somali) ed infine anche
dal modo di vita.
Pristurus crucifer iaticephalus sub. sp. n. (del quale sono
in possesso di 15 esemplari raccolti a Garoe — Somalia centrale
— a Gardo e Bender Cassim — Miginrtinia — nel Luglio, x4gosto,
Settembre 1931) verrebbe ad essere distinto da P. crucifer cru¬
cifer dalla minore lunghezza; dalia coda iiiù corta; dall’aspetto
molto più robusto e più tozzo; dagli arti più corti, dei quali quelli
posteriori stesi in avanti raggiungono solo il timpano ; dalle la¬
melle sotto il quarto dito del piede che oscillano da 19 a 21; dalla
testa grossa, alta, robusta, larga quanto la distanza che separa la
narice dalla apertura auricolare ; dalla colorazione ; dal modo di
vita.
Pristurus phillipsi somalicus Boulenger e Parker (del quale
sono in possesso di 47 esemplari raccolti a Rocca Littorio — So¬
malia media — Gardo, FI Donfar, Bender Cassim, Candala, Hafun
— Miginrtinia — nel Luglio, Agosto, Settembre 1931) specie
estremamente inquieta, verrebbe ad essere definita dai caratteri
dati per le due sjiecie, variabili però alcuni entro limiti ancora
più ampi. Di ciò verrà detto diffusamente nel lavoro di insieme.
Dott. Edgardo Moltoni
ELENCO DEGLI UCCELLI RACCOLTI DAL PROF. G.
SCORTECCI NELLA SOMALIA CENTRALE E SET¬
TENTRIONALE NEL 1931.
Il Prof. Giuseppe Scortecci del Museo Civico di St. Nat. di
Milano durante il Viaggio hi Somalia (^) intrapreso nel 1931
per interessamento di S. E. il Dott. G. Corni, allora Governatore
della Somalia, del Dott. Comm. Marco De Marchi, Presidente
della Società Italiana di Scienze Naturali e del Comune di Milano
ha riportato anche 105 uccelli appartenenti a 50 specie diverse
ed a 26 famiglie. Questi uccelli, uccisi e preparati da lui stesso,
apportano un ottimo contributo alla conoscenza ornitologica della
Somalia Italiana non ancora ben nota, specialmente per quanto
riguarda le zone centrale e settentrionale, toccate da ben pochi
naturalisti. Vennero donati, insieme a quanto il Prof. Scortecci
raccolse nel suo viaggio, al Museo Civico di Storia Naturale di
Milano ove sono conservati. Essi rappresentano' un materiale orni¬
tologico preziosissimo giacché nelle località toccate gli uccelli,
come del resto tutti gli altri animali, furono riscontrati non molto
abbondanti, sia come numero di -specie, sia come quantità di
individui della medesima specie. Povertà di fauna che caratte¬
rizza la zona esplorata e che è in netto contrasto con quanto si
conosce per la Somalia meridionale. Gli Uccelli furono catturati
tutti tra il mese di luglio e l’ ottobre del 1931.
Durante il viaggio vennero toccate le seguenti località però
solo da quelle della Somalia centrale e settentrionale furono ripor-
portati uccelli: Mogadiscio^ Maìiaddei^ Belet-ueii^ Fer-fer^
(1) Si vegga G. Scortecci, Natura. Rivista di Scienze Naturali, voi. XXII,
p. 1-30, 1932.
246
ED. MOLTONl
Diisa, Mareb^ Gallacaio (Rocca Littorio), Garoe^ Gardo^ Carirn^
Bender Cassini.
Soste più lunghe furono fatte a Gallacaio — zona piana a
boscaglia bassissima, rada, aridissima — a Garoe — zona lieve¬
mente collinosa a boscaglia del tipo di quella di Gallacaio e forse
ancora jiiù bassa ed arida — ; nei pressi di quest’ ultima località
scorre un uadi, il Garoe, nel quale in quasi tutte le epoche del-
l’ anno vi sono pozze di acqua. Anche a Gardo, nella Migiurtinia
vicino al confine con la Somalia Inglese il Prof. Scortecci si
fermò un po’ più a lungo. In queste località il terreno è collinoso,
accidentato e vi sono zone sia quasi assolutamente desertiche, sia
a boscaglia alta e fitta, altre invece sono a boscaglia del tipo di
quella di Garoe e di Gallacaio.
Da Gardo sono state fatte pure escursioni all’ Altipiano del
Sobl (semidesertico nella parte visitata), a Heibogan (gruppo di
grandi acacie ombrellifere circondato da pianura e colline semi¬
desertiche 0 a vegetazione rada e bassissima), ad Halalan —
monti Abalen — (quasi priva di vegetazione), a Cubo (zona di
bosco abbastanza fitto con grandi acacie ombrellifere e sottobosco
fitto, ove sono anche radure erbose) all’ Uadi Orgoble ier ed ueu
situati in valli fiancheggiate da colline quasi del tutto brulle ;
nel letto dei due uidian vi sono alberi talvolta abbastanza grandi
ed un po’ di vegetazione. A Carim, Oasi di palme in una ampia
valle situata nei monti Ahi Mascat, monti senza vegetazione o
quasi se si esclude l’ incenso, il Prof. Scortecci si fermò circa
due settimane dato che si tratta di Oasi ricca di acqua anche
corrente. Vennero fatte escursioni all’ uadi Aito (con acqua in
alcuni punti corrente in altri stagnante con rive a vegetazione
talvolta palustre), all’ uadi Carim Sareh, Badulle, Dambarre, si¬
mili all’ uadi citato precedentemente. Da Carim si portò pure al-
l’ oasi di Sugurè faunisticamente simile a quella di Carim ma più
piccola e con vegetazione più fitta. Altra gita a Bur Dagner
(monte delle scimie), località aridissima, fruttò la cattura di al¬
cune specie specialmente sull’ itinerario da Carim a Bur Dagner
ove si incontrano altre oasi con acqua. Lo Scortecci si recò pure
più volte sui monti aridissimi Uaki ove vegeta quasi unica pianta
quella dell’ incenso.
L’ultima sosta fu a Bender Cassini, sul mare, a boscaglia
bassissima arida.
ELENCO DEGLI UCCELLI RACCOLTI ECC.
247
Prima di elencare le specie riportate, molte delle quali es¬
sendo endemiche della Somalia non erano ancora rappresentate
nelle collezioni del nostro Museo — due o tre poi sono cosi rare
da non figurare neppure nelle collezioni ornitologiche più ricche,
pochissime escluse — mi è grato ringraziare pubblicamente il
Prof. G. Scortecci per le notizie comunicatemi per ogni singola
forma, per le non lievi fatiche sostenute e per le ore dedicate
alla caccia ed alla preparazione temporanea degli uccelli, che,
secondo mio consiglio, fu limitata espressamente alle specie più
piccole, che sono ancora oggi le meno conosciute e le più difficili
ad aversi.
P amiglia Ardeidae
Egretta garzella garzella (Linn.)
a) ■?, Garoe, 5-VIII-1931.
La ffarzetta fu incontrata oltre a Garoe anche in una delle
o
oasi che si trovano sull’itinerario Carim Bur Dagner.
Famiglia Falconidae
Aquila rapax raptor, Brehm
a) ?, Gardo, 20-VIII-1931.
Molto probabilmente si tratta di un individuo giovane a
livrea consunta essendo di colorito molto chiaro.
Si era nutrito di sterco umano e fu ucciso mentre era in
siesta su di una alta acacia.
Meìierax polioplerus^ Cab.
a) ?, Gardo, VIII-1931 ; iride gialla.
Si tratta di un’individuo giovane. Entro lo stomaco furono
rinvenuti residui di lepre.
E specie relativamente comune nella zona.
17
248
ED. MOLTONI
Famiglia Phasianidae
Pternistis leucoscepiis muhamed-ben-ahclullah, Eri.
a) Kiibo-Garclo, 20-YIII-19.S1 ; occhiaie e gola rosso-vermiglione,
collo giallo vivissimo.
Questo Pternistis è specie relativamente comune nella zona
di Kubo-Gardo. E^on fu visto mai dal Prof. Scortecci nelle altre
località della Somalia centrale e settentrionale da lui toccate.
Famiglia Charadriidae
Stephanihyx coronatus demisstis, Friedmann
a) ?, Dintorni di Gallacaio, 17-YII-1931.
ò) ?, Dintorni di Gallacaio, 17-YII-1931. •
c) ?, Gardo, 8-YIII-193] ; iride gialla.
Nell’individuo preso a Gardo furono rinvenuti semi nello stomaco.
E specie relativamente comune in tutta la Somalia centrale
e settentrionale e fa sentire il suo richiamo anche durante la notte.
Famiglia Scolopacidae
Actitis hypolencos (Linn.)
a) ?, Carim, l-IX-1931 ; iride nera.
h) ?, Carim, l-IX-1931 ; iride nera,
c) ‘C Carim, l-IX-1931 ; iride nera.
Nello stomaco degli individui su citati furono rinvenuti insetti.
Era abbondante nella zona di Carim intorno alle pozze degli
Uidian.
Famiglia Burhinidae
Burliinus capensis affimi (Rupp.) (i)
ni ?, Gallacaio, 21-YII-1931; iride gialla.
Questo individuo che aveva residui di insetti nello stomaco
fu catturato in zona a boscaglia rada aridissima a terreno ges¬
soso. Raro.
(1) Secondo A. C. Meinertzlia^en in Ibis, 192-1, pag’. 329 e seg’., la forma afjìilis
sarebbe sinonima di BurJiinus capensis maClllosus (Temm.).
ELENCO DEGLI UCCELLI RACCOLTI ECC.
249
ramiglia Columbidae
Gena capensis capensis (L.)
a) 9 5 Carim, 3-IX-1931 ; iride bruno-nera.
E specie comune in tutta la Somalia. Vive a piccoli bran-
cbetti. Gli individui uccisi avevano nel gozzo semi.
Famiglia Psittacidae
Poicephaìus rufiventris pccUidus, Someren
a) Kubo-Gardo, 26-Vni-1931 ; iride rosso-giallastra.
b) cT, juv., Kubo-Gardo, 26-VIII 1931 ; td. id..
c) 9? Kubo-Gardo, 26-VIII-1931 ; id. id..
Gli individui uccisi facevano parte di un branchetto che
stanziava in un bosco di acacie ombrellifere. Entro lo stomaco
avevano residui dei bacelli delle acacie.
Secondo le osservazioni del Prof. Scortecci questo pappagallo
è relativamente abbondante nella zona di Gardo, limitato però
alle località a bosco alto, non fu riscontrato in nessun altra zona
da lui toccata durante il viaggio.
Famiglia Coraciidae
Coracias naeviiis naevnis, Daud.
a) ?, Gardo (Kubo), 6-IV-1931 ; iride giallo-scura.
Xel ventriglio furono rinvenuti residui di insetti. Questo in¬
dividuo è di un colorito generale molto più lilla di due esemplari
di questa specie provenienti dall’eritrea e coi quali l’ho confrontato.
Individui di questa specie furono visti anche in zone a vege¬
tazione scarsissima e bassa, come a Uadi Orgoble, Uen e ler.
Famiglia Meropidae
Meìittopìiagus revoilii (Oust.)
a) y, Gallacaio, 18-AGII-1931 ; iride rossa.
b) f, Gallacaio, 18-VIII-1931 ; iride rossa.
250
ED. MOLTONI
c) ?, Dintorni di Gallacaio, lT-YIII-1931.
d) ? Garoe sul Garoe. 29-VII-19.S1 ; iride carnicina.
e) 9’ Gardo, ll-VIII-1931 ; iride rossa.
/) jiiv ?, Gardo, 14-YIII-1931 ; iride rossa.
g) ?, Gardo, 14-YIII-1931 ; iride rossa.
lì) ?, Gardo, id. id..
i) ?, Gardo, id. id..
l) ?, Bnr Dagner, 2-IX-1931 ; iride rossa.
Xel ventriglio dell’ esemplare di Garoe furono rinvenute
formiche mentre in quelli di Gardo insetti tranne nell’esemplare fj
nel cui ventriglio oltre ad insetti erano j)ure semi.
Questa Merope fu riscontrata comune nelle località citate ed
in altre della Somalia all’ infuori della stretta fascia costiera.
Era abbondante nella voragine del Mullah (zona di Gallacaio)
ove esisteva una colonia nidificante ben riconoscibile dai fori di
accesso ai nidi dai quali entravano e uscivano gli adulti.
Famiglia Bucerotidae
Lophoceros eri/throrhyaclms erytlirorliynchus (Temm.)
a) 9? Gallacaio, YIII-1931 ; iride marrone, parti nude del collo grigio-
azzurastre.
Xel gozzo di questa femmina vi erano insetti e semi. Fu
riscontrata pure a Gardo e nel tratto fra Gallacaio e Garoe (Haud).
Lophoceros flavirostris ffavirostris (Rupp.)
a) ■?, Orgoble-Gardo, YIII-1931; iride giallo-chiarissima.
Nel ventriglio vi erano semi.
Sembrava specie comune nel tratto Gallacaio Garoe (Haud).
Nel bosco di Kubo IGardo) ad alte e vecchie acacie ombrel¬
lifere questi due Bucerotidi erano forse gli uccelli più comuni.
Famiglia Upupidae
Upmpa epops somaìiensis. Salvili
a) ?, Pianoro siilbUadi Orgolile, 22-YIII-1931 ; iride bruno nera.
Nel ventriglio aveva residui di insetti e fu 1’ unico individuo
incontrato.
ELENCO DEGLI UCCELLI RACCOLTI ECC.
251
ramiglia Phoeniculidae
Rhinopomastus minor minor (Rùpp.)
a) $, Gardo, 9-VIII-1931.
h) ?, Gardo, lO-VIII-193].
Questa specie venne riscontrata solo a Gardo, preferiva la
zona di bosco fitto, ove era relativamente cornane.
Famiglia Caprimulgidae
Caprimidgiis nubicns nubicus^ Phillips
a) 9 7 Orgoble-Gardo, 22-VIII-1931 ; occhi neri.
Nel ventriglio vi erano insetti. Il nome locale è Ano yner.
Fu l’ unico individuo incontrato nella Somalia centrale e
settentrionale.
Famiglia Coliidae
Colius macrourns macrourns (Linn.)
a) 9? Gallacaio, 20-VIII-1931 ; iride bruno-rossa.
Questo colio sembra specie rara nella zona poiché il Prof.
Scortecci lo vide solo due volte.
Famiglia Picidae
Campethera niibica pallida (Sharpe)
a) 9? Gardo, 16-YIII-1931 ; iride rossa.
Nello stomaco aveva termiti e coleotteri.
Questa femmina è un po’ i^iù scura superiormente di altri
individui di questa specie, pure presi nella Somalia Italiana, che
ho presenti : ha inoltre inferiormente un maggior numero di
macchie.
252
ED. MOLTONI
Bendroincus ftiscescens ìiempricliii (Ehr.)
«) 9’ Grardo, 9-VnT-193l.
h) $, Orgol)le-Gardo, 17-V1II-1931 ; iride rossa.
E specie relativamente comune nella zona.
E ami glia Alaudidae
Mirafra gilletti, Sharpe
a) 9? Heibogan (Gardo), 15-VIII-1931.
Aìaemon liamertoni liamertoni^ Witherby
a) ?, Gallacaio, 18-VII-1931.
h) ?, Voragine del Mullah (Gallacaio), 19-VII-1931 ; iride marrone.
Si tratta di due individui che hanno ancora alcune penne
delle ali e della coda non completamente formate e possono es¬
sere considerati come due giovani tanto più che le dimensioni
sono un poco minori di quelle caratteristiche degli adulti di
questa specie.
Secondo quanto mi disse a voce il Prof. Scortecci questo
Aìaemon. è relativamente abbondante nella zona di Gallacaio;
corre veloce sul terreno e spicca il volo di rado.
Ammomanes, deserti aìieìeyi^ Elliot
a) Heibogan (Gardo), I5-Vn]-1931; iride marrone-scura.
h) 9’ Gfaroe, 31 -VI 1-1 931 ; iride marrone scura,
c) 9’ Monti Uakl (Carini). 4-IX-1931 ; iride marrone.
L’ individuo maschio aveva nel ventriglio semi ed insetti,
mentre la femmina di Garoe solo semi.
Furono catturati in zone desertiche.
Gaìerida thePdae eììioti, Hartert
a) ?, Gallacaio, 18-VII-1931.
Questa cappellaccia è relativamente comune nella zona di
Gallacaio.
ELE^XO DEGLI UCCELLI RACCOLTI ECC.
253
Pseicdalaemon fremantìii fremantlii (Pliill.)
a) (/’j Gardo, 8-VIII-1931 ; iride giallo-marrone.
h) ?, Gardo, 8-V11I-1931 ; iride giallo-marrone.
Nel ventriglio di ambedue gli esemplari furono rinvenuti
semi. Ye ne erano diversi individui nella zona.
Eremo'pteryx nigriceps melanauclien (Cab.)
a) ?, Gallacaio, 25-YI1-1931.
S23ecie comune intorno alle cajianne nelle zone di Gallacaio,
Garoe e Bender Cassim.
Famiglia Pycnonotìdae
Pycnonotus dodsoni. Sharjie
a) juv. ?, Gallacaio, 19-Y11-1931.
h) juv.^ Garoe sul Xogal, 29-Y1I-1931; iride marrone-scura.
c) ?, Gardo, lO-Ylll-1931.
f?). ?, Rubo, 20-Y1I1-1931 ; iride bruna,
e) ?, Rubo, 20-Y111-193Ì ; iride bruna.
f) cf? Carini, 3-1X-1931 ; iride marrone.
Il giovane di Garoe aveva nel ventriglio frutti di sicomoro,
quelli di Rubo semi, il maschio di Carim insetti.
Il Picnonoto di Dodson abitava sia la zona semidesertica,
sia quella a boscaglia fitta.
L’individuo a è 2>iù. chiaro e più piccolo degli altri, forse è
un giovane ; l’individuo h è un giovane ed ha il becco molto più
piccolo e la livrea molto più chiara degli altri cosi pure è del
nero del capo.
Famiglia Muscicapidae
Bradornis griseus griseus^ Rchw.
a) Beira (Rm, 25 da Gallacaio), 23-YII-1931 ; iride marrone-scura.
h) ?, Beira, 23-YII-1931 ; iride marrone-scura.
c) §, Gardo, 6-V1II-1931 ; iride bruna.
d) (f, Gardo, 15-YI1I-I931 ; iride bruna.
254
ED. MOLTONI
Gli individui di Beira si erano nutriti di semi ed insetti,
mentre in quelli di Gardo fu riscontrato die uno si era nutrito
solo di semi e l’altro solo di insetti.
Questo muscicapide era comune sugli alberi.
Gli esemplari di Gardo hanno le parti inferiori del corpo un
po’ più tendenti al color isabella in confronto di quelli di Beira
e sono anche di dimensioni un po’ maggiori di questi ultimi, con
tutto questo credo debbano appartenere alla medesima forma
benché le località, distino tra loro circa quattrocento Km.
Batis orientali^, Ideila (Elliot)
«) Orgoble-Gardo, 17-VIII-1931 ; iride giallo-viva.
Xel ventriglio vi erano insetti e semi. E specie piuttosto
rara nella zona.
Famiglia Turdidae
Oenanthe pliiUvpsi (Shelley)
a) ?, Gallacaio, 20-YII-1931 ; iride bruno-nera.
h) ?■) Garoe, 29-VII-1931 ; iride bruno-marrone,
c) ?, Heibogan Gardo, 18-YIII-1931 ; iride bruno-marrone.
L’ individuo b) aveva nel ventriglio solo semi, mentre il c)
semi ed insetti.
Questa specie era comune nelle località sopra scritte.
Cercomeìa scotocerca spectatrix^ S. Clarke.
^0 d'i Sugurè, Oasi ai piedi dell’ Ahi Medoh (Carini), T-IX-1933 ; iride
marrone-scura.
Nel ventriglio aveva insetti.
Queste maschio è il quarto individuo della specie che si
conosca.
Il tipo • fu catturato nei pressi di Las Khorri (Las Gore)
nella Somalia Inglese a circa 250 miglia ad Est di Berbera da
G. E. Archer, gli altri due invece furono presi dallo stesso
signor Archer a Bihendula a 20 miglia a S S E di Berbera.
L’individuo riportato dal Prof. Scortecci ha le dimensioni
leggermente superiori a quelle del tipo che è pure un maschio ;
ala mm. 85 : coda 57 : becco 16 ; tarso 28.
/ / j
ELENCO DEGLI UCCELLI RACCOLTI ECC,
255
Famiglia Sylviidae
Caìamonastes simplex simplex (Cab.)
a) ?, Gallacaio, 20-V1I-1931 ; iride marrone,
h) ?, Kiibo (Gardo), 20-yiII-1931 ; iride giallo-marrone.
Nel ventriglio avevano residui di insetti.
E specie relativamente comune nelle due località sopra citate.
Eremomela griseoflava flavicrissalis^ Sharpe
a) ?, Gallacaio, 20-V1I-1931 ; iride bruno-nera.
Data la lunghezza dell’ala di questo individuo, mm. 46, non
credo debba appartenere alla forma della Somalia Inglese {Ere¬
momela griseoflava archeri^ Bannermann).
«
Cisticola cinereola cinereola^ Salvadori
a) ■?, Gardo, 9-V11I-1931.
h) ■?, Gardo, 9-YI11-1931 ; iride gialla.
L’individuo a) aveva nel ventriglio residui di bacche mentre
l’altro semi ed insetti.
E specie non molto rara in quel di Gardo.
Prinia somalica somalica (Elliot)
a) ?, Dintorni di Gallacaio, 17-Y11-1931.
Famiglia Dicruridae *
Dicrurus adsirnilis divaricatus (Liclit.).
a) Gardo, 8-YÌII-1931 ; iride rosso-bruna.
h) cf, Kubo-Gardo, 26-Y1II-193 1 . iride rosso-bruna.
L’individuo di Gardo aveva nel ventriglio semi ed insetti.
Questo dicruride è molto comune nelle zone di Gardo e di
Gallacaio nelle boscaglie più fitte e rigogliose.
256
ED. MOLTONI
Famiglia Laniidae
Lanini minor ^ Gmel,
a) ?, Carini, 5-IX-1931 ; iride marroue-sciira
Nel ventriglio aveva insetti.
Si tratta di nn giovane nel primo abito invernale come
quello cbe è raffigurato nel Dresser in Birds of Euro'pa,
Lanius cuitinorii ariiinorii^ Salvadori
o) Gallacaio. 21-VII-1931 ; iride marrroue-sciiro.
h) ?, Gallacaio, 22-YI 1-1931 ; iride marrone-scuro.
c) 9, Gardo, lO-VIII-1931 ; id. id.
d) 9i Gardo, 1 l-VIII-193 1 ; id. id.
e) ■?, Bill’ Dagiier (Gardo), 2-1X-1931 ; iride nera.
Nel ventriglio degli individui ò) e c) furono trovati residui
di semi ed insetti, mentre in quello di d) solo insetti.
L’ esemplare di Bur Dagner differisce dagli altri per avere
qualche piuma brunastra in mezzo al nero delle parti superiori
in modo speciale sulle redini e sulla fronte, sono pure nero-bru-
nastre alcune delle remiganti e le timoniere (laterali escluse).
Sono propenso a considerarlo come un individuo giovane in muta.
Questa specie di averla è relativamente comune nelle zone
di Gallacaio, Gardo, Carini ed in altre della Somalia.
Tchagra j arnesi } arnesi, (Shelley)
a) 9? Heibogaii, Gardo, 18-VI1I-1931.
Nel ventriglio aveva residui di insetti e di semi.
Rh od oidio nens cruentus liiìgerti (Neum.ì
a) (f’, Gardo, 8-VI1I-1931.
h) ^?, Gardo, 13-YI11-1931.
c) 9, Gardo, 13-YI1I-1931.
d) (ffi, Heibogaii, Gardo, 18-YIII-1931 ; iride bruiio-marroue.
Nel ventriglio furono rinvenuti residui di semi ed insetti, op¬
pure solo semi o solo insetti.
ELENCO DEGLI UCCELLI RACCOLTI ECC. 257
Unico esemplare che presenta il collare nero è la femmina
presa a Gardo.
Questo laniide fu avvistato dal Prof. Scortecci soltanto nella
zona di Gardo ove se ne stava sempre infrascato nei cespugli
più fitti.
Famiglia Sturnidae
Cosmopsarits regius regius^ Peichw.
a) Gallacaio, 21 -VI 1-1931 ; iride grigio-marrone.
Si tratta di un individuo in abito da giovane.
Questa specie nella zona di Gallacaio fu vista non con ecces¬
siva frequenza e sempre in piccoli gruppi.
Onycìiognatìms hìytìiii (Hartl.)
a) 9 5 Carim, l-lX-1931 ; iride rosso-bruna.
h) cf, Carim, 5-1X-1931 ; iride rosso-bruna.
L’individuo femmina aveva nel ventriglio soltanto semi,
mentre quello maschio, che mi pare un giovane, semi ed insetti.
L’ Onychognathus hìytìiii fu rinvenuto dal Prof. Scortecci
esclusivamente nell’ Oasi di Carim ed in quelle vicine. Viveva a
brancbetti numerosi sulle palme più alte.
Spreo alhicapillus^ Blytb
a) ?, Gallacaio, 25-Vn-1931; iride bianco-gialliccio-cbiarissima.
h) ?, Gardo, 23-V111-1931 ; id. id.
Nel ventriglio dell’individuo di Gallacaio furono rinvenuti
semi mentre in quello di Gardo insetti.
Nelle zone su citate ve ne erano diversi individui sempre a
brancbetti ed ove la boscaglia era abbastanza fitta.
Spreo superhus (Riipp.)
Ci) 9? Cardo, 6-VII1-1931 ; iride color avorio.
h) ?, Gardo, 8-VI1I-1931; iride grigio-verdastra a margini scuri.
c) cf? Cardo, 13-V111-1931 ; iride giallino-cbiara.
258
ED. MOLTONl
Nei ventrigli erano residui di semi ed insetti tranne che in
quello della femmina che conteneva solo semi,
L’ individuo catturato 1’ 8 agosto è in abito di giovane e cioè
presenta i colori metallici delle piume meno pronunciati.
Nella zona di Gardo questo Spreo è l’uccello più comune,
vive a branchi di anche 20-30 individui, si porta con frequenza
pure in vicinanza delle abitazioni.
Famiglia Nectariniidae
Hedydipna metallica^ (Licht.)
a) ‘0 Orgoble-Gardo, 17-VIII-1931 ; iride bruno-nera.
Nel ventriglio aveva residui di semi.
Si tratta di un individuo in abito di maschio giocane.
Cinnyris liahessinicus hahessinicus (Hempr. et Ehr.)
a) cf, Gardo, 9-V III- 1931.
ò) (f’, Gardo, 13-V11I-1931 ; iride bruno-nera.
e) (f, juv.^ Gardo, 13-VI1I-1931 ; iride bruno-nera.
d) cf? Orgoble-Gardo; 17-V11I-1931 ; id. id.
e) cf. Carini, 3-1X-1931.
f) $, Gardo, 13-VIII-1931 ; iride bruno-nera.
g) 9? Orgoble-Gardo, 17-VIII-1931 ; iride bruno-nera.
Nel ventriglio dei diversi individui furono rinvenuti insetti,
tranne in quello della femmina fj in cui vi era una miscela gialla
ed in quello della temmina g) che conteneva insetti e semini.
Questa specie era comune nelle località sopra elencate e si
tratteneva quasi sempre sulle acacie.
Sui monti ove hanno origine i due uidian Orgoble Uen e
Orgoble ler, secondo quanto scrive il Prof. Scortecci (op. cit.) le
nettarinie erano relativamente abbondanti nel profondo delle valli.
Ciangris alhiventris (Strickl.)
a) cf? Beira (Gallacaio), 23-VII-1931 ; iride bruno-scura.
Si tratta di un individuo maschio che non ha ancora rivestito
completamente l’ abito di adulto ; manca pure della colorazione
rossa prima della macchia gialla pettorale.
ELENCO DEGLI UCCELLI RACCOLTI ECC.
Famiglia Ploceidae
Dinemellia dinemeìli dinemelli (Riipp.)
a) ?, Voragine del Miillali, Gallacaio, 19-VII-1931 ; iride bruna.
5) ?, Gallacaio, 19-V1I-1931.
c) Gardo, 18-V1II-1931 ; iride bruno-ardesia.
Xel ventriglio insetti e semi.
E specie comune e vive a branchetti.
Passer castcuiopterus^ Blytb ?
a) ?, Gallacaio, 22-VII-1931 ; iride marrone-scura.
Xel gozzo aveva semi.
Si tratta di un individuo in abito di giovane femmina, io
credo, che ascrivo con dubbio a questa specie perchè manco di
confronti. La lunghezza totale è di 125 mm. ; ala 67; becco 11;
tarso 17.
All’ ingrosso assomiglia alle femmine del Passero domestico
soltanto che è superiormente più chiaro, in modo speciale sul
sopraccoda e groppone, ed inferiormente pure più chiaro e con
sfumature giallastre ; le piume ascellari sono molto più chiare
quasi bianche ; le cuopritrici superiori delle ali hanno residui di
quel colore castano, caratteristico dei maschi, che ha dato il
nome specifico a questo passero e che ben si vede riprodotto nella
tavola XXYII del The Birds of Africa di Shelley.
Superiormente si avvicina coinè colore alle femmine del
Passer hispaniolensis.
Gymnoris pyrgita reiclienoici^ Zedl.
a) ?, Gallacaio, 18-Vl 1-1931.
h) 9? Gardo, 8-Vl 1 1-1931 ; iride bruno-marrone.
c) Q , Carim, 3-1X-1931 ; iride bruno-marrone.
Xel gozzo furono rinvenuti semi.
Crediamo che questi tre individui di Gymnoris pyrgita
debbano appartenere alla forma reiclienoioi per la colorazione
generale del piumaggio e le dimensioni.
E specie relativamente comune nelle località sopra citate.
260
ED. MOLTOXI
Ploceus gaìhula^ Etipp.
a) ?, Gallacaio, 20-VII-1931 ; iride bruna con centro biancastro.
Si tratta di un individuo in abito di femmina.
E specie relativamente comune.
Jililano, Museo Civico di Storia Maturale^ dicembre 1933-XII.
Sunto. — Sono studiati gli uccelli riportati dal Adaggio in Somalia
intrapreso nel 1931 dal Prof, Giuseppe Scortecci e da lui donati al
Museo di Storia Naturale di Milano. Uccelli piuttosto rari apparte¬
nenti a 50 specie diverse delle regioni settentrionali e centrale fau¬
nisticamente poco note.
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264 ED. MOLTOXI
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(Anhang).
Journ. Orn., pp. 90-92.
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ost-Africa ».
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il comando del Capitano C. Citerni (Eccelli).
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266 ED. MOLTOXI
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fornis from ^omaliland\
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yògel'].
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97. 1920. .M. -Praed [Five new races of African FroMColins\.
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98. 1920. Y AN SoMEREN, Anaplectes jubaensis,
Bull. Brit. Orn. Gl., XL, p. 94.
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Proc. N. Engl. Zobl. GL, X, pp. 91-97.
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ELENCO DEGLI UCCELLI RACCOLTI ECC. 267
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xandrimis .
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113. 1928. Neunzig II., Beitràge zur Kenntnis der Ploceiden VI. Neue
Rassen.
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114. 1929. Grote H., Neue tropiscìiafrikanische Formen.
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115. 1929. Neumann 0., Ueher die Formenkreis des Charadrius alecr.an-
drinus.
Novit. zool., 35, pp. 212-216.
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Occ. Pap. Boston Soc. Nat. Hist., Voi. V, pp. 427-428.
118. 1931. Van Someren, New races of Birds from Eastern Africa.
Journ. E. Afr. Uganda N. H. Soc., no 37, pp. 193-197.
119. 1932. V’^AN Someren, Birds of Kenya aiid Uganda, heing addenda
and corrigenda to my previous paper in Novitates zoo¬
log icae XXIX, 1922.
Nov. Zool., XXXVII. pp. 252-380. •
120. 1933. Mackworth-Praed et Grant C. H. B., Systematic Notes on
East Africaìi Birds.
Ibis, p. 751 .
Dr. Paola Manfredi
DOLISTENUS MENOZZII X. SP. DELLA EAMIGLIA PLA-
TYDESMIDAE (MIRIAPODI COLOBOGXATI) : E ALTRI
MIRIAPODI DELLA CALABRIA.
Il sig. C. Menozzi, del Laboratorio Entomologico di Chiavari,
ebbe la cortesia di inviarmi alcuni Miriapodi da lui raccolti,
anni fa, a Sambiase di Calabria.
Dopo le collezioni di Cavanna e di Eanzago, illustrate dal
Eanzago stesso nel 1874 e 1875, non mi consta che la fauna
calabra sia stata oggetto di altre ricerche.
L’ elenco delle specie che il Eanzago, in 2 successivi lavori,
cita per la Calabria è il seguente :
Glomeris giittata Risso (^)
Polvdesmiis complanatus Latr. (~).
P. parvnlus n. sp. (-ì
Strongylosoma pallipes Brandt (-)
Craspedosoma AVagae Gerv. {^)
Dolisteuns Savii Fauz. (2)
Piestodesmus pallidns u. sp. (~)
Lysiopetalnm foetidissimum Savi (~)
L. cariiiatiim Brandt. (2)
Jiilns neinoreiisis Koch (^)
J. terrestris L. (~)
J, al])ipes Koch. (~)
J. sabnlosns L.
J. Boleti Koch
J. pnnctatus Leach (-)
J. londinensis Leach (~)
yxeniis lagurns Latr.
Scutigera longipes Lam.
Lithobins fasciatns Newp. (C
L. Targionii n. sp. (M
L. forcipatns De Geer (^)
L. grossipes Koch (~)
L. montanus Koch ('-)
Scolopendra Hispanica Newp. (2)
Crvptops Savignvi Leach (^)
Geophilns electricus Koch (2)
G. maxillaris P. Gerv. (-)
G. Cavaunae n. sp. (-)
G. proximns Koch (~)
G. laevipes Koch (~)
G. longicornis Leach (2)
G. pnnctiventris Ne^vp.
G. crassipes Koch (~)
(1) Fanzago F. I Chilopodi italiani. Atti Soc. Veneto-Trentina di Scienze Natu¬
rali. Padova V. Ili f. 1. 1874.
(2) Fanzago F. Miriapodi della Calabria, ibid. V. IV. fase. 1, 1875.
D0L1STENUS MENOZZII N. SP. ECO.
269
Le specie da me determinate sono :
Chilopodi
Botìiropolys fasciatiis Newp. = Litliohius f. Newp.)
B. eìongatus Newp. subsp. calahriis subsp. n.
Scolo'pendra cingulata Latr.
Se. dalmatica Koch
llimaniariiim gabrielis L.
Clino'podes flaviclns escherichiì Verh.
Chaetechelyne vesuviana Newp.
Diplopodi
Doìistenus Menozzii sp. n,
Bothropoìys eìongatus Newp. calabrus subsp. n.
1 raccolto da C. Menozzi a Sambiase di Calabria.
Lungh. mm. 24 ; larghezza al 10'* tergite min. 3.
Colorazione come la subsp. alpinus Brolemann (L, con testa
e tergiti anteriori fortemente punteggiati.
Capo più largo del 10'* tergite ; antenne spezzate al 40'’-42'*
articolo (tuttavia la loro lunghezza — di mm. 13 — supera già
la metà del corpo). Ocelli non molto numerosi, disposti in file
irregolari.
Coxosterno come nella subsp. alpinus^ con 9-^9 piccoli
denti. Femore con punteggiature fitte ed evidenti.
Tergiti come alpinus.
Pori coxali ineguali, mediocri e piccoli, in molte file e
molto numerosi (20-30).
La spinulazione delle zampe differisce un po’ da quella di
alpinus., riportata da Brolemann op. cit. ;
p.
A. tr. P.
F.
T.
A. tr. P.
F.
T.
IV.
— — a m p
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a m p D:
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3
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— — a m p
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a-p
(1) Brolemann H. W. Élenients d’uiie Faune des Myriapodes de France — Imp.
Toulousaine — 1930.
270 P. MANFREDI
p.
A.
tr.
P.
P.
T.
A.
tr.
P.
P.
T.
4
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14
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--P
15
a
m
a in p
a m -
a - -
a
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a m p
--P
—
A B
Fig. 1. — BotJiropolis elongatus calabrus cf-
A • zampa sinistra del 14® paio ; prefeniore.
B - zampa sinistra del 15® paio ; prefemore.
La formula, secondo Ribaut, è dunque :
in F
p P
a T
in T
p T
15
14
15
13
14
0
15
13
0
14
V
D
15
13
f
DOLISTEMUS MENOZZII N. SP. ECO.
271
e differisce ben poco (solo in V in T e V p T) da quella di
B. eìongatus aìpinus.
Le differenze più notevoli si rilevano nelle zampe del 14" e
15" paio del .
Zampe del 14" paio : il prefemore è conformato come nella
subsp. corsictts Leger Dubosq ; ossia compresso lateralmente e
rigonfiato a clava verso l’ estremo distale ; quivi però, in luogo
di un pennello di peli, reca un cuscinetto peloso poco sporgente,
stretto ed allungato (fig. 1 A). La D p P è normale e diritta,
anziché uncinata, come in corsicus.
Zampe del 15'^ paio : prefemore esile nella parte prossimale;
rigonfiato a circa della lunghezza con un cuscinetto sporgente,
finemente peloso (fig. 1 B).
Le spine D a m p P sono normali : non vi è — come si nota
in aìpinus — nessun pennello di peli presso la spina posteriore.
Le zampe del 15" paio sono molto lunghe, più della metà della
lunghezza del corpo.
* I rapporti di lunghezza sono; femore — capo 97"/^ ; tibia — capo
113"/o ; tarso — capo tarso — femore 114"/^,. Il prefeinore
è di pochissimo più corto del femore ; e questo è più corto della
tibia e del tarso, che sono quasi uguali.
O sconosciuta.
Clinopodes fìavidiis escherichii Verh.
Ascrivo a questa specie 2 esemplari, un ^ ed una 9 5 re¬
tando però che il colore è olivastro scuro ; e che sul quartultimo
sternite i pori sono riuniti in un campo subtriangolare, che non
giunge a della lunghezza dello sternite stesso.
A quanto mi consta, questa subspecies non era ancora stata
osservata in Italia ; il suo habitat si estende alla Albania, Dal¬
mazia, Montenegro, Scutari, Anatolia, Caucaso, Siria, ecc.
Bolisteniis Menozzii n. sp.
1 raccolto a Sambiase di Calabria, nel maggio 1920.
Lungh. mm. 26 ; largh. mm. 1.
Numero dei semiti 71.
Colore giallo, soffuso di bruno.
Capo triangolare, privo di ocelli, sparso di molti peli assai
fini. Antenne brevi, di 7 articoli, di cui i primi 5 e l’ultimo sono
272
P. MANFREDI
subeguali, il VI è più lungo e grosso: quattro brevi coni, recanti
ognuno una spina, all’ apice dell’ antenna, rappresentano l’ Vili
articolo. Articoli V e VI muniti di clave sen¬
sitive (fìg. 2).
Il labbro è finemente peloso, e presenta
una breve, ma netta incisura mediana nel
margine anteriore.
Mascelle lunghe : la divisione in due
articoli non è molto evidente. L’ articolo pros¬
simale non è in alcun modo differenziato a
formare le gitcuicie. L’articolo distale è ab¬
bastanza complesso (assai più che nel congenere D. savii Fanz.,
almeno stando alla descrizione e figura di Berlese (^)), e vi si
può riconoscere (fig. 3) il pezzo basale (b) e il pezzo intermedio (in)
Fig. 2. — DoUstenus
Menozzii. Antenna.
SU cui si articola il robusto dente principale (dp) ; il dente in¬
terno (di) è fiancheggiato da tre denti minori. Accanto a questi
una porzione finemente increspasta e dentellata ( 1 ) jmò conside-
(1) Behlesk a. Acari, Myriopoda et Scorpìoms hucusque in Italia reperta.
Patavii, 1881. Fase. Vili, N. 2.
DOLISTENUS MENOZZII N. SP. ECO.
27B
rarsi come il pezzo lamellare delle mascelle dei Diplopodi Chilo-
gnati. Anche la piastra masticatoria è accennata, in modo rudi¬
mentale, da alcuni dentini nel margine interno della piastra ba¬
sale (m).
Il gnatochilario (fig. 4) è simile a quello di T). savii Fanz.,
figurato da Berlese (op. cit.) e da Verhoeff (i) ; però presso l’apice
degli stipiti si osservano da ogni lato due sottili appendici cilin¬
driche, con setole finissime, che credo si possano considerare equi¬
valenti ai palpi del gnatochilario delle forme più evolute. Il pro-
mentum è rudimentale, e la sua punta non sporge (come nella
fig. 8 di Berlese, op. cit.) fra le due lamelle linguali.
Fig. 4. — Dolistenus Menozzi.
Gnatochilario.
Fig. 5. — Dolistenus Menozzn.
Gonopodio anteriore.
Tergite I ellittico, senza solco mediano, nè carene laterali. I
seguenti sono provvisti di solco mediano e di carene poco spor¬
genti e alquanto rigonfie, a margine laterale intero. L’angolo an¬
teriore è arrotondato, e il posteriore pure ; solo nella metà poste¬
riore del corpo, questo angolo si fa lievemente sporgente. Tutta
la superficie è coperta di peli minuti e fitti, ed è priva di tubercoli.
Zampe brevi, esili, fragili. La fine espansione vitrea osservata
da Verhoeff (op. cit.) all’estremità dell’unghia delle zampe IV-
(1) Vekhoefk k. Beitràge zur Kenntuiss valadrìitisclier Mifriovoden. VII.
Aufs. Deber Diplopoden aus QriecJiland. Zool. Jalirb. XIII, 1900. (p. 172-204).
274
P. MANFREDI
Vili del manca nella nuova specie, fino al VI paio ; e si
osserva sull’ Vili (del VII non posso dir nulla, perchè entrambe
le zampine erano andate perdute ).
I gonopodi anteriori (fig, 5), molto ricchi di setole, appaiono
indistintamente articolati, e sembrano incavati a cucchiaio presso
la estremità. I posteriori (fig. 6) diffe¬
riscono da quelli di I). savii Fanz.
perchè, anziché terminare, come chia¬
ramente si riconosce nella fig. 10 di
Berlese (op. cit.), con 2 appendici di-
gitiformi che si incrociano, presentano
l’ultima j)oi'zione cilindrica alla base,
e divergente all’ apice in 3 rami di¬
stinti.
9 sconosciuta.
Fig. 6. — DoListenus Menozzn.
Gonopodio posteriore.
Dolistenus Savii Fanz. e D. Menozzii mihi sono le sole specie
sinora note del genere. Nel lavoro citato più sopra, Verhoeff
mette in dubbio la identità degli esemplari da lui raccolti in
Grecia (Monte Ithome, Messenia) con quelli di Calabria, senza
tuttavia precisare i caratteri che gli suggeriscono tale dubbio.
Sarebbe interessante conoscere la struttura delle mascelle
degli esemplari greci, giacché è particolarmente notevole il fatto
che, mentre le mascelle hanno una struttura quasi uniforme in
tutto il gruppo dei Diplopoda Eugnatha, fra i Colobognatha si
possano rilevare in questo organo delle differenze specifiche, quasi
più rilevanti di quelle dei gonopodi.
Il gen. Dolisiemis appartiene alla famiglia dei Platydesmidae
(superordiue Colobognata), assai povera di generi e di specie (se
si accettila il gen. Platydesmus, sud americano, con 15 specie)-
E dunque particolarmente importante di segnalarne le forme
nuove ; tanto più che, per esser poco comuni, e, sotto molti ri¬
spetti, indubbiamente primitive, la loro conoscenza riesce di par¬
ticolare interesse.
Miltiìio, Acquario Civico^ geuìiaio 1934 - XII.
Riassunto. — Elenco di Miriapodi della Calabria con descrizione di
una nuova snbsp. Both ropolgs elougatus calahrus ; ed una nuova specie
Baliste n us Menozzii.
Dr. Paola Manfredi
MIRIAPODI DELLA SOMALIA ITALIANA
CHILOPODI
Una modesta raccolta di miriapodi della Somalia italiana si
è venuta formando in questi ultimi anni al Museo Civico di Storia
Naturale di Milano, per opera di vari donatori.
Il primo nucleo fu raccolto dal noto esploratore Vittorio Tedesco
Zammarano, che di tanto prezioso materiale arricchì le collezioni
del nostro Museo, al ritorno dai suoi viaggi negli anni 1921-22.
Diversi esemplari furono donati poi da altri viaggiatori o da
residenti in Somalia ; e nel 1931 il collega Dr. Scortecci riportò
pure, da un viaggio in Migiurtinia, una trentina di esemplari.
Dal Prof. Lranchini, della P. Univ. di Modena, ci pervennero gli
esemplari raccolti dai Dottori Puffini, Talamonti, Taddia e Vene-
roni, in Somalia e a Hodeida.
Si tratta, dunque, di materiale raccolto un po’ a caso, qua e
là ; e ben lontano dal rappresentare, nejopure con qualche appros¬
simazione, la fauna miriapodologica della regione. Per di più, i
raccoglitori si sono lasciati attrarre, quasi tutti, dalle forme
maggiori e più vistose, ed hanno trascurato le minori ; in questo
modo, almeno, io credo di dover spiegare la completa assenza di
rappresentanti di generi e sjDecie, già noti per la regione o già
raccolti nei paesi circostanti, e quindi, con molta probabilità, esi¬
stenti anche in Somalia.
E da augurare che successive raccolte permettano di comple¬
tare e approfondire la conoscenza della fauna della nostra colonia.
Il presente lavoro — in cui mi sono limitata allo studio dei
Chilopodi — deve dunque considerarsi come una nota preliminare;
in una prossima comunicazione riferirò intorno ai Diplopodi.
Diversi autori si sono occupati dello studio dei Miriapodi
africani ; fra gli altri è recente un vastissimo lavoro di Attems
sui Miriapodi del Sud Africa. La regione somala, però, ha avuto
una scarsissima trattazione : nessun autore se ne è occupato in
modo particolare ; solo occasionalmente si trova qualche citazione
in lavori riguardanti regioni finitime, o raccolte fatte in limitate
località 0 zone.
276
P. MANFREDI
Elenco sistematico
dei Chilopodi raccolti nella Somalia italiana»
Scutigeromorpha
1 Pseìliophora anìiuUgera Yerli.
Un esemplare, raccolto al Villaggio Duca degli Abruzzi
(marzo 1933) da U. Uiechter.
Specie descritta da Verhoeff (20) per l’Africa orientale te-
desca ; e probabilmente comune in tutta la regione. E pure pro¬
babile cbe si accompagnino ad essa altre specie e generi della
famiglia, abbondanti nei paesi finitimi e non ancora raccolti in
Somalia.
Scolopendromorpha
2 Scolopendra morsitans L.
Belli e grossi esemplari di questa specie provengono, si può
dire, da tutte le parti della Somalia (Villaggio Duca degli Abruzzi,
Barderà, Alessandra, Dante, Carderò, Lugh Dolo) e da tutti i
raccoglitori. Mancano invece nelle raccolte del Dr. Scorterei.
Siccome, date le sue cospicue dimensioni, questa scolopendra non
può esser passata inosservata al raccoglitore, sarebbe interessante
avere maggior copia di dati, per spiegare queste lacune.
E specie ubiquista ; Silvestri la elenca per la zona del Giuba
(14 e 16) e per la Somalia meridionale (15); quasi tutti gli A. A.
la ricordano per le regione circostanti : Attems |)er la Etiopia (1),
per il Kilimandjaro (2), per la Uganda (3) ; Pocock per la re¬
gione del Kenia (10) ecc. ; compare, si può dire, in tutti gli
elenchi faunistici di tutte le regioni dell’Africa tropicale ed
australe.
3. Scolopendra valida valida H. Lue. Att.
Ho trovato pochi esemplari di questa specie nelle raccolte
del Dr. Scortecci, provenienti da Mogadiscio, Gallacaio, Rocca
Littorio.
MIRIAPODI DELLA SOMALIA ITALIANA 277
È molto meno difinsa della specie precedente, in tutto il
continente africano. Sembra mancare nel sud- Africa (Attems 4);
è presente nella Eritrea (Brolemann 7} e nel Kamerun (Attems 5);
e nella Regione dei Monti Goolis (Somalia settentrionale (Pocock
11). Il suo habitat si estende alla Siria, Arabia, Socotra, Persia,
Isole Canarie (Attems 5).
4. Scolopendra canidens canidens Xewp.
Il solo esemplare avuto in esame fu raccolto dal Dr. Taddia
ad Agedabia (Somalia).
Questa scolopendra, che abita molte regioni europee ed
asiatiche, ed i paesi dell’ Africa mediterranea (Cirenaica, Marocco,
Algeria, Tunisia ed Egitto), non era mai stata raccolta, prima
d’ ora, nell’ Africa tropicale nè australe. La sua comparsa in
queste regioni non deve però stupire, dato l’intensificarsi degli
scambi fra i vari paesi, e la facilità con cui questi robusti e re¬
sistenti animaletti possono viaggiare, annidati fra i legnami, le
merci, le stuoie, ecc..
5. Tracliycormoceplicolns afer Mein.
Riferisco a questa specie un esemplare raccolto da Fiechter
al Villaggio Duca degli Abruzzi, i cui caratteri rispondono bene
alla descrizione di Attems (5). Solamente il II articolo del telo-
podite della II mascella porta una costola marcata, terminata da
una robusta spina, mentre Attems, op. cit. pag. 51 dice: «II telo-
poditglied.... oline ausgesprochene Kante, mit sclilankem Dorn ».
Specie assai diffusa nell’ Africa centrale : citata da Ribaut,
per l’Etiopia e l’Africa orientale (12) ; da Attems (2) per la
regione del Kilimandjaro - Meni ; per il Sudan egiziano e Xord-
Uganda (3) ; da Silvestri per 1’ Uganda (17) e il Ruwenzori (18).
A proposito di questo genere e del seguente devo notare che
i caratteri del labbro e degli stigmi, usati da Attems (5) nella
chiave analitica per i generi della tribus Scolopendrini, non mi
sono sembrati molto evidenti nè sicuri. Xon ho ]3erò avuto fra
mano materiale sufficiente per poter esporre un sicuro giudizio
in proposito.
278
P. MANFREDI
6. Arthrorhahdics somaìus n. sp.
Alcuni esemplari, raccolti da I. Zanetti ( febbraio 1932) fra
Bender Cassim e Candala (Somalia), mi hanno indotta alla crea¬
zione di questa nuova specie. (Il Dr. Verhoeff, a cui ho inviato
in esame un esemplare, mi conferma trattarsi di specie nuova).
Lunghezza min. 74.
Colore giallo pallidissimo uniforme, od olivastro (materiale
conservato in alcool). Antenne chiare.
CajDO finemente punteggiato, senza solchi longitudinali nè
trasversali ; il margine posteriore del capo ricopre appena il mar¬
gine anteriore del I tergite.
Antenne brevi (raggiungono apjoena il margine anteriore del
III tergite) ; di 16-18 articoli, di cui 8 o 10 nudi, sicché l’antenna
è pelosa solo nella metà distale, (ed anche meno).
La piastra dentaria dei piemascelle è più lunga che larga, a
margine anteriore quasi diritto ; porta 4 -j- 4 denti, di cui solo
l’esterno è ben distinto; gli altri 3 sono j^iù o meno fusi (fig. 1).
Fig. 1. — Artlirorliabdus somalus. Fig. 2. — ArtJirorhabdus somalus.
Piastra dentaria dei piemascelle. Coxopleure e sternite XXI.
Il II articolo del telopodite del II paio di mascelle manca di
costola marcata, e reca, in qualche esemplare una spina robusta,
in altri due spine esili.
Tergiti dal II al XX con solchi longitudinali evidenti : il
XXI ha un solco mediano marcato, e il margine posteriore arro¬
tondato. L’orlo laterale in qualche individuo è limitato al XXI
tergite : in altri comincia a vedersi sul segmento XIX.
Sterniti con punteggiature rade ; solchi longitudinali dal II
al XX; il XXI ha lati paralleli, e margine posteriore quasi tronco.
Il prolungamento delle coxopleure è conico, lunghetto, con
3 spine apicali, una subapicale, ed una basale; l’area porosa,
stretta, non oltrepassa in lunghezza lo sternite XXI (fig. 2).
MIRIAPODI DELLA SOMALIA ITALIANA
‘279
Le zampe posteriori non sono molto ingrossate ; la lunghezza
del prefemore è circa la sua larghezza; le molte spine (12 a
18), piuttosto sottili e brevi, sono disposte irregolarmente : 8 a 11
inferiormente ; 4 a 7 sul lato interno ; dorsalmente 0. La spina
angolare del prefemore è a 2-4 punte. L’unghia terminale non è
più lunga del II articolo del tarso, ed ha il margine inferiore
tagliente. Mancano le unghiette accessorie. Tarsi I-XVIII con
spina. Gli stigmi, a triangolo stretto e allungato, hanno l’ orlo
esterno — peritrema — foggiato a lobi irregolari, come nella
fig. 74 pag. 58 di Attems (5) ; ma nel fondo del calice, quasi
all’ orlo delle labbra, si notano alcuni coni cespugliosi, in tutto
simili a quelli di Scolopendra.
La nuova specie presenta qualche somiglianza con A. mjòhergi
Krpl. del Distretto di Kimberley, per il colore giallo pallido ; le
antenne corte di 17 art. ; la mancanza di solco mediano sulle
anche dei piemascelle ; forma e lunghezza dell’area porosa delle
coxopleure. Si differenzia però nettamente per le antenne nude
sin quasi alla metà ; i 4 denti dei piemascelle parzialmente fusi;
la presenza di solchi sui targiti 2 e 3 ; il prolungamento coxo-
pleurale lungo e conico, con 1 spina basale ; e il maggior numero
di spine sul prefemore XXI.
La chiave analitica di Attems (5) a pag. 59 dovrebbe cosi
completarsi :
^ Antenne allungate di 20-26 art. Prefemore ecc. A. pygmaeus
) Antenne corte, di 17 art. 4
Prolungamento coxopleurale breve senza spina la¬
terale. Solchi longitudinali sui tergiti 4-20 ; A. mjòbergi
4
Prolungamento coxojDleurale lungo conico, con
spina laterale. Solchi longitudinali dal II
terg. al XX. Antenne nude fin quasi a metà
lunghezza ; A. somalus
Di questa specie ho avuto fra mano anche un esemplare
raccolto a Hodeida (Asia Minore) dal Dr. Veneroni.
Per spiegare la coesistenza di questa specie nella Somalia e
nell’Asia Minore, si potrebbe forse pensare alla facilità dei tra¬
sporti passivi; ma occorre anche prendere in considerazione quanto
280
P. MANFREDI
Stefanini (19) ha messo in evidenza, a proposito di altri elementi
faunistici e floristici della Somalia settentrionale, alcuni dei quali
sono di origine sicuramente asiatica.
Arthrorhabdiis somalus verrebbe dunque a confermare —
per quanto riguarda . gli Artropodi — l’ ipotesi formulata per i
molluschi terrestri, per i rettili e gli anfibi, e per alcuni elementi
floristici : che al popolamento della Somalia, specialmente nella
sua parte settentrionale, abbia contribuito, in misura più o meno
larga, 1’ Asia occidentale e meridionale.
7. Asanada hrevicornis Mein.
Da varie località provengono gli esemplari che ho esaminato:
Cfardo (Somalia), Dr. G. Scortecci ; Bender Cassim, Candala
(Somalia), I. Zanetti ; Hafun (Migiurtinia), Cav. A. Liberati.
Tutti concordano pienamente con la descrizione degli A. A. e di
Attems (5).
Secondo Attems (op. cit.) la specie abita le regioni dell’ Hi-
malaya, Oberburma, Beef Island, Andamanen, iSiew Guinea.
Bibaut (13), in un elenco di miriapodi — ricavato da lavori di
altri Autori — cita A. hrevicornis per le is. di Patta, Manda e
Lamu e per Mombasa (x4fr. orient. britannica) ; Brolemann (8)
ne fa menzione per la regione Thies-Kayes ( Afr. occidentale).
La specie deve dunque ritenersi nuova per la Somalia.
8. Ethmostigmus trigonopodus Leach.
Si può dire che tutti i raccoglitori abbiano catturato qualche
esemplare di questa vistosissima specie, che può sorpassare i
12 cm. di lunghezza. Nella collezione del nostro Museo figurano
jiarecchi individui catturati al Villaggio Duca degli Abruzzi
(Somalia^ da U. Piechter (uno, fra questi, è lungo 14 cm. !) ;
ad Alessandra (Somalia) dal Dr. Buffini ; ad Agedabia (Somalia)
dal Dr. Taddia ; ad Obbia- ( Somalia) da L. Boschis ; a Vittorio
d’ Africa (Somalia) dai P.lli Urbinati; fra Gelib e Bidi (Basso
Giuba) da V. T. Zammarano ; a Gardo (Migiurtinia) da L. Bo¬
schis.
Il colore di questi esemplari è molto variabile, dal giallo
chiaro, al giallo verdastro marginato di verde, al verde chiaro
orlato di scuro ; al verde scuro.
MIRIAPODI DELLA SOMALIA ITALIANA
281
E una delle specie più diffuse in tutta 1’ Africa centrale e
meridionale ; è menzionata da quasi tutti gli Autori, e già nota
anche per la Somalia.
9. Rhysida nuda Newp. somala n. subsp.
Parecchi esemplari si trovano fra il materiale portato da V.
T. Zammarano e provengono da Balli (Basso Uebi) ; moltissimi
furono raccolti a Gelib (Somalia) dal Br. Rufiùni. Per i caratteri
che dirò più sotto, questo materiale non può essere ascritto a
nessuna delle subspecie già note di R. nuda.
Antenne di 21 articoli, ma corte tanto che raggiungono ap¬
pena il V tergile ; i due primi articoli e il terzo, come in R.
nuda nudai.
Piastra dentale dei piemascelle con 4 4 o 5 -f 5 denti.
Tergiti e sterniti come in R. nuda nuda.
Il prolungamento coxopleurale è conico, lunghetto, con 2
spine apicali ; P area porosa lo occupa quasi per intero, lasciando
libera soltanto una stretta zona sotto 1’ apice spinoso.
I paio di zampe con 1 spina tarsale anteriore ; dal II al IV
0 V paio, 2 spine tarsali ; i seguenti con 1 spina tarsale. Tutti
con due spine ungueali.
II prefemore delle zampe anali è sempre senza spine ; e
manca pure della salina angolare.
Colore azzurro olivastro, con zampe più chiare ; quelle del'
20'’ e 21" paio generalmente sono azzurrine.
Lunghezza lino a 77 min.
10. Rhysida liiliobioides Xewp. ahessynica> Att.
Un esemplare nella raccolta Zammarano, proveniente dal
Medio Uebi (Somalia) ; uno raccolto a E1 Bur (Somalia) da E.
Bovone ; ed uno a Dante (Somalia) dal Dr. Talamonti.
Questa sottospecie è descritta da Attems (5) su materiale
dell’ Abissinia ; e la descrizione si attaglia esattamente ai tre
esemplari somali, salvo per il colore : quello di E1 Bur è oliva¬
stro : e gli altri due sono gialli, più o meno pallidi.
Non conosco altre citazioni per questa sottospecie ; mentre
la sottospecie R. liiliobioides 'paucidens Poc. è già stata raccolta
in Somalia.
282
P. MANFREDI
Geophilomorpha
11. Mecislocephahis insularis H. Lue.
Un individuo fu raccolto da Zamniarano a Balli (Basso Uebi);
altri provengono da Gelib, a mezzo Dr. Ruflini.
Benché. Attems ('4 bis) dichiari questa specie ubiquista nelle
regioni tropicali, non compare con molta frequenza nei lavori
sulla fauna africana. Xe ho trovato la citazione in Attems (6) per
r Angola ; e in Brolemann (9) per il Dahomei. Mi risulterebbe
dunque nuova per P Africa orientale.
Pur avendo stabilito di rimandare le considerazioni generali
ad una prossima nota, in cui tratterò dei Diplopodi somali, non
230SSO omettere un accenno alle molte e notevoli lacune di questa
jDiccola collezione.
Basta ricordare la mancanza della Scolopendra snbspinipes
Leach, che è comunissima in tutti i paesi trojiicali ; del Tracliy-
cormocephaìus niirabdis Por., già raccolto in Somalia, nell’Africa
orientale tedesca, e in molte altre regioni africane ; di tutte le
s^iecie del genere CormocephahiSj ra^opresentate in molte parti
dell’ Africa tropicale ; del genere Pseudocryptops (fra cui Ps.
ìcaUieri Poc., dell’ Abissinia e della Somalia) ; dei generi Otostig-
rnn^ ed AAlpe^^ j^ure molto diffusi; di tutti i Cryptopini {Crypios^
Tìdgonocrypjtos ed Otocryptops) : di Rliysida lithobioides paiici-
dena Poc., già nota jier la Somalia, e di altre specie congeneri
dell’Africa orientale, nella sola famiglia degli Scolopendromorplia]
dei generi Orya^ Orplinaeiis^ Enrytion per i Geopliilomorplia :
jier com^irendere quanto ancora rimanga da fare, jDrima che della
fauna somala si possa dare un quadro che risjionda — almeno
sommariamente — alla realtà.
Tuttavia il fatto che, .pur fra cosi gravi lacune, in un elenco
che comjirende soltanto 11 specie, si trovano rappresentati 8
generi diversi; una sj^ecie [Scolopendra canidens canidens
Xevqi.) nuova joer l’ Africa tropicale ; una [Mecistocephaliis ùisti-
laris H. Lue.) nuova per l’Africa orientale; nonché una specie
ed una sottos^iecie nuove M scienza [Artlirorliabdus somahis
e Pìiysida nuda somala), valga a giustificare la imbblicazione
di questa nota.
Milano. Acquario Cicico, dicembre 19S3 XIL
MIRIAPODI DELLA SOMALIA ITALIANA
283
Riassunto. — Elenco di Cliilopodi raccolti nella Somalia italiana ;
descrizione di ima specie ed ima sottospecie nuove [Arthrorh.ahflAns
somalus, e Rhysida nuda Xewp. siibsp. somala).
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284 P. MANFREDI - MIRIAPODI DELLA SOMALIA ITALIANA
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il suo secondo viaggio nelle regioni dei Somali e dei Galla. Ann.
Museo Genova 17, (301-307 j
16) — 1898. Cliilopodi e Diplopodi dell’ ultima spedizione Bottego. Ann.
Museo Genova 19, (13.5-143).
17) — 1908. Collezioni zoologiche fatte nell’ Uganda dal Dr. Bayon.
Ann. Aluseo Genova 4 (457-478).
18) — 1909. Il Ruwenzori : Miriapodi. Parte Scientifica Voi. I. Milano.
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20) Verhoeff K. 1904. Uelier die Gattungen der Spinnenasseln. Stz.
Ber. Ges. Naturf. Berlin 1904 (24.5-285).
.CONSIGLIO DIRETTIVO pel 1933
Presidente-. De Marchi Dotfc. Ooinm. Marco, Via Borgonuovo 23
(1932-33).
Brizi Prof. Comm. Ugo, Viale Romagna 33.
(1933-34).
Mariani Prof. Comm. Ernesto, Via ladi¬
no 41 (1932-33).
Segretario: Moltoni Dotfc. Edgardo, Museo Civico di Storia Nat.
(1932-33).
Vice-Segretario : Desio Prof. Cav. Ardito, Via privata Livorno 3
(1933-34).
Archivista: IMauro log. Gr. Uff. On. Francesco, Piazza S. Am¬
brogio 14 (1932-33).
/ Airaghi Prof. Carlo, Via Podgora 7.
Micheli Dotfc. Lucio, Via Carlo Goldoni^ 32.
Parisi Dotfc. Bruno, Museo Civico di Storia
Naturale.
Pugliese Prof. Angelo, Via Enrico Besana 18
Supino Prof. Cav. Felice, Via Ariosto 20
Turati Confce Gr. Uff. Emilio, Piazza S. Ales¬
sandro 6.
Cassiere: Dotfc. Ing. Federico Bazzi, Via Borghetfco 5 (1933).
Bibliotecario : Dora Setti.
Consiglieri : '
V ice-Presidenti
(1932-33)
ADUNANZE SOCIALI
Seduta del 18 dicembre 1932
Presiede il Presidente Boti. Marco Be Marchi
Aperta la seduta alle ore 14,40 il Presidente dà la parola al
Segretario che legge il verbale dell’ultima adunanza per P ajipro-
vazione. Il verbale è approvato, indi passando alle letture il Prof.
B. Parisi, in mancanza dell’Autore, presenta la memoria del Prof.
I. SciACCHiTANO dal titolo : I Gordii del Museo di Milano.
La Dott. P. Manfredi illustra i Mirìa'podi della Grotta di
Santa Maria Maddalena sul Monte Vallestra (Reggio Emilia).
Pinite le letture il Presidente indice la votazione dei due
Revisori del Bilancio Consuntivo 1932, che dà il seguente risul¬
tato : Prof. L. G. Nangeroni e Dott. Claudio Barigozzi.
Viene in seguito nominato Socio effettivo il sig. Corrado
Calvassina (Lecco), proposto da M. De Marchi e Ed. Moltoni.
La seduta è chiusa alle ore 15.
Il Segretario : Dott. Ed. Moltoni
Seduta del 5 febbraio 1933
Presiede il Presidente Boti. Marco Be Marchi
Letto ed approvato il verbale dell’ ultima seduta il Presi¬
dente dà la parola al Prof. E. Supino che riassume i Primi re¬
sultati degli studi sulla Fauna delle risaie.
Le letture della Prof. L. Gianferrari, in mancanza dell’ A.,
vengono rimandate alla prossima seduta.
Il Dott. G. Scortecci, ottenuta la parola, illustra i suoi studi
sugli Anfibi somali e sulle raccolte zoologiche e questioni zoo-
geografiche della Somalia italiana.
ADUNANZE SOCIALI DELL'ANNO 1933
287
Il Dott. Ed. Moltoni ricorda le catture dell’ Aquila impe¬
riale in Italia dando pure notizie sulla distribuzione geografica
di questo singolare rapace.
Il Dott. Moltoni presenta la nota preliminare della Dott. M.
Racah dal titolo : Contributo allo studio delle espansioni ner¬
vose dei muscoli striati dei Pesci.
Il Presidente, terminate le letture, illustra il Bilancio Con¬
suntivo del 1932, indi lo mette in votazione.
Viene approvato ad unanimità con un voto di speciale plauso
per il Presidente.
La votazione indetta per la nomina di un Vice Presidente,
del Vice Segretario e del Cassiere dà il seguente risultato :
Vice Presidente : Prof. Comm. Ugo Brizi
Vice Segretario : Prof. Cav. Ardito Desio
Cassiere : Ing. Dott. Federico Bazzi.
Riesce pure eletta Socio effettivo la Direzione del Museo
entomologico « Pietro Rossi » (Duino), proposta da B. Parisi e
F. Bazzi.
Presentate le pubblicazioni giunte in omaggio la seduta è
chiusa.
Il Segretario : Dr. Ed. Moltoni
Seduta del 12 marzo 1933
Presiede il Presidente Dott. Alarco De Marchi
Letto ed approvato il verbale della seduta precedente, il Pre¬
sidente dà la parola alla Prof. L. Gtianferrari che presenta le
seguenti memorie : Xuove catture di Cyprinodon nella Somalia
Italiana : Regressione cavernicola ed embriologia sperimentale ;
Cyprinodon Zaccarinii n. sp. della Migiurtinia : Nuova varietà
di Cyprinodon Zaccarinii ; Figure del Museo Civico di Storia
Naturale di Milano : « Emilio Cornalia ».
Ha quindi la parola il Prof. L. Fenaroli che dà notizie
delle sue recenti ricerche nelle Alpi di tipologia forestale.
La memoria del Signor C. Koch dal titolo : Osservazioni
circa una nuova interpretazione della sistematica del genere
288 ADUNANZE SOCIALI DELl’ ANNO 1933
Anthopliagus, viene letta in mancanza dell’ Autore dal Dr. M.
De Marchi.
Il Presidente dopo aver dato conoscenza e commentato il
Bilancio Preventivo sociale per il 1933 lo mette in votazione ;
viene approvato all’ unanimità.
Si procede quindi alla votazione per la nomina di nuovi soci ;
risultano eletti a maggioranza quali soci effettivi il Signor Prof.
Sebastiano Calabro (Torino) jDroposto da L. Kegri e L. Paiteri
e VIng. Tclien Ni Kia (Bruxelles) proposto da S. De Capitani
ed Edg. Moltoni.
Presentate le pubblicazioni giunte in omaggio, la seduta è
chiusa.
p. Il Segretario : Prof. L. Penargli
Seduta del 21 maggio 1933
Presiede il Vice Presidente Prof. E. Mariani
Il Presidente scusata P assenza del Doti. Marco De Marchi
invita il Segretario a dar lettura del verbale della seduta prece¬
dente. Il verbale è letto ed approvato.
Prima di dar inizio alle letture il Prof. Mariani commemora
brevemente i Soci defunti Prof. Elvezio Cantoni, appartenente alla
nostra Società del 1878, ed il Dott. Gerolamo Serina.
Il Dott. B. Parisi dà notizia di nn singolare adattamento
di nn granchio della Cina nelle acque dell’ Elba.
La Prof. L. Gianferrarl illustra i suoi recenti studi sul
genere Barba s ed iCiprinidi cavernicoli somali.
Il Dott. G. Ferri presenta, corredandola con tavole colorate
dal vero, la sua nota sui Funghi parassiti di funghi.
Terminate le letture e presentate le pubblicazioni giunte in
omaggio la seduta è chiusa.
Il Segretario : Dr. Edgardo Moltoni
Seduta del 25 giugno 1933
Presiede il Presidente Dott. Marco De Marchi
Dopo che fu letto ed approvato il verbale della precedente
adunanza il Dott. Edg. Moltoni fa conoscere ulteriori osserva-
ADUNANZE SOCIALI DELL’ ANNO 1933 289
zioni da lui fatte nelle garzai e di Greggio {Vercelli) e di
Casalino fXovaraJ.
La Dott. T. Stolz Picchio rende note le sue considerazioni
sulla Ho smina long ir os tris in rapporto agli stadii di
sviluppo e la classificazione. •
Il Segretario, in mancanza dell’Autore, legge il sunto della
lettura del Dott. L. Pacciolà su V Ophidion harhatum, L.
e la sua vescica natatoria. Il Prof. B. Parisi osserva che non
essendo sufficiente la lettura del sunto presentato sarebbe utile,
prima di autorizzarne la pubblicazione, esaminare ulteriormente
il manoscritto. Si dà mandato alla Presidenza di voler curare
quanto sopra.
Il Dott. G. Scortecci presentale sue note sulV Atractaspis
Scliudtzei e sui Pristurus della Somalia' italiana comunica
inoltre la descrizione di un nuovo rettile il L eptoty plilop s
y emeni cu s.
Isella votazione per la nomina a Socio effettivo riescono eletti
la Dott. Livia Piroccìii (Milano), proposta da T. Stolz Picchio
e da B. Scbreiber e V Ing. Vincenzo Alannucci (Milano), pro¬
posto da Edg. Moltoni e St. Mannucci.
Il presente verbale viene letto ed approvato seduta stante.
Il Segretario : Dr. Edgardo Moltoni
Seduta del 26 novembre 1933
Presiede il Presidente Dott. Marco De Marchi
Aperta la seduta il Presidente dà la parola al Dott. Ed.
Moltoni che, in mancanza dell’ A. presenta la memoria della
Dott. Erancesca Cavallini dal titolo : Molluschi acquatici del
Pavese.
Indi la Dott. P. Manfredi illustra i Miriapodi della Somalia
pervenuti recentemente al Museo Civico di St. Nat. di Milano.
Il Prof. B. Parisi, in mancanza dell’Autore, presenta il lavoro
del sig. A. Scbatmayr del Museo di Duino riguardante i Risultati
scientifici della spedizione entomologica di S. A. S. il Principe
A. della Torre e Tasso nelV Africa settentrionale e Sicilia.
290
ADUNANZE SOCIALI DELL’ ANNO 1933
Terminate le letture il Presidente rende note alcune tratta¬
tive avvenute tra la Presidenza ed il Ministero dell’ Educazione
iSlazionale riguardo il Regolamento della nostra Società.
Prima di passare alla votazione della nomina a Socio effet¬
tivo dei signori proposti all’ 0. d. g. il Presidente si compiace
di poter notificare che il Socio Effettivo Dott. G. B, Fioridia ha
chiesto il passaggio a Socio Perpetuo.
Sono riusciti eletti Soci effettivi i seguenti signori : Dott.
Francesco Pesce (Longarone), proposto da M. Cengia Sambo e
Ed. Moltoni ; Prof. R. Ciferri (Pavia), proposto da B. Parisi e
Ed. Moltoni.
Presentate le pubblicazioni giunte in omaggio, tra le quali
hanno speciale interesse alcune annate di periodici gentilmente
donate dall’ Ing. Dott. Cav. Serafino De Capitani, la seduta è
chiusa.
Il Segretario : Dott. Edgardo Moltoni
ISTITUTI SCIENTIFICI CORRISPONDENTI
AFRICA
1. South African Museuin — Cape Town (1898 Annals, 1903
Report).
2. Durhan Museum — Durhan (1914 Annals).
3. Natal Museum — Pietermaritzburg (1906 Annals^ 1906 Re¬
por t).
4. Transvaal Museum — Pretoria (1909 Annals).
5. Société entomologique d’ Egypte — Cairo (1908 Bulletin.^
1908 Mèmoires).
6. Société d’Histoire naturelle de l’Afrique du Nord — Alger
(1924 Bulletin).
7. Station Oceanographique de Salamhò — Salamhò (Tunisia)
(1933 BiiUettin).
8. East Africa and Uganda IS aturai History Society — Nai¬
robi (1914 Journal).
AMERICA DEL NORD
CANADA
9. Dominion of Canada. Department of Agriculture, Entomo-
logical Branch (1918 Circular).
10. Nova Scotian Institute of Science — Halifax (1870 Procee-
dings).
11. (jreological and Naturai History Survey of Canada — Ot¬
tawa (1879 Rapport annuel. 1883 Catalog. Canaclian Ptants^
1885 Contr. canad. Palaeontology e altre pubblicazioni).
12. Canadian Institute — Toronto (1885 Proceedings^ 1890
Iransactions).
MESSICO
13. Instituto geologico de Mexico — México (1898 Boletin, 1903
Parergones^ cont. col titolo Anales).
292
ISTITUTI SCIENTIFICI CORRISPONDENTI
14. Sociedad mexicana de Biologia (1920 Revista),
15. Insti luto de Biologia — Mexico (1930 Anales).
STATI UNITI
16. The Michigan Academy of Science — Ann. Arhor (1904
Annual Rejiort, 1918 Miscellaneous Puhlicatioìis , 1917-18
Occasionai Papers of thè Museum of Zoology^ 1923
Paper s of thè Alichigan Academy etc.).
17. Maryland Geological Sarvey — Baltimore (1897 Reports).
18. University of California — Berkeley, California (1902 Pu-
blications).
19. American Academy of Arts and Sciences — Boston (1868
Proceedings).
20. Boston Society of Naturai History — • Boston (1862 Procee¬
dings,, 1866 Memoirs, 1869 Occasionai Papers).
21. Buffalo Society of Naturai Sciences — Buffalo N. Y. (1886
Bulletin).
22. Museum of Comparative Zoòlogy at Harvard College —
Cambridge, Mass. (1863 Bulletin,, 1864 Memoirs).
23. Field Museum of Naturai History — Chicago (1895 Publi-
cations).
24. Davenport Academy of Naturai Sciences — Davenport,
lowa (1876 Proceedings).
25. lowa Geological Survey — Des Moines, lowa (1893 Annual
Reporl).
26. Indiana Academy of Science — Indianapolis, Indiana (1895
Proceedings).
27. Cornell Universi t}^, Agricultural Expeidment. Station —
Ithaca, New York (1915 Annual Report, 1917 Bulletin,,
1917 Memoirs).
28. Wisconsin Academy of Sciences, Arts and Letters — Ma¬
dison (1895 Transactions, 1898 Bulletin).
29. University of Montana — Missoula (1901 Bulletin).
30. Connecticut Academy of Arts and Sciences — New-Haven
(1866 Trans ac tions).
31. Binngham Oceanographic Collection — New-Haven (1927
Bulletiìi, 1929 Occasionai Papers).
32. American Museum of Naturai History — New-York (1887
Bulletin, 1893 Memoirs, 1907 Anthropological Papers, 1920
is aturai History, 1924 A. M. Novitates).
ISTITUTI SCIENTIFICI CORRISPONDENTI 293
33. Academy of Naturai Sciences — Philadelphia (1878 Pro-
ceedings, 1884 Journal).
34. American Philosophical Society — Philadelphia (1899 Fro-
ceedings).
35. Geological Society of America — Pochester, N. Y. (1890
Bidlelin).
36. California Academy of Sciences — San Francisco (1854
Pì'oceedings^ 1868 Memoirs^ 1880 Occasionai Papers, 1884
Bulletin).
37. The Missouri Botanical Garden — St. Louis Mo. (1898
Annual Repor t).
38. Washington UniversitjT- — St. Louis. Mo. (1913 Publi-
cations).
39. Roosevelth Wild Life — Syracuse (1925 Bulletin, 1926
Annals).
40. Kansas Academy of Science — Topeka, Kansas (1883
Transaciions).
41. Tufts College - — • Tufc, Mass. (1908 Studies).
42. University of Illinois — Urbana, 111. (1916 Alonograplis).
43. United States Geological Survey — Washington (1872
Annual Report, 1873 Report, 1874 Biùlletin, 1883 Mi¬
nerai Resources, 1890 Monographs, 1902 Pro/'ess. Papers,
1902 Water Supply ayid Irrigation Paper').
44. Smithsonian Institution — Washington (1855 Ann. Report,
1910 Miscellaneous Collections).
45. United States National Museum — Washington (1884 Bul¬
letin, 1888 Proceedings, 1889 Annual Repiort, 1892 Special
Bulletin, 1905 Contribulions from thè U. S. N. Herhariurn).
46. National Academy of Sciences of thè U. S. of America —
Washington, Publication Office Easton (1^1^ Proceedings).
47. Carnegie Institution of Washington — Washington (1905).
48. Marine Biological Lahoratory — Wood Hole, Mass. (1926
Biological Bulletin).
ISOLE HAWAII
49. Bernice Panahi Bishop Museum — Honolulu (1899 Memoirs,
1900 Occasionai Papers, 1922 Bulletin).
294-
ISTITUTI SCIENTIFICI CORRISPONDENTI
AMERICA DEL SUD
ARGENTINA
50. Academia Nacional de Ciencias en Cordoba (1884 Boletin).
51. Museo Nacional de Buenos Aires — Buenos Aires (1867
Anales).
52. Sociedad Physis para el cultivo y difusiòn de las ciencias
naturales en la Argentina, — Buenos Aires (1912 Boletin).
55. Sociedad Cientifica Argentina — Buenos Aires (1921 Anales).
54. Universidad Nacional de Tucuman — Tucuman (Pubblica¬
zioni diverse).
BRASILE
55. Instituto Oswaldo Cruz — Rio de Janeiro - Manguinhos
(1909 Memorias).
56. Museu Paulista — San Paulo (1895 Revista).
57. Eolia Clinica et Biologica — S. Paulo (dal 1929).
58. Museu Nacional de Rio de Janeiro (1876 Archivos, poi Re¬
vista).
59. Escola sup. de Agricultura e Medicina Veterinaria —
Nictheroy (1918 Archivos).
URUGUAY
60. Museo de Historia Naturai — Montevideo (1894 Annales).
kS \ k
BORNEO
61. The Sarawak Museuin — Saraw^ak (1911 Journal).
GIAPPONE
62. Imperiai University of Tòhoku, Sendai (1912 Reports).
63. Experimental Station of Eorestry — Taihoku (1911 Icones
Plantarum F ormo sana rum) ,
64. Kyoto Imperiai University — Kyoto (1924 Memoirs of thè
College of Science).
65. Imperiai University of Japan — Tokyo (1860 Calendar.^
1898 Journal).
66. Tok}^ Universi!}^ of Literature and Science. (1932 Science
Reports).
ISTITUTI scientifici C0R,RISP0NDE]STI
\,
A
295
67. Zoological Institute, College of Science, Imperiai University
of Tokyo (1903 Contribution from thè Zoological Institute).
68. National Research Council of Japan, Department of Edu-
cation (1922 Japanese Journal of Botany^ Geology and
Geography). ’
-69. Academy Ueno Park — Tokyo (1926 Proceeding of thè
Imperiai Academy).
INDIA
70. Geological Survey of India — Calcutta (1858-59 Memoirs,
1861 Memoirs : Palaeontologia indica.^ 1868 Records, 1898
General Report).
71. Asiatic Society of Bengal — Calcutta (1913 Journal and
Proceedings, 1913 Memoirs).
72. Zoological Survey of India, Indiali Museum — Calcutta
(1877 Annual Report., 1903 Memoirs., 1909 Records).
73. Agricultural Research Institute and Principal of thè Agri-
cultural College — Pusa Bengal (1906 Memoirs, Botanical
Series and Entomological Series, 1910 Report, 1906 Re¬
port on thè Progress).
74. Colombo Museum — Colombo, Ceylon (1913 Spolia Zey-
lanica).
ISOLE FILIPPINE
75. Bureau of Science of thè Government of thè Philippine
Islands — Manila (1916 The Philippine Journal of
Science).
SIAM
76. Siam Society — (1927 Jowmal)
A U S T*R A L I A
77. Royal Society of South Australia — Adelaide (1891 Tran-
, sactions and Proceedings, 1901 Memoirs).
78. Royal Society of Tasmania, The Tasmanian Museum —
Hobart (1913 Papers and Proceedings).
79. Royal Society of New South Wales — Sydney (1876 Jour¬
nal and Proceedings).
80. Australiaii Museum — Sydney (1882 Report, 1890 Records).
81. Queensland Museum — Brisbane (1892 Annals, Memoirs).
»
(
20
296
ISTITUTI SCIENTIFICI CORRISPONDENTI
EUROPA
AUSTRIA
82. Naturwissenschaftlicher Verein flir Steiermark — Graz
(1906 Mitteilunge'ìi).
83. Natnrwissenchafr.l. inedizinischer Verein zu Innsbruck (1870
BericTit).
84. Anthropologische Gesellscliaft — Wien (1870 Mitteilungen).
85. Geologische Sfcaatsanstalt — Wien (1850 Jahrbiich, 1852
Ahhandlungen, 1871 ^^érhandlungen).
86. Naturhistorisches Museuin — Wien (1886 Annalen).
87. Zoologisch-botanische Gesellscbaft — Wien (1853 Verhand-
liingeri).
BELGIO
88. Académie Royale de Belgi que — Bruxelles (1865 Annuaive
et Bidletiìi, 1870 Mémoires).
89. Musée Roy. d’Histoire nat. de Belgique — Bruxelles (1877
Annales^ 1882 Biilletin, 1903 Mémoires).
90. Sociéfcé Belge de géologie, de paléontologie et d’ li37-drologie
• — ■ Bruxelles (1888 Bidletin).
91. Société entomologiqne de Belgique — Bruxelles (1857 An~
nales, 1892 Mémoires).
92. Société Royale zoologique et malacologique — Bruxelles
(1863 Annales.^ 1872 Procès-verbcmx des Sèances).
93. Société Ro3^ale de botanique de Belgique — Ixelles-les-
Bruxelles (1862 Bulletvis).
94. Société ejitoinologique namuroise — ■ Nainur (1923 Revue
mensuelle).
95. Musée du Congo Belge — Tervueren (Pubblicazioni diverse).
BULGARIA
96. Institutions Royales d’Histoire Naturelle — Sophia (1928
Bidlettin).
CECOSLOVACHIA .
97. Société des Sciences de Bohème — Praga (1910 Jahreshe-
richl, ora Resumé da compie venda., 1890 Sitzungsbe-
richte^ ora Mémoires).
ISTITUTI SCIENTIFICI CORRISPONDENTI 297
98. Académie des Sciences ; Ceske Akademie ved. a Umeni
Fraglie (1908 Bulletin et Rozpravy).
99. Club Mycologique Tcbecoslovaque à Fraglie — Fraga
(1924 Mykologia Bulletin).
DANZICA
100. Naturforscheiide Gresellscliaft — Danzig (1881 Schrìflen).
101. Westpreussich. botanisch-zoologischer Verein-Danzig (1908
Berichl).
FINLANDIA
1Q2. Societas prò fauna et flora fennica — Helsingsfors (1848
Noliser, 1875 Acta, 1876 Meddelanden).
103. Acta forestalia fennica. — Helsingsfors (1913).
104. Societas Zool -botanicae fennicae — Helsingsfors (1923
Annales).
FRANCIA
105. Société Fiorimontane — Annecy (1860 Revue).
106. Société des Sciences physiques et natiirelles de Bordeaux
(1867 Alèmoires^ 1895 Procès veròaux).
107. Société Linnéenne de Bordeaux — Bordeaux (1838 Actes).
108. Académie des Sciences, belles-lettres et arts de Savoie —
Chambéry (1851 Alémoires, 1879 Documents).
109. Société nationale des Sciences naturelles et mathémati-
ques de Cherbourg (1855 3Iémoires).
110. Société d’Agriculture, Sciences et Industries — Lyon (1867
Amiales).
111. Université de Lyon (1891 Annales).
112. Institut de Zoologie de l’ Université de Montpellier et
Station Zoologique de Cette (1885 Travaux, 1905 Alè-
nioires, 1903 Sèrie mixle : Alérnoires).
113. Muséum d’ Histoire Naturelle de Marseille [1^01 Annales).
114. Société des Sciences naturelles de F Quest de la France
— Nantes (1908 Bulletin).
115. Annales des Sciences naturelles, zoologie et paléontologie
etc. — Faris (1905 Annales).
116. Muséum d’Histoire Naturelle — Faris (1878 Nouvelles Ar-
chives., 1895 Bidletin).
298
ISTITUTI SCIENTIFICI CORRISPONDENTI
117. Societé d’Antliropologie de Paris — Paris (1894 Bulletin).
118. Société géologique de Prance — Paris (1872 Bullelin).
119. Sociéfcé zoologique de Prance — Paris (1920 Bulletin).
120. Uiiiversitè de Reimes — Rennes (1902 Jravaux scienti fiques).
121. Académie des Sciences, arts et lettres — Rouen (1877
Précis analytique eie.).
122. Société libre d’ émulation, du commerce et de l’ industrie
de la Seine Inférieure — Rouen (1873 Bulletin).
123. Société d’histoire naturelle — Toulouse (1867 Bulletin).
124. Société d’Histoire Naturelle de Colmar — Colmar (1925
Bulletin).
GERMANIA
125. Naturhistorischer Verein -- Augsburg (1855 Bericht).
126. Botanisclier Verein der Provinz Brandenburg — Berlin
(1859 Verhandlimgen).
127. Gesellscbaft naturforschender Preunde in Berlin — Ber¬
lin (1895 Sitzungsbericlite^ 1908 Archiv fùr Biontologie).
128. Sclilesisclie Gesellscbaft fiir vaterlandische Cultur — Bre-
slau (1857 Jahresheynchl, 1923 Jahrbùcher).
129. Verein fiir Naturkunde zu Cassel — Cassel (1880 Be¬
richt, 1897 Abhandlungen und Bericht).
130. Naturwissenschaftlicher Verein — Karlsruhe (1922 Ver-
handlungen).
131. Naturwissenscbaftliclie Gesellscbaft' Isis — Dresden (1862
Sitzungsbericlite und Abhandlungen).
132. Pbysikalisch-mediciniscbe Societat — Erlangen (1865 Bit-
zungsberichte).
133. Senkenbergisebe naturforsebende Gesellscbaft — Prank-
furt am Main (1871 Bericht, 1896 Abhandlungen).
134. Naturforsebende Gesellscbaft — Preiburg i. Baden (1890
Bericht).
135. Zoologiscbes Museum. Hamburgisebe Universitàt — Ham¬
burg (1887 Mitteilungen).
136. Naturwissenscbaftlicber Verein — Hamburg (1846 Ab¬
handlungen, 1877 Verhandlungen).
137. Baverische Akadeinie der Wissenschaften — Mlincben
(1832 Abhandlungen, 1860 Sitzungsberichte).
138. Ornitbologiscbe Gesellscbaft in Ba3^ern — Miincben (1899
Verhandlungen).
ISTITUTI SCIENTIFICI CORRISPONDENTI
299
189. Mùnchener Entomologische Gresellschaft — Miinchen (1924
Mitteilungen).
140. Nassauischer Verein fùr Natnrkunde — Wiesbaden (1856
Jcihrbucher) .
INGHILTERRA
141. Cardiff Natiiralists Society — Gardiff (1917 Transactions).
142. Dove Marine Laboratory — Cullercoats, Northumberland
(1912 Report).
143. Royal Physical Society — Edinburgh (1858 Proceedìngs).
144. Geologi cal Society of Glasgow (1865 TransactAons).
145. Liverpool Geological Society — Liverpool (1922 Frocee-
dnigs).
146. Geological Society of London — London (1911 The Qiiav-
terly Journal).
147. Royal Society — London (1860 Phil. Transactions^ 1862
Proceedìngs).
148. Zoological Society — London (1833 Transactions, 1848
Proceedìngs).
149. British Museuni of Naturai History — London (1895 Ca¬
taloghi e pubblicazioni varie).
150. Literary and philosophical Society — Manchester (1855
Memoirs, 1862 Proceedìngs).
151. Marine Biological Association of thè United Kingdom.
The Plymouth Laboratory — Plymouth (1893 Journal).
IRLANDA
152. Royal Irish Academy — Dublin (1877 Transactions, 1884
Proceeding).
153. Royal Dublin Society — Dublin (1877 The Scientific Pro¬
ceeding s and Transactions).
154. Department of Agriculture and Technical Instructions for
Ireland (Eisheries Brandi) — Dublin (1902 Report).
ITALIA
155. R. Accademia di scienze, lettere ed arti degli Zelanti —
Acireale (1889 Rendiconti e Memorie).
156. Société de la Flore Valdótaine — Aosta (1909 Bidletin).
157. Ateneo di scienze, lettere ed arti — Bergamo (1875 Atti).
ISTITUTI SCIENTIFICI CORRISPONDENTI
300
158. Accademia delle scienze dell’ Istituto di Bologna (1856
Memorie, 1858 Rendiconti).
159. Laboratorio di Entomologia del B. Istituto Agrario di
Bologna (1928 Bollettino).
160. Ateneo di Brescia — Brescia (1845 Commentari).
161. Accademia Grioenia di Scienze Naturali — Catania (1834
Atti, 1888 Biillettino).
162. Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze — Firenze (1886
Bidlettino).
163. « Bedia n Giornale di entomologia, pubblicato dalla
B. Stazione di entomologia agraria in Firenze (1903).
164. B. Istituto Botanico di Firenze — Firenze (1922 Pubbli¬
cazioni).
165. Società botanica italiana — Firenze (1872 Nuovo Giornale
botanico. Memorie, 1892 Bnllettino).
166. Società entomologica italiana — Genova (1869 Bidlettino,
1922 lìfemorie).
167. Società Ligustica di Scienze naturali e geografiche — Ge¬
nova (1890 Atti).
168. Biblioteca Nazionale di Brera — Milano.
169. Le Grotte d’ Italia — Milano (dal 1927).
170. Società Lombarda per la pesca e l’Acquicoltura — Milano
(1899 Bollettino).
171. Touring Club Italiano. — Milano (1922 Le vie d' Italia,
Le vie d’Italia e dell’ America latina).
172. B. Istituto Lombardo di scienze e lettere — Milano (1858
Atti, 1859 Memorie, 1864 Rendiconti).
173. B. Società italiana d’igiene — Milano (1897 Giornale).
174. Società dei Naturalisti — Modena (1866 Annuario, 1883
Atti).
175. Istituto Zoologico, B. Università di Napoli (1904 Annuario).
176. Società di Naturalisti — Napoli (1887 Bollettino).
177. Società Beale di Napoli. Accademia delle scienze fisiche
e matematiche — Napoli (1862 Rendiconto, 1863 Atti).
178. Orto Botanico della B. Università di Napoli (1903 Ballet¬
tino).
179. Accademia Scientifica Veneto-Trentino-Istriana — Padova
(1872 Atti, 1879 Bidlettino).
180. B, Accademia palermitana di scienze, lettere ed arti —
Palermo (1845 Atti, 1885 Bollettino).
181. B. Istituto ed Orto Botanico di Palermo (1904 Bollettino).
ISTITUTI SCIENTIFICI CORRISPONDENTI 301
182. Il Naturalista Siciliano — Palermo (dal 1896 con inter¬
ruzioni).
183. Società di scienze naturali ed economiche — Palermo
(1865 Giornale, 1869 Bullettinó).
184. Società toscana di scienze naturali — Pisa (1875 Atti e
Memorie, 1878 Processi verbali).
185. R. Scuola Sup. d’Agricoltura in Portici. — - (1907 Bollettino
del Laboratorio di Zoologia generale e agraria).
186. Reale Accademia Medica, Policlinico Umberto I. — Roma
(1883 Atti. 1886 Bidlettinó).
187. R. Accademia dei Lincei — Roma (1876 Transunti e Ren¬
diconti, 1904 Memorie).
188. R. Comitato geologico d’Italia — Roma (1870 Bollettino).
189. Reale Società Geografica italiana — Roma (1870 Bollettino).
190. Società italiana delle scienze detta dei Quaranta — Roma
(1862 Memorie).
191. Società zoologica italiana. Museo Zoologico della Regia
Università — Roma (1892 Bollettino).
192. P. Accademia Roveretana — Rovereto (1861 Atti).
193. R. Accademia di Agricoltura — Torino (1871 Annali).
194. R. Accademia delle Scienze — Torino (1865 Atti, 1871
Memorie).
195. Musei di zoologia ed anatomia comparata della R. Univer¬
sità di Torino — (1886 Bollettino).
196. Museo civico di storia naturale — Trieste (1877 Bollettino
della Società Adriatica).
197. Ateneo Veneto — Venezia (1864 Atti, 1881 Rivista).
198. R. Istituto Veneto di scienze, lettere ed arti — Venezia
(1860 Atti).
199. Accademia di agricoltura, commercio ed arti — Verona
(1862 Atti e Memorie).
200. « Scientia ii. Rivista internazionale di sintesi scientifica.
(1926).
201. Studi Trentini — Rivista della Società per gli Studi tren¬
tini. Trento (dal 1926).
202. Reale Accademia d’Italia — Roma (1932 Annuario, Me¬
morie).
LITUANIA
203. Paculté des Sciences de l’Université de Litliuanie —
Kaunas (1926 Mémoires).
302
ISTITUTI SCIENTIFICI CORRISPONDENTI
LETTONIA
204. Société de Biologie de Lettonie — Biga (1929 Bullettirì).
NORVEGIA
205. Bergens Museum — Bergen (1911 Aarbok e Aarsheretnings).
206. Bibliothèque de P Université B. de Norvège — Cristiania
(1880 Archiv).
207. Société des Sciences de Cristiania (1859 Forhandlinger).
208. Stavanger Museum — Stavanger (1892 Aavsberetning).
PAESI BASSI
209. Musée Teyler — Harlem (1866 Archives).
210. Société Hollandaise des Sciences à Harlem (1880 Archives
nèerlandaises),
211. Geologisch Bureau wor liet Nederlandsche Miyngebied te
Heerlen — Heerlen (1928 Yaarversìag).
POLONIA
212. Service géologique de Pologne — Varsavia (1921-22 Bid-
letin).
213. Institi! M. Nenki — Varsovie (1921 Travaux).
214. Société Polonaise des Naturalistes Lwòw ul Dlugosza
(1925 Kosinos).
PORTOGALLO
215. Academia Polytechnica do Porto — Coimbra (1906 Annaes
scienti ficos).
216. Eolia Anatomica Universitatis Conibrigensis — Coimbra
(dal 1926).
217. Direcao dos Servicos Geologicos — Lisboa (1885 Comuni-
caco es).
218. Instituto de Anatomia, Eaculdade de Mèdicina da IJniver-
sidade de Lisboa (1914 Archivo).
ROMANIA
219. Société des Sciences de Cluj — Cluj (1921 Bulletin)
220. Siebenburgischer Verein fiir Naturwissenscbaften — Her-
mannstadt (1857 Verhandlungen).
ISTITUTI SCIENTIFICI CORRISPONDENTI
303
RUSSIA
221. Académie des Sciences de Russie — Leningrad (1860-1914
poi 1924 Bulletin).
222. Sociétó des Naturalistes, Université, (Laboratoire de Zoo¬
logie) — Leningrad (1898 Section de Zooloogie, 1897
Sec. de Botanique, 1897 Sec. de Geologie et de Minera¬
logie, 1897 Comptes Rendu).
223. Société entomologique de Russie (Musée Zoologique de
l’Academie des Sciences) — Leningrad.
224. Institute of Comparative Anatomy of thè First Univer¬
sity Moscow — (1924 Revue zoologique russe).
225. Comité géologique, Académie des Sciences de Russie —
Leningrad (1925 Travaux).
226. Institute de recherches biologique à l’Universitè de Perm
— Perm, Zaimka (1926 Bulletin').
227. Biolog. Wolga Station — Saratow (1925 Arbeiten).
SPAGNA
228. Junta de Ciencias Naturales de Barcelona — (Pubblicazioni
varie dal 1917).
229. Sociedad Iberica (già x4ragonesa de Ciencias Naturales)
— Zaragoza (1902 Boletvn).
230. Reai Sociedad Espanda de Historia Naturai — Madrid
G897 Actas Anales. 1901 Boletin. 1903 Meinorias).
\ 1 1 j
231. Broteria, Revista Liiso- Braxileira., Colegio del Pasaje. La
Guardia (Pontevedra) (dal 1902).
232. Instituto Espaìiol de Oceanograha — Madrid (1916 Me-
morias^ 1924 Notas y resumenes).
SVEZIA
233. Universitas Lundensis — Lund (1883 Acta).
234. Académie Royale suèdoise des Sciences — Stockholm (1864
Handlingar ^ 1865 Fói'handlingaì'.i 1872 Bìhang., 1903 Arkiv).
235. Kongl. Vitterhets Historie och Antiquitets Akademiens —
Stockholm (1864 Antiquayùsk-Tidskviff^ 1872 Mdnadsblad).
236. Bibliothèque de 1’ Université d’Upsala (Institution géolo¬
gique) — Upsala (1891 Meddelanden, 1894 BiUletin).
304
ISTITUTI SCIENTIFICI CORRISPONDENTI
SVIZZEEA
237. Naturforschend© Gesellschaft — Basel {l'èbiiVerhandlungen).
238. Naturforsohende Gresellscliaft — Bern (1855 Mittheihmgen).
239. Société helvétique des Sciences naturelles — Bern (1834-47
Actes o Verliandlungen^ 1860 Nouveauoc Mémoires).
240. Naturforschende Gesellschaft — Chur (1854 Jahreshericht).
241. Insti tilt national genevois — Genève (1861 Bulletin^ 1863
Mémoires).
242. Société de physique et d’ liistoire naturelle — Genève
(1859 Mémoires.^ 1885 Compie Rendu des Sèances).
243. Società Ticinese di Scienze Naturali — Lugano (1904
Bollettino).
244. Société Vaudoise des Sciences naturelles — Lausanne
(1853 Bullelin^ 1922 Memoires).
245. Société des Sciences naturelles — Neuchàtel (1836 Mè-
moires, 1846 Bulleiin).
246. Zùrcher naturforschende Gesellschaft — Ziirich (1856
Vierteljahrsschrift, 1901 Neujahrsblatt).
247. Commission géologique suisse (Société helvétique des
Sciences naturelles) — Zùrich (1862 Matèviaux ponr la
Carte géologique de la Suisse).
UNGHERIA
248. Bureau Central Ornithologique Hongrois — Budapest (1896
Aquila^ Zeitsclirift filr Ornitkolcgie).
249. Ungarisch-geologischer x4nstalt — Budapest (1863 Fdld-
tani, 1872 Mitteilungen^ 1883 Jahreshericht).
250. Museo nazionale ungherese. — Budapest (1897 Annales).
ELENCO DELLE PUBBLICAZIONI
RICEVUTE IN DONO DALLA SOCIETÀ
1) SuNAMOTO Etsujiro : The Elephant — (Voi. 1-2) Tokyo
1931-32.
2) Elorentino Ameghino : Mamiferos fósiles de Patagonia y
otras cuestiones — La Piata 1918.
3) Elorentino Ameghino : Ungulados, aves y desdentados —
La Piata 1920.
4) Comi Clelia : Le anomalie riscontrate negli aconidi coltivati
nella Chanousia durante 1’ anno 1929 — Torino 1932.
5) Comi Clelia : Sulla sensibilità al contatto dei fiori del genere
« Gentiana » — Poma 1928.
6) Parsali Egidio ; Aggiunte al prodromo della Plora Umbra
— Firenze 1933.
7) Penìa Carla : Contributo allo studio del Paleogene dell’ isola
di Podi (Egeo) — Poma 1933.
8) Watters P. a. : The intra-atomic quantity — Peno (Ne-
vada) 1933.
9) Tillyard P. F. : The panorpoid complex in tbe Britisb
Pbaetic and Lias (Br. Mus.) — London 1933.
10) Bullettin Société Centrale Forestière de Belgique. —
Année 38-39, Bruxelles 1931-1932.
(dono Ing. De-Capitani).
11) Bollettino Società Geologica Italiana — Voi. 43-52, 1924-
1933. Poma.
(dono Ing. De-Capitani).
INDICE
Cavallini F., Molluschi acquatici del pavese f continua) 'pag.
Facciolà L., L’ Ophidton harhatum Linn. e la sua
vescica natatoria ........
Fenaroli L., Saggi di tipologia forestale . . . »
Gianferrari L., Cyprinodon Zaccarinii n. sp. della
Migiurtinia .........
— iSTuova varietà di Cyprinodon Zaccarinii . . »
Koch C., Osservazioni circa una nuova interpretazione
della sistematica del genere Anthophagus Gravh.
(Col. Staph.) (con 1 Tav.) . . . . . »
Kutassy A., Su alcuni Aleg alodus del Monte Campo
dei Fiori (Varese) (con 2 Tav.) .... »
Manfredi P., Doìistenus Alenozzii n. sp. della fami¬
glia Platydesmidae (Miriapodi Colobognati) ; e altri
Miriapodi della Calabria ......
— Miriapodi della Somalia Italiana. Chilopodi . . »
M Ditoni Ed., Ulteriori notizie sulle Garzale di Greggio
(Vercelli) e di Casalino (Uovara) (con 3 Tav.) . »
— Elenco degli uccelli raccolti dalla Spedizione ita¬
liana al Karakoram 1929 (VTI) comandata da
S. A. E. il Duca di Spoleto ......
— Elenco degli uccelli raccolti dal Prof. G. Scortecci
nella Somalia Centrale e Settentrionale nel 1931 . »
Raucci T., Ricerche sulla struttura dei muscoli addut¬
tori dei bivalvi ........
Schatzmayr A., -Risultati scientifici delle spedizioni
entomologiche di S. A. S. il Principe Alessandro
Della Torre e Tasso nell’ Africa settentrionale e
in Sicilia .........
Scortecci G., Anfibi della Somalia Italiana (con 5 Tav.) »
— Note su Atractaspis Scliuìtzei Sternfeld . . »
— Leptotyplììops yemenicus sp. n. . ' . . . »
174
157
71
82
86
136
232
268
275
91
209
243
219
167
5
89
165
308
INDICE
Scortecci G., Descrizione preliminare di nuove specie
e sottospecie del genere PHsturus della Somalia
Italiana .........
Stolz-Picchio T., Considerazioni sulla Bosìnina longi-
rostris 0. D. M. .
Turati E., Lepidotteri della spedizione di S. A. R. il
Duca di Spoleto al Caracorum nel 1929
Cronaca Sociale
Consiglio Direttivo pel 1933 . . . . .
Verbali delle Sedute . . . . .
Istituti scientifici corrispondenti . . . . .
Elenco delle pubblicazioni donate . . . .
pag.
242
»
144
»
191
^pag.
285
»
286
»
291
»
305
PRESENTED
3 APR 1934
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SUNTO DEL REGOLAMENTO DELLA SOCIETÀ
(data di fondazione; 16 gennaio 18ò6)
Scopo della Società è di promuovere in Italia il progresso degli
studi relativi alle scienze naturali.
I Soci possono essere in numero illimitato: effettivi^ perpetui, bene¬
meriti e onorari.
I Soci effettivi pagano L. 40 all’anno, in una sola volta, nel primo
bimestre óelV anno, e sono vincolati per un triennio. Sono invitati par¬
ticolarmente alle sedute (almeno quelli dimoranti nel Regno d’Italia)
vi presentano le loro Memorie e Comunicazioni, e ricevono gratuita¬
mente gli Atti e le Memorie della Società e la Rivista Natura.
Chi versa Lire 400 una volta tanto viene dichiarato Socio' perpetuo»
Si dichiarano Soci benemeriti coloro che mediante cospicue elargi¬
zioni hanno contribuito alla costituzione del capitale sociale.
A Soci onorari possono eleggersi eminenti scienziati che contribui¬
scano coi loro lavori all’incremento della Scienza.
La proposta per V ammissione cVun nuovo Socio effettivo o perpetuo
deve essere fatta e firmata da due soci mediante lettera diretta al Con¬
siglio Direttivo (secondo l’Art. 20 del Regolamento).
Le rinuncie dei Soci effettivi essere notificate per iscritto
al Consiglio Direttivo almeno tre mesi prima della fine del 3® anno di
obbligo o di ogni altro successivo.
La cura delle pubblicazioni spetta alla Presidenza.
Tutti i Soci possono approfittare dei libri della biblioteca sociale,
purché li domandino a qualcuno dei membri del Consigljo Direttivo o
al Bibliotecario, rilasciandone regolare ricevuta e colle cautele d’uso
volute dal Regolamento.
Crii Autori che ne fanno domanda ricevono gratuitamente cinquanta
copie a parte, con copertina stampata, dei lavori pubblicati negli Atti
e nelle Memorie, e di quelli stampati nella Rivista Natura.
Per la tiratura degli estratti, oltre le dette 50 copie gli Autori
dovranno involgersi alla Tipografia sia per l’ordinazione che per il
pagamento. La spedizione degli estratti si farà in assegno.
INDICI'] DEL FASCICOLO IIl-IA'
A. ScHATZMAYR, Risultati scientitici delle spedizioni
entomologiche di S. A. S. il Principe Alessandro
Della Torre e Tasso nell' Africa settentrionale e
in Sicilia . . . . . . . . pcifj. 167
F. Cavalijm, Molluschi acquatici del pavese iconAiìnuC) » 174
E. Turat . Lepidotteri della spedizione di S. A. R, il
Duca di Spoleto al Caracorum nel 1929 . . » 191
Ed. Moltom. Elenco degli uccelli raccolti dalla Sj^e-
dizione italiana al Karakoram 1929 (VII) coman¬
data da S. A. R. il Duca di Spoleto . . , » 209
T. Raucci, Ricerche sulla struttura del muscoli addut¬
tori dei bivalvi . . . . ^ . , » 219
- A. Kutassy, Su alcuni Megalodas del Monte^ Campo
dei Fiori (Varesei (con 2 Tav.) . . » 232
Ct. ScoRTECcq lOescrizione preliminare vdi nuove specie
e sottospecie del genere Pri&tiirus della Somalia
Italiana . . . . . . . . . » 242
Ed. Moltoni,. Elenco degli uccelli raccolti dal Prof.
G. Scortecci nella Somalia Centrale e Settentrio¬
nale nel 1931 . . • . . . » 245
P. Manfredi, Dólisteaus Menozzii ii. sp. della fami¬
glia Platydesmidae (Miriapodi Colobognati) ; e altri
Miriapodi della Calabria . . . ' . . » 268
— Miriapodi della Somalia Italiana. Chilopodi . . » 275
Consiglio Direttivo pel 1933 . ' . . . » 285
Verbali delle Sedute . . . . - . . V . » 286
Istituti scientificrTCorrispond enti . .. . . . » 291
Elenco delle pubblicazioni donate . . . /M . » 305
Nel licenziare le bozze i Signori Autori sono pregati di notifi¬
care alla Tipografia il numero degli estratti che deside¬
rano, oltre le 50 copie concesse gratuitamente dalla Società,
Il listino dei prezzi g)er gli estratti degli Atti da picbhlicarsi
nel 1933 e il seguente :
COPIE
^ 25
50
75
100
Pag. 4
ri
00
ì '
1
L. 12.—
L. 17.—
L. 22.—
a 8
n 13. —
a 18. —
24.—
u 31.—
a 12
ir 16. —
^4.—
u 31. —
u 39. —
U 16
18. -
n 28.—
ii SI. —
u 50.—
NB. - La coperta stampata viene considerata come un ^ /4 di foglio.
Per d.eliber azione del Consigtio Direttivo, le pagine concesse
gratis a ciascun Socio sono ridotte a 12 per ogni volume degli
Atti ed a 8 per ogni volume di Xatura, che vengono portate a
10 se il lavoro ha delle figure.
Nel caso che il lavoro da stampare richiedesse un maggior
numero di pagine, queste saranno a carico delV Autore (L. 25
per ogni pagina^ degli « Atti » e di « Natura »y. N^a^ spesa
delle illustrazioni è a carico degli Autori.
I vaglia in pagamento di Natura, e delle quote sociali devono es¬
sere diretti esclusivamente al Dott. Edgardo Moltoni, Museo Civico
di Storia Naturale, Corso Venezia, Milano (1I3Ì.
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